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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

La dermatologia ha un Santo protettore

di Gianni Cristofani

Giovanni Paolo II ha recentemente elevato agli onori dell’altare Luigi Maria Monti, Padre Fondatore dei Figli dell’Immacolata Concezione. La Congregazione nota, in Italia e all’estero, per il suo impegno nella cura e nella ricerca in ambito dermatologico 

la dermatologia ha un santo protettore

Domenica 9 novembre 2003, in un’affollatissima e assolata Piazza San Pietro, Sua Santita' Giovanni Paolo II, ha proclamato cinque nuovi beati tra i quali Padre Luigi Maria Monti fondatore dei Figli dell’Immacolata Concezione. Un beato, il Monti, professionalmente formatosi nel mondo della sanita' della seconda meta' dell’800, al cui carisma assistenziale si sono ispirati i suoi figli spirituali al punto da creare a Roma, un ospedale per la cura delle malattie della pelle gia' agli inizi del ‘900 e ora realta' assistenziale e scientifica a dimensione mondiale i cui albori si devono a Padre Antonio Ludovico Sala, discepolo e primo sacerdote della congregazione, iniziato personalmente dal Monti all’attivita' infermieristica, che diede vita all’opera curando i tignosetti della campagna romana.
Alle intuizioni empiriche del Padre Sala sono seguite negli anni le attivita' medico scientifiche di tanti confratelli che oltre alla consacrazione religiosa hanno intrapreso il difficile cammino della professione medica specializzandosi nella dermatologia. 

Ricordiamo Fratel Emanuele Dott. Stablum, per il quale si e' aperto presso il Vicariato di Roma l’iter di beatificazione, che seppe, durante la sua breve vita, raccogliere l’eredita' carismatica del Monti curando i dermopazienti ma sempre con la caratteristica del buon samaritano. 
Egli soleva spesso ripetere: “Cercare sempre tra le pieghe di un dolore fisico il tormento di un’anima”. Primo fra tutto Monti aveva posto il malato. Perche'? Perche' il servizio al malato, il servizio vero, quello fatto con amore e dedizione fu per il Monti la piu' autentica, la piu' sentita, la piu' genuina delle preghiere. Il motto di San Benedetto era di pregare e lavorare, per il Monti il “labora” fu curare, sanare, essere di conforto al prossimo nel momento piu' delicato della vita, nell’istante in cui il male corporale inaridisce le anime e rischia di farle allontanare da Dio. E lo scrisse chiaramente nelle Regole e nelle Costituzioni che volle lasciare ai suoi discepoli, e a imitazione del Cristo comincio' prima con il fare e poi con l’insegnare di essere sempre coerenti e fedeli al suo modo di 

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operare a fianco della poverta' e della sofferenza. In questi centotre' anni che ci separano dalla morte i religiosi di Padre Monti hanno realizzato opere assistenziali in Italia e, da qualche decennio, anche fuori del territorio italiano toccando i quattro continenti. 
L’attivita' missionaria inizia negli anni venti, in Argentina quando i Figli dell’Immacolata Concezione arrivarono a Buenos Aires. Da li' prese inizio, sulla dorsale Buenos Aires, Cordoba, Tucuman, Salta, l’espandersi di una attivita' di assistenza, educazione e promozione umana e sociale che oggi viene animata da ben sedici comunita', costituite in Provincia religiosa. 
Attualmente, in America latina, ci sono presenze anche in Brasile, Peru' e Bolivia. I concezionisti sono presenti anche in Canada, in India, nelle Filippine e nella Corea del Sud. In Europa, in Albania e in Polonia. Nel Continente africano a seguito dell’originaria missione sanitaria nel Camerun, iniziata negli anni ’70 con strutture di accoglienza per i lebbrosi, 

sono nate realta' missionarie anche in Costa D’Avorio, in Nigeria, nella Guinea Equatoriale e nella Repubblica Democratica del Congo. 
Agli inizi degli anni novanta un profetico incontro con Madre Teresa di Calcutta ha portato alla costruzione di un moderno ospedale a Tirana, la cui definitiva realizzazione e', di fatto, affidata alla solidarieta' di tutti gli uomini di buona volonta'. In Albania i Concezionisti sono gia' presenti con un poliambulatorio e una farmacia, mentre ad Elbasan gestiscono una scuola per infermieri professionali e a Fier hanno in corso la costruzione di un nuovo poliambulatorio. 
L’esempio del Monti fu ed e' ancora oggi di una grandezza e validita' straordinaria. Il suo modo di 

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praticare la professione infermieristica e di porsi a totale disposizione del malato sono punti di riferimento importantissimi per quanti, dopo di lui, hanno intrapreso il medesimo cammino lungo la difficile strada della carita'. Fu, il suo, un servizio di amore e di grandi slanci affettivi verso i malati, ma cio' non gli fece mai dimenticare che l’approccio con il malato deve sempre essere caratterizzato da esperienza e grande professionalita'. 
Egli cerco' sempre, per se' e per i suoi fratelli, la giusta mercede per il lavoro svolto ma anche e soprattutto la qualificazione professionale continua. Lo stile del suo servizio, la considerazione del malato posto al centro di ogni intervento medico e infermieristico, l’assistenza domiciliare, la professionalita' dell’operatore sanitario, la umanizzazione della corsia ospedaliera, fanno del Padre Monti il vero precursore del moderno servizio sanitario e le regole dettate per i suoi discepoli sono passi profetici se confrontati con la realta' dei nostri giorni 

L’infermiere di Dio

“Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. A questo dettato evangelico il Beato Luigi Maria Monti deve aver fatto costante riferimento in ogni istante dei suoi settantacinque anni di vita spesi al servizio della sofferenza e del prossimo in difficolta'. Era il primo ottobre del 1900 quando, nella casa per orfani di Saronno, attorniato dai suoi figli spirituali, Luigi Monti torno' alla casa del Padre nella lucida ed evangelica convinzione di aver potuto dare di piu' al prossimo sofferente. Era nato nel 1825 in terra lombarda. Si era formato spiritualmente nel contesto agricolo e artigianale del suo paese, Bovisio, si era fatto religioso tra i figli di Maria a Brescia e in quella citta' germoglio' il suo spirito infermieristico che porto' alla massima espressione quando, con altri due confratelli, assistette i colerosi rinchiudendosi per tre mesi nel locale lazzaretto. La sementa della carita' che Luigi sparse in terra lombarda agli inizi della seconda meta' del 1800 trovo' riscontri in giovani germogli che divennero alberi maestosi quando dal nord guadagnarono la Roma dei Papi e in particolare quando approdarono nelle corsie dell’Arciospedale 

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Santo Spirito. Fu in quel luogo di disperante sofferenza che, di fatto, inizio' il cammino di Luigi Monti sulla strada della carita' e del servizio all’uomo malato, fu li' che egli diede vita alla famiglia religiosa dei Figli dell’Immacolata Concezione a testimoniare la filiale accettazione di quel dogma che Papa Mastai Ferretti aveva da poco promulgato sulla purezza totale della Madre Celeste. Dalle corsie del Santo Spirito agli ospedali di Orte, Nepi, Civitacastellana, Capranica, Luigi Maria, per ben venti lunghi e faticosi anni si fece Infermiere di Dio, Apostolo della Carita', testimone d’amore al servizio della sofferenza. Divento' operatore sanitario a tempo pieno. Visse, dormi', si nutri' accanto ai suoi assistiti, ne condivise i loro problemi al punto da seguirli anche una volta dimessi dalla corsia ospedaliera. La citta' di Roma e il territorio della provincia di Viterbo lo videro sempre pronto ad accorrere dove il fratello malato chiamava, dove la sua opera risultava indispensabile. e' pienamente convinto che il malato, il corpo martoriato del prossimo sofferente siano la stessa persona di Cristo, tanto che trovandosi nella necessita' di scegliere tra un rosario in cappella e un malato da soccorrere non ebbe mai dubbio alcuno. Fu l’amico e il servo degli infermi, fu l’infermiere di Dio, fu l’interprete del vangelo della sofferenza. Ma non dimentico' mai di aggiornarsi a livello professionale. Studio' anatomia e farmacia tanto che lascio' una cinquantina di ricette per preparati galenici. Ma la ricetta piu' bella e significativa non veniva, come ebbe a dire lo stesso Monti, dal retrobottega di una qualunque farmacia ma dal cuore di Gesu'. Ecco la prescrizione: “Per godere di buona salute di anima e di corpo, prendete radici di fede, verdi fronde di speranza, rose di carita', viole di umilta', gigli di purita', assenzio di contrizione, legno della Croce; legate tutto in un fascetto col filo della rassegnazione; mettetelo a bollire sul fuoco dell’amore, nel vaso dell’orazione, con vino di santa allegrezza e con acqua minerale di temperanza, ben chiuso col coperchio del silenzio; lasciatelo la mattina nel sereno della meditazione; prendetene una tazza mattina e sera, e cosi' godrete buona salute, che di vero cuore ve la desidero”. e' un infuso, quello del Monti che una volta preparato non ha scadenze di sorta.

Quando l’Impresa e’ etica

Nel panorama internazionale delle Aziende del Farmaco, l’IDI Farmaceutici di Pomezia rappresenta un caso particolare. Le finalita' economiche dell’impresa sfuggono alle consuete logiche di profitto: l'azienda devolve infatti parte delle proprie risorse alla realizzazione di opere assistenziali sparse in Africa, Sud America e Asia. Uno spirito, questo, che risale alle origini quando Padre Monti fonda la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e Padre Sala ne continua l’opera dando vita alla prima casa per la cura dei malati della pelle. Anche oggi, pur con l’avveniristico ampliamento dello stabilimento di Pomezia, l’uomo continua a essere al centro della ricerca farmacologica a servizio delle esigenze di prevenzione e protezione della pelle, in una costante evoluzione formulativa. All’operato di dermatologi, chimici, biologi e farmacologi si affiancano la preziosa collaborazione e lo scambio di inestimabile esperienza con l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma e con esperti di fama mondiale. La produzione cosmetica IDI Farmaceutici conta oggi oltre 50 prodotti divisi in due linee: la "Dermocosmetica" di ausilio alla prescrizione dermatologica e pediatrica, e la " Igienico-cosmetica" per una cosmesi scientificamente testata e venduta solo nelle farmacie. 
Fra i numerosi prodotti della ricerca interna da menzionare il brevetto di un liposoma multilamellare, risultato innovativo e di notevole utilita' per svariate problematiche cutanee.



 

 

 


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