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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

LA DERMOPLASTICA


Conversazione a ruota libera con il fondatore dell'ISPLAD. Primi bilanci e progetti futuri. Fra curiosita', precisazioni e attenzione alle critiche
international society of plastic aesthetic dermatology

Sono gia' passati due anni dalla nascita dell'International Society of Plastic Aesthetic Dermatology, piu' brevemente ISPLAD ed e' tempo dei primi bilanci. Centinaia di medici hanno gia' partecipato durante il 2001 a corsi di formazione ed e' stata portata a termine una campagna di valutazione dello stato di ritenzione idrica fra le donne italiane. Risultati importanti che si aggiungono all'affiliazione ottenuta dalla giovane ISPLAD da parte della Societa' Italiana di Dermatologia e Venereologia e dall'Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani.

L'occasione per fare il punto della situazione e per delineare i programmi per il futuro e' stata la prima riunione dei soci ISPLAD, tenutasi a Saint Vincent durante il recente Congresso sull'invecchiamento cutaneo. Il Presidente, Antonino Di Pietro e i suoi piu' stretti collaboratori, Andrea Romani, segretario organizzativo, e Francesco Bruno, segretario scientifico, hanno ulteriormente chiarito il significato e il perche' del concetto Dermatologia Plastica, gli obiettivi della Societa', i rapporti con le altre Associazioni dei dermatologi italiani e con le altre specialita' che si occupano della salute, del benessere e del miglioramento estetico di chi desidera contrastare fenomeni quali l'invecchiamento cutaneo o vuole piacersi di piu'.

Un programma ambizioso che da piu' parti e' atteso per una verifica perche' rischia di creare una serie di contraccolpi sia all'interno della dermatologia italiana, nei rapporti con le Aziende Farmaceutiche, e infine nell'ambito di un "mercato" molto articolato e complesso. 

international society of plastic aesthetic dermatology

Ma andiamo per gradi e affrontiamo le questioni aperte insieme al fondatore dell'ISPLAD, il dermatologo Antonino Di Pietro. 
Come nasce la Dermatologia Plastica?   
"Se fino a qualche anno fa si poteva ringiovanire solo col bisturi, oggi e' possibile migliorare l'aspetto in modo non cruento. A questa crescente esigenza il dermatologo risponde consigliando i dermocosmetici, gli integratori alimentari, iniettando nella pelle acido ialuronico e collagene, riempiendo e sollevando le rughe, con i peelings e con i laser, o con sostanze biostimolanti che iniettate nel derma danno turgore naturale ed elasticita': in altre parole possiamo plasmare la cute, fare una plastica non chirurgica ma dermatologica. Questo avviene perche' negli ultimi anni al dermatologo e' sempre piu' richiesto non solo di guarire una malattia ma anche di aiutare il paziente a mantenere la pelle piu' sana e piu' bella. I nostri risultati sono piu' naturali e rispettano l'integrita' cutanea. Noi ricerchiamo le cause e i rimedi degli inestetismi, sia legati a patologie (es. la vitiligine, l'acne, le alopecie, le melanosi, ecc.) sia causati dall'invecchiamento. La nostra caratteristica principale e' la non invasivita'. Anche se la chirurgia rimarra' insostituibile per correggere le malformazioni macroscopiche, la dermatologia plastica, senza tagli profondi, grosse asportazioni e punti di sutura, sara' sempre piu' richiesta nella lotta all'invecchiamento". 
Ma perche' plastica e non dermatologia estetica, oppure cosmetologica? 
"Plastico e' sinonimo di plasmabile, modificabile e quindi migliorabile. Il nostro pero' e' un approccio medico chirurgico, ripeto non cruento, per migliorare l'aspetto cutaneo e mantenerne l'integrita'. Il termine estetica accomuna un po' troppo la professione medica a quella dell'estetista creando confusione di ruoli. Il dermatologo e' un estetista laureato? No, e cio' sottrae valore alla categoria professionale delle estetiste. Il termine cosmetologica, invece, mostra il dermatologo come prescrittore di cosmetici. Un profumiere laureato? Inoltre crea malcontento tra i cosmetologi che sono i formulatori di cosmetici. La nostra e' completamente una nuova immagine, una confusione di ruoli indebolisce la nostra figura professionale e non ci rappresenta nel vero valore dei nostri principi". 
Sono chiare le differenze con la Chirurgia Plastica e come volete presentarvi, ma che vi differenzia dalla Medicina Estetica? 
"Apparentemente possono sembrare due modi per indicare la stessa cosa. In realta' esistono sostanziali differenze. La medicina estetica e' paragonabile alla medicina internistica generale, la dermatologia plastica e' come la cardiologia o qualsiasi altra branca specialistica. La medicina estetica si occupa di tutto in generale: dall'invecchiamento all'obesita', dai problemi angiologici a quelli posturali, ecc. Noi ci occupiamo in modo approfondito solo dei problemi che riguardano la nostra specialita' di competenza cioe' la pelle e i suoi annessi. Il dermatologo plastico per prima cosa deve osservare la cute del paziente eseguendo un check-up clinico strumentale per identificare lo stato e i fabbisogni della pelle. In definitiva egli dovrebbe essere, per sua specifica e giuridica formazione professionale, lo specialista a cui rivolgersi per tutti i problemi cutanei, in particolare la cura e la prevenzione degli inestetismi quali le rughe, il rilassamento cutaneo, le smagliature, le macchie cutanee, le calvizie, la ipersudorazione, l'acne e i suoi esiti, la couperose, la cellulite, ecc. E' per questo, anche se con qualche sofferenza, che dobbiamo dire di no a quei medici estetici che gia' ci chiedono di iscriversi alla nostra societa'". 
Quali saranno i rapporti con le altre Associazioni che rappresentano i dermatologi italiani?
Per noi non esiste alcuna incompatibilita' a essere iscritti anche in altre associazioni, con alcune delle quali siamo gia' affiliati. Il nostro vuole essere un impegno per rafforzare il ruolo del dermatologo che non deve limitare il suo campo d'azione ma proporsi come coordinatore, e riferimento per tutto cio' che e' riconducibile al benessere cutaneo. L'ISPLAD e' una iniziativa italiana a carattere internazionale per riunire i colleghi sensibili a queste problematiche, con uno spirito di collaborazione con i gruppi di studio gia' operanti nelle societa' suddette. Perche' l'unione delle professionalita' e delle energie e' fondamentale per il bene comune e la crescita della nostra specialita'". Principi e riflessioni legittime, che diversi gia' condividono mentre per altri restano ancora molto fumosi pensando che la nascita di un'ulteriore associazione frammenti ancora di piu' la Dermatologia italiana, testimone delle palesi ed evidenti difficolta' di una Federazione che solo sulla carta rappresenta l'intera specialita'. Ai protagonisti allora il compito di dimostrare che anche nei fatti non si sta perseguendo solo lo scopo di "volersi creare il proprio orticello", come dicono i soliti criticoni, ma che al contrario si sta veramente lavorando nella direzione di un obiettivo comune. E da noi, un augurio di buon lavoro agli amici dell'ISPLAD e ai suoi soci



 

 

 


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