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eiaculazione precoce
Il tentativo di prolungare la durata di un rapporto sessuale e' vecchio quanto
l'uomo. Vecchi rimedi e nuovi prodotti chimici
del Dr. Giulio Biagiotti, andrologo, Perugia
Provate ad intervistare un qualsiasi signore di circa settanta-settantacinque anni e chiedetegli se sa
cos'e'. Nella maggioranza dei casi vi guardera' sbigottito non dalla propria ignoranza ma dalla vostra
ingenuita': non solo non sa
cos'e' ma neanche gliene importa niente. Fino a qualche generazione fa, il problema della eiaculazione precoce quasi non esisteva. Il ruolo della donna nella coppia e nella societa' non poneva le stesse sfide che
l'uomo moderno vive oggi quotidianamente. In realta' l'uomo certe cose le aveva sempre sapute, ma del proprio rapporto sessuale coniugale, per tanti motivi, dalla riservatezza alla paura del confronto, si preferiva non parlare apertamente. Nessuna remora, invece a ricercare in maniera spasmodica sostanze afrodisiache in grado di migliorare la propria performance maschile, fenomeno ubiquitario in ogni epoca e cultura, sia europea che orientale, che diede luogo ai piu' svariati, e a volte pericolosissimi, sistemi di potenziamento sessuale, come, per esempio, la famosa mosca spagnola. Un velenoso beverone che nella Perugia del tre-quattrocento ebbe un momento di grande popolarita' ma che, alla soddisfazione sessuale, accompagnava un forte dolore per la priapica situazione. Le cronache del tempo riportano che i suoi estimatori spesso erano sottoposti a varie terapie, una piu' tossica
dell'altra, e molti subirono salassi dai cerusici dell'epoca. Un'idea, quest'ultima, non bislacca, solo che i salassi non andavano fatti sul braccio ma altrove… rapidamente i malcapitati sarebbero guariti. Ma torniamo ai giorni nostri, e confrontiamoci con la
realta': abbiamo fortemente voluto
l'emancipazione della donna, anche sessuale, e gli uomini sono rimasti indietro.
Attualmente il tempo di durata del rapporto sessuale
e' diventato uno dei maggiori problemi all'interno di una coppia, e la popolazione maschile che, da questo punto di vista,
e' estremamente eterogenea stenta a sostenere la richiesta di piacere che viene da donne sempre piu' coscienti, libere e disinibite. Il fatto
e' che ogni maschio ha un suo tempo per il raggiungimento dell'orgasmo, il quale
e' anche la risultante del caso e delle caratteristiche ereditate da padri e madri. Si obiettera' che il controllo
dell'eiaculazione si acquisisce... Magari. Schiere di medici, psicologi e
sessuologi, pressati dalla domanda, si sono dati allo studio della fisiologia e alla terapia
dell'eiaculatio precox, almeno fino a poco tempo fa con gli effetti piu' strani e per lo piu' insoddisfacenti. Ora un paio di risultati, invece, si possono ottenere, entrambi notevoli, e bisognerebbe che gli uomini se ne rendessero finalmente conto. Il primo
e' di natura psicologica, ed e' dovuto ad una migliore comprensione del fenomeno
eiaculatorio.
Rendersi finalmente conto che
l'eiaculazione e' un riflesso, ovvero un meccanismo di risposta automatica a uno stimolo, interno o esterno
all'organismo, ci fa chiedere: possiamo acquisire un controllo totale su di esso? Sarebbe come pretendere di imporre al nostro corpo di non sudare o sudare piu' tardi se sentiamo caldo: semplicemente impossibile.
Esperimenti condotti su volontari sani hanno determinato che se si applica al pene uno stimolo vibratorio continuo (efficace nel determinare il riflesso eiaculatorio indipendentemente da tutto il resto) si verifica
l'eiaculazione nel 98% dei casi entro al massimo sei minuti. Tuttavia si puo' controbattere: se sentiamo caldo possiamo spostarci
all'ombra e accendere il ventilatore. Strategie dovute all'elaborazione critica del fenomeno e
all'esperienza, che fanno capire, per analogia, perche' nel tempo si siano affermate convinzioni del tipo: puo' bastare
''fermarsi ogni tanto'' o ''pensare a un'altra cosa'', tentativi che spesso servono solo a non godersi il rapporto. Oppure che si siano elaborate manovre, per quanto fastidiose e assurde, che puntano a contrastare lo stimolo a eiaculare, prevedendo la produzione di dolore al pene, o il piu' comodo ricorso, vuoi a creme anestetiche che diminuiscono
l'intensita' dello stimolo che viene dal glande, vuoi a farmaci capaci di rallentare lo stimolo che arriva dal cervello (nel senso
dell'insieme dei fattori esterni che vanno dalla vista all'udito, dall'odore al tatto, dalla situazione
all'ambiente). Nella migliore delle ipotesi l'eiaculazione si dovrebbe verificare quando la somma degli stimoli, fisici, psicologici e affettivi, convogliati in un unico imbuto finale dato dalle aree associative del cervello, fa scattare un relais che si trova lungo la colonna vertebrale, piu' o meno
all'altezza dei lombi, il che determina la fuoriuscita dello sperma.
La qualcosa, se vissuta con serenita', puo' far felice se stessi e la propria donna. Per chi non dovesse invece essere soddisfatto, la vera novita'
e' la presenza sul mercato di alcuni farmaci che, nati per combattere l'impotenza, si sono rivelato utili anche nel prolungamento del rapporto sessuale. Anche loro,
pero', non dovrebbero mai perdere di vista che
l'unico parametro di una buona sessualita' non puo' essere un modello culturale precostituito, che imponga ruoli e prestazioni prefissati, ma
l'armonia di coppia che vive con entusiasmo il rapporto sessuale, concedendosi tutto quello che puo' migliorare la situazione e portare alla soddisfazione nei tempi e coi metodi piu' adatti allo scopo.
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