| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
   

articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Procreazione assistita

Si sono attutite le polemiche intorno alla legge sulla procreazione assistita, ma sempre piu' coppie si rivolgono all’estero

di Barbara Di Chiara

A distanza di quasi un anno dal referendum sulla fecondazione assistita, terminato in un insuccesso nonostante la mole di risorse impiegate da piu' parti per il raggiungimento del quorum, di questo tema si parla sempre di meno. A rompere il silenzio che sembra aver avvolto la materia, c’ e' un primo tentativo di tirare le somme sul fenomeno del turismo procreativo. Uno sforzo compiuto da alcuni ricercatori per mettere in luce dati e considerazioni sulle coppie italiane che si recano all’estero per usufruire di metodiche non permesse in Italia, per provare ad accrescere le possibilita' di diventare genitori. Ci si chiede, inoltre, se i paletti imposti dalle legge 40/2004 ostacolino realmente la riuscita della procreazione medicalmente assistita? E, per finire, se i centri esteri danno davvero delle garanzie in piu' rispetto a quelli italiani, pur manchevoli di una lista di opzioni completa per il concepimento assistito? Superfluo ricordare che per molti la legge approvata dal nostro Parlamento sarebbe piu' una declaratoria d’intenti, che sacrifica l’esigenza prioritaria della tutela della salute della donna e dei nascituri a un’ideologia rigida e astratta, intrisa di valori, che vengono affermati come obblighi: ogni embrione deve essere impiantato e fatto nascere, ogni coppia genetica deve costituire una famiglia giuridica. In maniera polemica si aggiunge che per tutti coloro che sono esclusi dalla fecondazione assistita, perche' non corrispondono ai requisiti richiesti - il seme e l’ovulo necessari al concepimento non sono cioe' di una coppia eterosessuale stabile e benestante, poiche' l’intervento non e' coperto dal servizio sanitario- per divenire legittimamente genitori resterebbe solo il vecchio e tradizionale modo: un rapporto sessuale. I critici piu' feroci insistono che la legge approvata sarebbe sono tale groviglio inestricabile da risultare inapplicabile, oltre che inconcepibile per il buon senso, e in piu' punti incostituzionale. Per loro sarebbe necessario rivederla innanzitutto per l’impatto di questa discussa normativa in termini di percentuale di successo dei cicli di fecondazione in vitro: sembra, infatti, che le nascite ''in provetta'' dopo l’entrata in vigore della legge 40 siano diminuite del 10%. E, sempre in tema di numeri, sembra che siano in aumento le coppie italiane che si recano all’estero (Svizzera, Belgio e Spagna, ma anche Tunisia e Albania) per sottoporsi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita senza dover sottostare alle regole restrittive della legge italiana. Secondo gli esperti che hanno organizzato un recente convegno dal titolo ''Viaggiare per nascere?'' si tratta di una decisione non motivata, perche' nella maggior parte dei casi non si hanno a disposizione livelli qualitativi superiori e, anzi, una coppia su cinque affronta inutilmente estenuanti trasferte. Soprattutto quando ci si sottopone a cicli di fecondazione ''gold standard'', cioe' di altissima qualita', possibili anche in Italia. Oltre a dover sostenere costi economici e stress psicologico, chi cerca la gravidanza fuori dal nostro paese non sempre riceve cure di maggior successo. Per di piu', il fenomeno sta diventando piuttosto consistente, così come le ‘truffe’ e i raggiri conseguenti. Fa riflettere il fatto che i centri esteri possano contare oggi su personale che parla italiano. Ma cosa cercano le coppie che scelgono di rivolgersi a centri specializzati in paesi esteri? Soprattutto la possibilita' di ricevere la donazione di gameti, di effettuare la crioconservazione degli embrioni e di avere accesso alla diagnosi pre-impianto. Eppure, dalle stime risulta che poche coppie sterili necessitano realmente di questi trattamenti: solo il 2% ha bisogno della donazione di gameti maschili e il 4% di gameti femminili. Solo all’1%, infine, serve la diagnosi pre-impianto. Perche' allora si viaggia per far nascere il proprio, desiderato, bambino? ''La scarsa informazione e' una delle cause di questo fenomeno - sottolinea Mauro Schimberni, del dipartimento di Scienze ginecologiche, perinatologia e puericultura dell’universita' La Sapienza di Roma - e non e' necessario cercare altrove cio' che si puo' gia' trovare nel nostro paese, che vanta esperti di fama internazionale e centri di altissima qualita' ''. 
Se si e' esaurito il dibattito non e' certo terminata la polemica che aveva accompagnato l’esito del referendum sulla procreazione artificiale e qualcuno ancora ritiene che nei giorni che hanno preceduto la chiamata al voto dei cittadini e' mancata un’analisi imparziale della questione, non influenzata cioe' dallo schieramento politico o dalle diverse ideologie e cio' ha impedito ai cittadini di districarsi fra le mille opinioni e i pareri, spesso individuali e poco scientifici. Tanto che molti hanno avuto paura di un Far West selvaggio popolato da Frankenstein intenti a fabbricare bambini per donne isteriche determinate ad avere un figlio a tutti i costi. Ma il referendum e' ormai alle nostre spalle e bisogna guardare avanti: a gennaio partira' presso l’Istituto Superiore della Sanita' il Registro nazionale sulla procreazione medicalmente assistita previsto dalle legge 40 il cui scopo e' di classificare tutti i centri italiani specializzati nell’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, gli embrioni formati e i nati a seguito delle tecniche stesse. Sempre a gennaio, verra' inaugurato un nuovo sito internet ufficiale dedicato allo scambio di informazioni fra coppie di aspiranti genitori, i centri specializzati e le Regioni. Finalmente, con queste iniziativa, il compito di raccordare le varie parti, svolto finora spontaneamente da alcune associazioni di volontariato, passera', pur con i tempi e i modi tipici italiani, alle istituzioni. 
Una buona premessa per provare a bloccare il flusso di turisti che non vanno all’estero per vacanza, ma per sperare in una gravidanza.



 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore