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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011

 


Gabriella Larovere

Dalla convenienza alla convivenza

Dall'8 al 14 ottobre 2011 la seconda edizione di Diplomacy: Festival della Diplomazia per parlare di come il mondo abbia sempre piu' bisogno di Pace

della dott.ssa Gabriella La Rovere

E' verosimile attendersi che la diplomazia possa agire in virtu' di considerazioni di natura etica, e non solo a valutazioni di stretta convenienza? Se e' vero che obiettivo del diplomatico e' la tutela degli interessi del proprio paese, dovremmo dedurne che la tutela di quegli interessi possa (o – secondo alcuni – debba) prevalere su considerazioni di natura etica. Secondo questo approccio, qualora la tutela dell'interesse politico o commerciale del proprio paese lo richieda, il diplomatico ha il dovere di agire con realismo e pragmatismo, rinunciando a valutazioni di carattere umanitario, etico o solidale. E, a ben guardare, questo e' cio' che storicamente e' avvenuto nella politica internazionale, e che avviene in gran parte ancora oggi. In situazioni di conflitto o di crisi umanitarie, infatti, la via diplomatica mostra facce diverse: dietro intenti nobili si nascondono spesso interessi commerciali, militari e geopolitici. Alcuni interlocutori, celandosi dietro la maschera della solidarieta', perseguono scopi che nulla hanno a che fare con le situazioni di emergenza. Nel caso delle rivoluzioni del Nord Africa, ad esempio, molti Paesi europei hanno mostrato interesse verso la futura distribuzione delle risorse al termine della crisi, mentre si sono tirati indietro al momento della crisi umanitaria. Pur senza voler contestare l'assunto che l'obiettivo primario dell'azione diplomatica debba rimanere quello di promuovere gli interessi nazionali, e' pero' possibile immaginare una forma diversa per raggiungere quell'obiettivo. Probabilmente si puo' tutelare l'interesse generale di una comunita' nazionale, nel lungo periodo, con una diplomazia che si ispiri a valutazioni di ordine etico. L'immagine del paese agli occhi del resto del mondo ne trarra' certamente grande beneficio, il prestigio dei suoi rappresentanti ne sara' accresciuto, l'autorevolezza delle loro iniziative verra' rafforzata. In sede di negoziato, la forza morale delle loro argomentazioni sosterra' le loro posizioni politiche. In ultima analisi, anche sul piano della convenienza economica e commerciale, niente vieta di pensare che una diplomazia che si e' fatta apprezzare per la sua attenzione a valori di solidarieta' ed etica possa ottenere condizioni negoziali piu' vantaggiose rispetto a una diplomazia tradizionalmente realista. Pensare di tenere lontani dalle proprie coste migliaia di giovani in cerca di liberta', una vita dignitosa e lavoro si e' dimostrata di fatto un'illusione. E' necessario e urgente passare dalla logica di una Diplomazia della Convenienza a quella di piu' ampio respiro della Convivenza, in cui Governi e Popoli cooperino davvero. Sono gli esempi di solidarieta' di cui sono stati capaci i lampedusani aprendo le loro abitazioni ai migranti che devono essere presi a modello. Soprattutto in un contesto di globalizzazione, la costruzione della pace richiede la maturazione di un'autentica cultura della solidarieta', intesa non nella sua concezione assistenzialista, ma come responsabilita' per il bene comune attraverso la collaborazione fattiva dei diversi attori in gioco. La solidarieta' rappresenta cosi' un principio etico superiore di fraternita' verso i bisognosi e puo' essere considerata essa stessa una "convenienza" per le strategie dei Paesi. Per approfondire questo argomento sara' possibile assistere all'incontro inaugurale della 2a edizione di Diplomacy: www.festivaldelladiplomazia, che quest'anno partira' l'8 di ottobre 2011 a Firenze per poi spostarsi a Roma. Organizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione e del Parlamento Europeo e con il Ministero degli Affari Esteri, con il provocatorio titolo ''La diplomazia oltre Wikileaks'', l'evento vuole dar conto della complessa articolazione delle odierne azioni diplomatiche oltre a favorire il riconoscimento dell'azione svolta dalla Rete alla creazione degli equilibri di potere nel mondo in cui viviamo. L'edizione 2011 di Diplomacy, primo evento organizzato al mondo su questo tema, propone ai giovani che si orientano verso una carriera nelle relazioni internazionali, l'opportunita' di entrare in contatto con molti dei protagonisti per capire i segreti dell'odierna Politica Estera Italiana, Europea e Mondiale. Oltre 30 eventi, aperti al pubblico, durante i quali si provera' a dare risposte a quesiti di Politica Estera come lo Sviluppo sostenibile e la Lotta alle emissioni di CO2, il supporto alla crescita svolto dalle manifestazioni Sportive internazionali e dai Grandi Eventi, i bisogni di Sicurezza e la Lotta al Terrorismo e alle Discriminazioni. Eventi rivolti a tutti, dai piu' giovani agli addetti ai lavori, per un quadro originale della Diplomazia, che ancora oggi influenza la storia e la vita dell'umanita'. 




 


 



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