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Questa liberta' professionale e' strettamente legata alla sua
responsabilita' e dipende giustamente da severe
regole etiche. Ogni medico di ogni nazione dovrebbe difendersi contro
limitazioni di questa liberta', perche' va oltre il solo uso del PPC. Siccome
Lipostabil come medicinale e' autorizzato solo in Germania, ogni medico al di
fuori della Germania dovrebbe rinunciare al suo utilizzo, perche' violerebbe la
legge, se pure questo possa sembrare assurdo all’interno dell’Unione
Europea. A questo punto ai medici italiani rimane solo la via legale della
Formula Magistralis perche' l’importazione in altri paesi e' vietata. Questa
gestione libera in Germania non e' comunque una soluzione, perche' ha permesso
situazioni nelle quali i pazienti si sono curati da soli con grave conseguenze
per la salute. Ma fortunatamente l’istituto sanitario tedesco ha reagito e ha
adottato una nostra richiesta: a partire dal primo d’aprile il Lipostabil in
Germania necessita di una prescrizione. La terza condizione consiste nel fatto
che una terapia non debba essere discussa senza le sue alternative, in
particolare, la liposuzione, di cui, purtroppo a oggi non sono ancora a
disposizione sufficienti dati statistici inerenti le conseguenze e i rischi per
i pazienti, che in alcuni casi sono anche mortali. E anche gli stessi medici che
effettuano la liposuzione con grande responsabilita', non possono negare che si
tratta comunque di un intervento chirurgico con i suoi rischi. Confrontarli con
i rischi di un trattamento Lipolisi fa parte dell’onesta' e dell’informazione
responsabile verso i pazienti. La discussione che si e' accesa in Italia e' comunque l’esatta copia della discussione avvenuta in Germania, con la
differenza che oramai, grazie al lavoro del nostro gruppo Netz-Werk-Lipolyse,
siamo due anni piu' avanti. Da noi, al tavolo della discussione non si sono
seduti solo i sostenitori della terapia, ma anche medici che volevano
distanziarsi da un’archiviazione polemica del problema, analizzando dati e
fatti, senza farsi guidare da supposizioni, esaltazioni o da pregiudizi. E la
discussione scientifica continua anche a livello mondiale. Le basi scientifiche
del metabolismo lipidico, i suoi percorsi funzionali e la tematica specifica
sono oggi dalla ricerca di base quasi del tutto chiariti. Per questo il primo
passo necessario per la creazione di una teoria sull’iniezione subcutanea del
PPC direttamente nel tessuto adiposo e' quella di prendere in considerazione
ipotesi inerenti all’effetto che l’iniezione provoca sui percorsi funzionali
del metabolismo lipidico. Puo' essere detto gia' oggi quanto segue: attraverso l’iniezione
subcutanea nel tessuto adiposo viene suscitato un processo apoptotico. Viene
iniettata una cascata di enzimi, che per circa 8 settimane si sviluppa
localmente e che infine porta alla distruzione di cellule lipidiche. Il tessuto
dei muscoli e dei nervi non fanno assolutamente parte del processo enzimatico
che si sviluppa esclusivamente nelle cellule di adipose. La sostanza PPC
iniettata in combinazione con l’acido Desoxychol e Benzylalcol ha in questo
caso il compito di suscitare una cascata di enzimi che a partire dal punto d’iniezione
si sviluppa nel tessuto lipidico. La propria sostanza iniettata dopo 48 ore e' metabolizzata e espulsa. Anche le cellule apoptotiche verranno espulse
attraverso il metabolismo. In questo il processo non si distingue dall’iniezione
endovenosa. Inerenti a questo complesso tema esistono oltre 500 pubblicazioni e
studi. A disposizione di quei colleghi italiani che sono interessati a farsi una
propria idea sullo stato attuale della ricerca scientifica c’e' un’ampia
biblografia. Tra questi articoli si puo' verificare, che la sostanza PPC,
scoperta nel 1959, non e' solo parte integrante di ogni cellula membrana ma al
tempo stesso viene anche utilizzata a livello terapeutico. Prendendo in
considerazione solo due medicinali citati nell’articolo, Lipostabil N e
Essenziale, si possono trovare le indicazioni per diverse terapie, tra queste la
menzionata embolia adiposa come anche le terapie contro malattie ai reni e la
neurodermite. In aggiunta a queste indicazioni la letteratura ci informa anche
di altri campi di applicazione: arteriosclerosi, retto- colite ulcerosa, nella
neurologia con la depressione bipolare e perfino contro le fatali conseguenze di
una meningite batterica. Permettemi ora una riflessione personale. Dopo aver
consultato la ricerca di base e la letteratura specifica, siamo giunti alla
convinzione scientifica che i pazienti non corrono dei rischi se il PPC viene
iniettato nel tessuto adiposo. e' ovvio che devono essere prese in
considerazione tutte le conoscenze pubblicate nella stampa di settore onde poter
applicare i giusti dosaggi massimi, le tecniche d’iniezione e poter stabilire
gli intervalli di trattamento. Queste conoscenze costituivano la base dei primi
prudenti trattamenti che si distinguono decisamente dal cosiddetto ''metodo
brasiliano''. Dal 2002 abbiamo svolto personalmente piu' di 4.500 trattamenti e
nel nostro network sono stati documenti, solo nell’ultimo anno, piu' di 10.000
trattamenti e in nessun caso sono stati constatati gravi effetti collaterali.
Anche questi risultati empirici sono da prendere in considerazione e da valutare
separatamente a livello scientifico. Nonostante cio' siamo convinti che servano
ulteriori studi per poter ottenere chiare prove scientifiche che confermino i
ricordati risultati empirici onde poter essere in grado di trasformare la nostra
ipotesi in una teoria scientifica. Riteniamo che sia questo il compito di medici
responsabili. Conosciamo il PPC da circa 35 anni e abbiamo avuto modo di fare
tante esperienze con la fosfatidilcolina: un giudizio di un comportamento non
etico puo' valere solo sulla base dell’ignoranza, senza conoscere veramente i
fatti. Per concludere aggiungiamo che la situazione dei pazienti in Italia non e'
certo migliorata per via dell’articolo apparso nella vostra rivista e per
via di altre attivita' degli oppositori della lipolisi. Nel calcio lo si
definirebbe con un chiaro auto-goal: i pazienti chiederanno il trattamento, se
vietato o concesso, i medici opereranno in modo legale o illegale, non ci sara'
un’istruzione solida e non avra' luogo un’informazione ai medici, protocolli
d’uso e standards verranno usati al di fuori dell’Italia, ma non in Italia.
Medici senza istruzione useranno i loro pazienti come cavie e all’estero
incrementera' il turismo terapeutico. Per conto nostro, finche' non ci sara' un
cambiamento dell’attuale situazione e finche' non verra' ritirata la minaccia
da parte della giustizia italiana nei confronti dei nostri trainer, dei medici
che usano il trattamento e dei responsabili della nostra organizzazione, abbiamo
deciso di non organizzare piu' corsi d’istruzione in Italia.
IL NETWORK LIPOLYSE
In Germania e' da anni attivo un forte gruppo che, sulla base di studi
esistenti, dichiara di aver sviluppato standard e protocolli d’uso comuni per
evitare sovradosaggi e per fissare gli intervalli dei trattamenti, che vengono
seguiti da tutti i membri. Prima della certificazione ogni membro deve
frequentare un vasto training teorico e pratico. A detta dell’organizzazione,
sono stati messi a punto moduli che hanno lo scopo di proteggere i pazienti da
esperimenti: per l’accettazione, per l’informazione corretta del paziente e
per la spiegazione completa dei rischi. Sono state inoltre svolte osservazioni
sui pazienti onde poter raccogliere materiale statistico sui risultati e sugli
effetti collaterali. Il Report Lipolyse 2004 e' un’elaborazione di dati
anonimi messi a disposizione da parte dei membri. Per via degli impedimenti
frapposti in Gran Bretagna da parte del MHRA (Medical Health Registration Agency)
e' stato svolto uno studio, nel quale 36 medici hanno documentato piu' di 10.000
trattamenti. Da questo sondaggio non sarebbero emersi gravi effetti collaterali,
tranne quelli gia' noti. Il network dichiara che i contributi dei membri vengono
investiti in finanziamenti per studi presso l’universita' di Regensburg e per
sostenere il Prof. Roy de Vita nei suoi sforzi di migliorare attraverso la
ricerca scientifica il destino dei suoi pazienti malati di AIDS. Oltre a diverse
pubblicazioni scientifiche grande aiuto e' stato dato alla pubblicazione di
quello che finora e' l’unico libro sulla teoria della lipolisi del Dott.
Ninian Peckitt. Per completare le misure di sicurezza e' stata costituita anche
una hotline telefonica, un gruppo research per trattamenti errati e d’urgenza
e un forum internet che consente uno scambio rapido di informazioni.
IL CO.N.E.S.CO.D. RIBADISCE E
PUNTUALIZZA
Gentile Direttore, In relazione agli articoli pubblicati sul precedente numero
de ''La Pelle'' a firma del Dr. Alberto Massirone e del Dr. Pasquale Motolese
sull’argomento ''fosfatidilcolina'', esprimiamo la nostra meraviglia per una
reazione, forse sopra le righe, nei confronti del Co.N.E.S.Co.D. Quest’ultimo e'
un Comitato regolarmente fondato, registrato, notificato presso il Ministero
della Salute e formato da membri di varie societa' scientifiche e di gruppi di
studio, esperti del settore dermocosmetologico e dei dispositivi medici. Il
Co.N.E.S.Co.D, dalla sua fondazione, collabora con il Ministero della Salute con
iniziative in difesa dei pazienti e della deontologia professionale dei medici.
Riguardo alla questione ''fosfatidilcolina'', desideriamo portare a conoscenza
di chi non fosse informato la posizione del Ministero della Salute, che riporta
testualmente:
A proposito di uso improprio di fosfatidilcolina
''Recentemente
sono pervenute all’ufficio di farmacovigilanza dell’AIFA segnalazioni
relative all’uso improprio di Lipostabil, farmaco a base di fosfatidilcolina,
per indicazioni mai autorizzate. Si tratta principalmente di usi cosmetici. Il
farmaco risulta autorizzato e in commercio in Italia nella forma orale
(compresse da 110 mg e 200 mg). Il produttore ha pero' recentemente comunicato
la sospensione dalla vendita, e quindi il prodotto rimarra' in circolazione fino
ad esaurimento scorte. L’indicazione autorizzata in questo caso e': ''Ipertrigliceridemie
ed ipercolesterolemie di tipo IV, IIb, IIa''. La forma endovena (5 fl 5ml 250
mg), quella che viene utilizzata in maniera off-label - per indicazioni
estetiche - risulta invece ritirata dal commercio, sempre per decisione della
ditta produttrice, dal 20/5/2004. In questo caso l’indicazione autorizzata e':
''Profilassi e terapia dell’embolia gassosa''. A tutt’oggi non risulta
depositato e pertanto autorizzato alcun materiale informativo, ne' risultano
autorizzati dall’AIFA convegni o corsi su farmaci contenenti il principio
attivo fosfatidilcolina. Nonostante cio' su Internet e' possibile trovare
diverso materiale che sponsorizza comunque un uso improprio del farmaco. Si
raccomanda pertanto di diffidare di qualsiasi tipo di informazione che presenti
tale medicinale come utile per usi terapeutici e/o cosmetici. Il problema non e'
solo italiano, tant’e' che sul sito dell’Agenzia dei farmaci inglese, sono
state pubblicate, in data 18/10/05, delle domande e risposte sull’uso
improprio di lipostabil e di altri farmaci ad esso simili. www.mhra.gov.uk
''
Articolo pubblicato sull’ultimo Bollettino d’Informazione sui Farmaci - n.
5-6/2005 , pag. 205- da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (A.I.F.A)
Ministero della Sanita' Alla luce dei fatti ci sentiamo, in un clima di
responsabile collaborazione, di sensibilizzare le Societa' Scientifiche a
recepire e attenersi alle disposizioni del Ministero competente emesse a
salvaguardia della professionalita' dei medici e della salute dei pazienti.
Distinti saluti
Il Consiglio Direttivo Co.N.E.S.Co.D
Numero verde 800838191 §
E-mail: "conescod.05@libero.it"
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