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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Fosfatidicolina

Nel numero scorso abbiamo pubblicato una lettera aperta scritta dal Comitato Scientifico per la Sorveglianza dei cosmetici e dei Dispositivi Medici in merito alla presunta illegalita' della fosfatidicolina. Si e' scatenato un dibattito molto acceso, come testimoniano le due lettere che pubblichiamo integralmente

Dott. Pasquale Motolese, responsabile ricerca scientifica Societa' Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica 

Da qualche mese a questa parte e' comparso un autoproclamatosi “Comitato Etico Scientifico per la sorveglianza dei cosmetici e dei dispositivi medici” sotto la sigla “Co.N.E.S.Co.D.” il quale attraverso un sito internet denominato “Dermatologia Legale” (ci mancava anche questa) nonche' attraverso comunicati su alcune riviste ha intrapreso una battaglia di opposizione all’utilizzo delle soluzioni della fosfatidilcolina in medicina estetica. Tale Comitato, costituito da uno sparuto numero di soggetti, proclama la propria azione attraverso una attivita' minatoria nei confronti dei medici anteponendosi alle VERE Autorita' di controllo e ricorrendo a esse ogni qualvolta venga a conoscenza di eventi legati all’uso di questa sostanza. 
Cio'nonostante, concordiamo sul fatto che alcune associazioni non scientifiche, come quelle denominate “Lipodissolve” e “Lipolisys network” abbiano svolto in Italia una attivita' puramente lucrativa proponendo corsi di formazioni basate su cognizioni tecniche del tutto improvvisate e prive di contenuto scientifico, particolarmente in relazione a indicazioni, modalita' di azione e modalita' infiltrative. Peraltro tali organizzazioni esercitavano attivita' di spaccio di sostanze farmacologiche. Siamo ancora concordi sul fatto che su tale scia, si e' verificato un insano commercio di molte soluzioni a base di fosfatidilcolina con la scritta “ad uso cosmetico” assolutamente non idonee per la somministrazione tramite iniezione. Quello che appare desolante e che suscita un amaro e nello stesso tempo divertito sorriso e' la prepotente, e arrogante, posizione di pochi soggetti che si proclamano “giustizieri” e “controllori” senza coinvolgere in un tavolo di discussione quelle Societa' Scientifiche che, a tutt’oggi, rappresentano i maggiori mandatari della cultura della medicina estetica in Italia e all’estero. Tra l’altro lascia sgomenti il fatto che tale Comitato consideri le soluzioni di fosfatidilcolina come un veleno di cui non se ne conoscono le conseguenze una volta iniettato, senza tener conto della vasta esperienza acquisita sia in Italia che all’estero da autorevoli medici appartenenti a Societa' scientifiche di spicco. Quindi la demonizzazione del generico utilizzo off label dei farmaci dimenticando che cio' accade da sempre in medicina estetica (vedi le sostanze utilizzate nella mesoterapia). Si rende pertanto illegale tutta la medicina estetica e la cosa fa particolarmente sorridere laddove uno dei fautori di questa disgraziata iniziativa e' il figlio di uno dei “grandi padri” della medicina estetica in Italia e nel mondo. e' facile aspettarsi, alla luce di quanto detto fin qui, che e' evidentemente in atto una successione alla guida di una importante Societa' medica che non potra' portare ad altro che alla sua disfatta. Tale Comitato non si e' mai preoccupato di costituire, piuttosto, un gruppo di studio che si adoperasse nella ricerca e nella sperimentazione della fosfatidilcolina nel momento in cui nel mondo intero se ne prospettava un potenziale uso. Giova ricordare che pero' questo e' stato fatto da altri, e in Italia meglio che in ogni altra nazione del mondo. Si ignorano totalmente le comunicazioni congressuali e gli studi che hanno portato alla formulazione di uno specifico protocollo razionale, con tanto di specifiche indicazioni e controindicazioni, nonche' di un adeguato protocollo di infiltrazione (che non e' certo la via mesoterapica per ovvi motivi legati all’attivita' del farmaco), ratificato e accettato dai maggiori cultori della medicina estetica italiana ed estera. Si ignora il fatto che sono state presentate agli Ordini dei Medici interrogazioni sull’uso off label dei farmaci a base di fosfatidilcolina e che la risposta e' stata affermativa (Dr. Noviello). Si ignora che vaste esperienze cliniche sono suffragate da un numero oramai crescente di pubblicazioni su riviste internazionali, ratificate nelle usuali med-line, che dimostrano la totale innocuita' del farmaco in questione, non essendosi verificato mai, neanche un caso, di reazioni avverse degne di tale nome a fronte di decine di migliaia di soggetti trattati. Nonostante l’altisonante sigla tale comitato cela in maniere evidentissima una mediocre cultura della materia, scagliandosi alla cieca contro tutto e tutti mancando di rispetto a quelle Societa' Scientifiche legate alla medicina estetica che si sono sempre fatte promotori di cultura scientifica e di ricerca, seppur con i mezzi limitati a disposizione. Rimane del tutto lecita la liberta' democratica di costituire dei comitati, ovviamente finche' non se ne formino altri finalizzati a controllare i comitati di controllo gia' nati, e magari anche i loro parenti piu' stretti. Cio' rimarrebbe del tutto democratico ma fortemente comico e suscettibile di diffusa derisione. Con questa non si pretende dal Co.N.E.S.Co.D uno sforzo elucubrativo di cui ha gia' dimostrato scarsa attitudine, ma perlomeno si contattino le altre Societa' Scientifiche Italiane in materia di medicina estetica per cercare di inquadrare e dare valenza e forza scientifica a una attivita' o a sancirne collegialmente e unanimemente la fine. 

Povera Medicina Estetica!

Sentivamo tutti la mancanza di un "comitato etico scientifico di sorveglianza" che potesse in qualche modo regolarizzare tante sfrenate irregolarita' riguardanti quel settore portato avanti con sfacciata disinvoltura da tanti anni: la Medicina Estetica. E ci viene anche da chiedere se sono forse medici tutti questi avventurieri che in cosi' poco conto tengono i rapporti coi pazienti e con l'etica professionale? Ma no, certamente non sono medici, sono profittatori del tutto improvvisati, il cui unico obiettivo e' quello di fare soldi a palate sulla dabbenaggine di quella clientela sprovveduta che abbocca a ogni scemenza. Ed e' oltremodo giusto che le loro proposte siano controllate dagli specialisti, che diamine! Non deve essere lasciato loro nessuno spazio, non devono arrogarsi nessun diritto, sono i paria della medicina, ci mancherebbe altro! Ecco che il comitato etico, quasi discendesse da una costola del Ministero della Salute (in quanto si certifica "notificata presso il Ministero della Salute" - cosa vorra' poi dire?-), serio, preparato, attento a ogni piu' piccola imprecisione, avverte, ammonisce, denuncia. Addirittura addita sperimentazioni effettuate sull'Uomo, di cui l'ultima per via "mesoterapica" (sic!) che vuole proporre addirittura la fosfatidilcolina, che in 30 anni di utilizzo endovenoso non risulta aver provocato danni. Non mi voglio soffermare sulla molecola e sulla sua farmacocinetica, ma per prima cosa non si dovrebbe confondere la via intradermica o "mesoterapica" con la via sottocutanea, e non si dovrebbe dimenticare che un medico serio, preparato e apprezzato in campo scientifico, (e qui non scherzo), il Dott. Sergio Maggiori, circa 15 anni fa ebbe la stessa intuizione dei formulatori di questa nuova ipotesi terapeutica, ma volle provare la molecola per via intradermica, e diede assoluto parere negativo, in quanto creava una sorte di indurimento cutaneo, e soprattutto non produceva gli effetti desiderati. La via di somministrazione sottocutanea e' invece diversa, e forse varrebbe la pena di fare qualche riflessione, ma io come tanti altri non sono il Ministero della Salute, per il quale ho il massimo rispetto, e non mi permetto cosi' di formulare linee guida o sensazionali affermazioni ne' positive, ne' negative, ma mi limito a discutere e prendere in esame il problema, come qualsiasi medico ha il diritto di fare. Il tempo che e' sempre un galantuomo ci dara' i risultati, che comunque oggi un numero "irrilevante" di solo 187 societa' scientifiche in tutto il mondo, interessate a questa ipotesi sta valutando con soddisfazione. Quanti spregiudicati gruppi di lavoro, o societa' scientifiche, interessati da oltre 4 anni a questo studio con pubblicazioni anche su prestigiose riviste scientifiche internazionali si sono sbagliati e dovranno accettare le rigorose conseguenze! Ma non conoscono tutti questi sciagurati i protocolli di etica professionale! Sappiano loro che ora si sono aperti i cancelli dell'inquisizione! Ma si ignora che anche la "mesoterapia", oggi ribattezzata intradermoterapia, mediante una via di somministrazione off-label prevista per il farmaco, e' di grande aiuto per il paziente? Anche questo e' un illecito? Ricordiamo che la somministrazione intradermica e' anche concessa per alcuni utilizzi in convenzione sanitaria. Dovremo temere anche per questi protocolli le ire censorie del comitato etico? Diverso e' avere per le mani un farmaco nuovo e mai sperimentato, altra cosa e' una via di somministrazione differente da quella per cui il farmaco e' stato registrato. Povera Medicina Estetica, proprio ora che dava segni concreti di accreditamento in istituzioni ufficiali, grazie allo sforzo di tanti leali e corretti sostenitori, (le stesse universita' aprono master in materia), torna ai piu' bassi livelli, grazie a questa nuova societa'. Nel suo statuto essa vuole apparentemente appoggiarsi alle societa' scientifiche interessate (ritengo per aprire un forum di discussione pacato e sereno su tutto quanto da discutere - e sicuramente ce ne e' da porre in discussione-), ma non solo non ne ha interessate nessuna di quelle cui fisiologicamente si dovrebbe tener conto (quelle cioe' di Medicina Estetica), ma fa riferimento addirittura ad altre discipline specialistiche limitando a una sola rappresentanza la Medicina Estetica, alla quale tutti dovrebbero soggiacere, forse proprio perche' e' ritenuta dal comitato l'unica degna di proposte. Le altre dovrebbero vergognarsi e scomparire per le scemenze e le fesserie che portano in discussione o che appoggiano anche con i loro Congressi? Ma come osano? E che ruolo hanno le altre specialita' chiamate a giudicare nelle altrui competenze? Ma allora che spariscano tutte le iniziative che oggettivamente possano portare avanti discorsi concreti nel rispetto dell'etica professionale. Inchinatevi, sara' una sola societa' il punto di riferimento, che mi pare di capire sostenuta da figure di altre discipline. Non me ne vorranno i tanti amici universitari ed esperti della materia, che ci conoscono e sanno bene come lealmente e con sacrificio ci siamo sempre battuti per la crescita di questo settore, e proprio per questo ci testimoniano quotidianamente la loro stima sostenendoci e aiutandoci nella crescita culturale e scientifica, se perdo un po' le staffe, ma mi sento obbligato per i miei associati e per i miei allievi a difendere la correttezza della Medicina Estetica. Io quindi, Alberto Massirone, presidente di una "sedicente societa' scientifica di medicina estetica" (sic! - abbiamo subito anche questo affronto -), che proprio quest'anno celebra il 20mo anniversario della sua Scuola di Medicina ad Indirizzo Estetico, cronologicamente la piu' vecchia in Italia, e non sicuramente di ultimo livello scientifico, devo assistere a una denuncia effettuata ai NAS da questa societa' scientifica, riguardo i nostri corsi di aggiornamento professionale su questa molecola e sulle sue supposte azioni per via sottocutanea (non mesoterapica). Tranquillizzo il Comitato Scientifico che i NAS, che ringrazio della professionalita' dimostrata, hanno seguito tutto il corso, che ha trattato anche gli aspetti medico legali e legislativi, verificato la presenza di soli medici in sala (era forse in dubbio la presenza di medici?), la regolarita' degli ECM ottenuti (quelli del Ministero!), l'assenza di farmaci non registrati, e hanno redatto il verbale senza nessuna contestazione. Altra astuta mossa, quella di segnalare l'inadeguatezza delle strutture utilizzate per le dimostrazioni pratiche, quasi si stesse praticando un trapianto di organo. In tutto il mondo, i relatori, se necessita fare qualche dimostrazione di semplice pratica medica, la effettuano in tutte le sedi congressuali, tenendo conto del buon senso, utilizzando in primo luogo materiale sterile, poi prodotti testati per quell'uso, avendone una padronanza nell'esecuzione, assumendosene la ovvia responsabilita', e anche utilizzando appositi contenitori per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Ma ahime' dimenticavo il paziente, che comunque e' informato, accetta di esporsi alla vista di altri medici nella tecnica stabilita, consapevole di essere sottoposto solamente a pratiche dimostrative. In altri termini e' bene chiarire che la sala conferenze non e' paragonabile ad un ambulatorio medico dove si svolge una normale attivita' sanitaria. Non sono cosi' anche le aule didattiche delle Universita'? Ma vedremo cosa ci suggeriranno i prossimi congressi di medicina estetica che hanno sempre seguito come tutti noi queste regole di presentazione, augurandoci che i comitati etici, almeno durante la primavera avranno il buon gusto di chiudere un occhio e non imporre il bavaglio. A buon intenditore .....
Dott. Alberto Massirone, Medico-Chirurgo Esperto e Consulente in Medicina ad Indirizzo Estetico Scienza dell’Alimentazione Specialista in Idrologia Medica ed in Fisiatria - Presidente Agora' - A.M.I.Est. Direttore S.M.I.E.M. (Scuola Superiore Postuniversitaria di Medicina ad Indirizzo Estetico - Milano)



 

 

 


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