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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 


Prof. Girolamo Fracastoro

Il poeta della sifilide

Rivive in una sentita biografia scritta da Roberto Davalli e Giovanni Lo Scocco la leggendaria figura di Girolamo Fracastoro medico, filosofo e poeta del ‘500 tra i creatori della moderna patologia

Curiosita', approfondimento sistematico, coinvolgimento appassionato: queste sono le qualita' su cui ogni medico dovrebbe basare il proprio metodo di lavoro. Queste le doti che fecero di Girolamo Fracastoro una leggenda nella storia della ricerca medica, troppo spesso dimenticata. Ariproporla con dovizia di particolari e d’informazioni mediche e storiche, la lettura della recente biografia di Girolamo Fracastoro, scritta da Roberto DAvalli (Dirigente I Livello U.O. Dermatologia Presidio Ospedaliero Bellaria Maggiore Bologna) e Giovanni Lo Scocco (Direttore U.O. Dermatologia Ospedale ''Misericordia e Dolce'' di Prato). 

Un agile volume realizzato in collaborazione con l’azienda dermocosmetica Pharcos che gli autori dedicano ai soci della ADOI e a tutti i dermatologi interessati a conoscere a fondo lo studioso, di familiarizzare con lui e di meditare su di lui. Un lavoro che approfondisce e arriva anche a immaginare una delle piu' grandi figure della storia medica, nell’intimita' della sua casa, intento al suo lavoro di ricerca, mentre cerca di dare una risposta ai quesiti piu' diversi del sapere medico e non. Nato a Verona tra il 1475 e il 1483, Fracastoro si distinse per la sua notevole predisposizione agli studi che lo portarono da giovanissimo all’Universita' di Padova, dove seguì gli insegnamenti di Girolamo Della Torre, noto medico anatomico, anch’egli di Verona e amico di famiglia. Sempre a Padova appropfondì i suoi studi in medicina e filosofia, per poi assumere, dopo la laurea conseguita nel 1502, l’incarico di lettore di logica e di "consiliarius anatomicus". Fra i suoi compagni di studio piu' illustri, con i quali si dice avesse spesso dispute filosofico scientifiche che lui stesso definira' ''juvenilia et juvenum narrata'' ricordiamo: Paolo Giovio, futuro medico dei papi Giulio II, Leone X e Clemente VII, Teofilo Folengo, scrittore maccheronico-goliardico, i fratelli Pomponio e Luca Gaurico, peritissimi astronomi, Gasparo Contarini, futuro cardinale, Giangiacomo Bardulone, eruditissimo filosofo, e il poeta Pietro Bembo. Il 18 settembre 1505 fu eletto membro del ''Collegium Phisicorum'' di Verona, prestigioso organo di Medicina. Pur dedicandosi attivamente alla medicina, Girolamo non abbandono' mai i suoi studi filosofici, privilegiando sempre quella Aristotelica. Medico, matematico e poeta scrisse il poema latino ''Syphilis sive de morbo gallico'' (1521), in cui si narra di un giovane e bel pastore che per aver offeso Apollo viene punito con una terribile malattia ulcerosa: la sifilide, malattia venerea allora di recente diffusione, che prese il nome proprio da questo poemetto. In un’opera successiva intitolata ''De Contagionibus & Conotagiosis Morbis & Eorum Curatione'', dedicata al Cardinale Alessandro Farnese, per la prima volta egli introdusse il concetto secondo il quale le malattie epidemiche sono trasmesse da germi portatori di malattia, una sorta di entita' seminali, capaci di moltiplicarsi nell'organismo ospite e di passare il contagio tramite la respirazione. L’opera e' divisa in tre parti: nella prima si parla del contagio, nella seconda si sofferma sulle malattie contagiose e nella terza sulle terapie per curarle. Egli teorizzo' che il contagio potesse avvenire attraverso tre modalita': per contatto diretto, per mezzo di un agente intermedio (fomite) o a distanza. Le malattie descritte sono le febbri (contagiosa, pestilenziale, lenticolare, punticolare, pestifera), il vaiolo, il morbillo, la tisi contagiosa, la rabbia, la sifilide, l’elefantiasi, la lebbra e la scabbia. Evidente l’importanza della sintomatologia cutanea delle malattie trattate, infatti l’opera include anche un capitolo dedicato alla clinica delle infezioni cutanee. Vengono anche elencate numerose dermopatie e talora formulate approfondite diagnosi differenziali. Fracastoro descrive i vari aspetti della Erisipela e inoltre parla di sudamina, impetigine, antrace, tumori, porri, vesciche e bolle, lichen e scabbia. Le terapie proposte possono agire sia direttamente sulle malattie cercando di eliminarle, qualora abbiano gia' infettato l’organismo sia impedendo con la profilassi, che avvenga l’infezione. Ma l’analisi dello scienziato veronese non finisce qui. Precorrendo per l’ennesima volta i tempi Girolamo arriva a chiedersi se sia possibile in qualche modo riuscire a a diventare inattaccabili dalle malattie, anticipando così di secoli il concetto di vaccinazione. Tra le altre opere che lo resero famoso, ricordiamo l’Homocentrica, di carattere astronomico, dedicata a Papa Paolo III che lo aveva nominato medico ufficiale al Concilio di Trento. Scrisse anche un dialogo di estetica dal titolo Naugerius, sive de poetica (1555). Morì, da scomunicato (ma il libro non spiega il perche'), il 6 agosto del 1553 a causa di un’apoplessia. La leggenda vuole che cadendo chiedesse aiuto invocando le ''amicas herbas'', in cui aveva sempre riposto tutta la sua fiducia.


 

 

 


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