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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

Hai l´herpes? Colpa del Diavolo

Il diavolo è sempre stato incolpato dei mali dell´umanità: dalle guerre alle carestie, dal tradimento alle bugie. Eppure la sua figura continua a far discutere 

di Danilo Panicali 

Belzebù, Demonio, Lucifero, Mefistofele, Satana, Pazuzu, Azazel: sono solo alcuni dei tanti nomi attribuiti nel corso della storia al Diavolo. Vecchio come il mondo e forse antecedente alla sua creazione questa figura mitologico-religiosa si ritrova in ogni fede e filosofia. Addirittura, alcuni reperti dimostrano che già nelle prime culture sciamaniche esistevano divinità maligne che rappresentavano tentazione e peccato. Il motivo è semplice e poggia su un bisogno insito nell´uomo: avere una figura da incolpare per i propri fallimenti, le proprie paure e le scelte sbagliate. Una necessità psicologica, insomma, che ancora oggi si tramanda di padre in figlio. Tale processo di deresponsabilizzazione prende la forma di rassicuranti dettami paterni: "quando fai qualcosa di male è perché hai sentito la vocina del diavoletto", di vecchie filastrocche o detti popolari facili da memorizzare: "mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigar" o "chi fa la spia non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù quando muore va laggiù dal quel vecchietto che si chiama diavoletto". Eppure nonostante questa valenza assolutamente negativa, l´uomo non smette di essere affascinato dal diavolo e di esserne talvolta anche attratto. Il perché va ricercato nella natura umana stessa ed è ciò che spesso spinge a guardare film horror quando non si avrebbe la predisposizione a farlo: il contatto con l´oscurità attira e completa regalando emozioni che solitamente sfuggiamo. Questo spiega anche perché dal punto di vista mediatico, la cinematografia (the Omen, l´esorcista, Amityville Possession, Angel Heart, ecc.), la musica (Marilyn Manson) e la letteratura (Faustus in primis) hanno sfruttato con successo, e continuano a farlo, l´immagine del demonio. L´espediente in questo tipo di opere è sempre lo stesso: calare l´inaspettato, in questo caso impersonato da una divinità oscura oppure sottoforma di possessione infernale, nella vita di tutti i giorni. L´assunto di base insomma sarebbe: non ci credo ma se poi fosse vero cosa farei? Eppure spesso fantasia e incubo finiscono col condizionare la realtà e incidere profondamente sulla psiche umana. C´è chi al demonio crede veramente tanto da condizionare la propria vita. E una legittimazione in tal senso viene anche dalla Chiesa cattolica che riconosce l'esorcismo, vale a dire la purificazione e la liberazione dell´individuo dal diavolo, come un sacramento praticabile da sacerdoti che abbiano ottenuto il mandato dal loro vescovo. Un rito insomma che continua a essere esercitato e che ha avuto in tempi recenti un´inaspettata investitura di stima da parte di Papa Giovanni Paolo II e, successivamente nel settembre 2005 da Papa Benedetto XVI, che al Congresso dell'Associazione Italiana degli esorcisti li incoraggiò a "proseguire nel loro importante ministero a servizio della Chiesa, sostenuti dalla vigile attenzione dei loro vescovi e dalla incessante preghiera della comunità cristiana". Eppure probabilmente il signore dell´inferno, se esiste veramente come lo si descrive, è certamente stupito di come la sua immagine spaventosa sia stata usata e abusata proprio da coloro che nel corso della storia lo hanno combattuto. La minaccia del diavolo, infatti, è servita nel passato per leggittimare tasse, fare guerre, perseguire crociate intimidatorie nei confronti di nuove e sovversive idee, come nel caso della caccia alle streghe che costò la vita a milioni di donne e a tanti pensatori, scienziati e medici. Nel Medioevo cercare erbe medicinali o creare pozioni di nuovo tipo equivaleva spesso a praticare la magia nera. Tante patologie erano semplicemente imputate all´influenza maligna di Satana e andavano curate con l´unica medicina possibile: la fede. Non si sta parlando, come potrebbe apparire scontato, dei soli disturbi mentali, manifestazione semplicisticamente sintomo di una possessione demoniaca, ma anche di disturbi della pelle. L´Herpes Zoster, o fuoco di Sant´Antonio, era a esempio, considerata una tipica infezione demoniaca. Non per niente il suo nome comune deriva proprio da uno dei suoi più acerrimi nemici. Secondo la Chiesa Cattolica, Sant´Antonio Abate (251-356), oltre a essere protettore dei malati è invocato contro ogni tipo di contagio e in particolare contro tutte le malattie della pelle quali rogna, prurito, scabbia, scorbuto, lebbra, sifilide e malattie veneree, e anche i semplici foruncoli e le varici. Credenze superate, verrebbe da dire alla luce del progresso e della ricerca scientifica e che però in molte parti del mondo vengono ancora considerate attuali e sono alla base di nuove e inquietanti fedi. Come si dice in questi casi è la mancanza di un credo profondo, delle ideologie, della speranza a portare un uomo a rifugiarsi in fanatismi del genere. Eppure anche in paesi evoluti come il nostro, assistiamo di continuo a testimonianze di individui che anzichè rivolgersi a medici qualificati preferiscono chiedere aiuto a sedicenti esorcisti.Concludendo: il diavolo esiste o no? Ognuno dia la sua risposta , ma il consiglio per i dermatologi è di parlare più di virus che di Belzebù. 

Andate tutti... al Museo del DiavoloV. Putvinskio 64, Kaunas - Lituania
Al mondo esistono Musei di tutti i tipi: dai soldatini alle scatole di fiammiferi. Ma se volete visitare l´unica realtà museale interamente dedicata al diavolo, dovrete andare nella città di Kaunas, vecchia capitale della cattolicissima Lituania. Fondato nel 1966 da un famoso artista lituano, Antanas Zmuidzinavicius, e oggi integrato all´interno del più famoso Ciurlionis Art Musem, ospita una collezione delle rappresentazioni del maligno provenienti da tutto il mondo, a dimostrazione che questa figura rappresenta in ogni cultura, favola o tradizione, una entità cui vengono attribuite caratteristiche negative e spaventose. Il motivo per cui Antanas iniziò la sua raccolta sta nel fatto che egli riteneva che per far comprendere al popolo il valore del bene si dovesse fargli conoscere gli eccessi del male. Alcuni ritengono che dietro questa filosofia si celasse una nasconta propaganda contro l´oppressione condotta dall´Unione Sovietica verso la Chiesa Cattolica Lituana. Oggi il museo si arricchisce continuamente tramite donazioni di manufatti che arrivano continuamente da ogni parte del mondo e, indipendentemente, dal valore artistico delle opere, spesso realizzate con materiali molto poveri, questa rimane un´interessante e originale raccolta etnografica inserita nello scenario di una splendida cittadina dall´aspetto mediovale, da non mancare durante una visita in uno dei più bei paesi che si affacciano sul Mar Baltico.

 
 

 


 



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