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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Dott. Pietro Lorenzetti direttore scientifico e direttore del reparto di chirurgia plastica ed estetica del Villa Borghese Institute di Roma

Cos'è l'intelligenza estetica?

Il mondo della chirurgia plastica letto attraverso gli occhi e l'esperienza di un professionistache non rinuncia alla giusta attenzione ai risvolti motivazionali 

di Giorgio J. J. Bartolomucci, Prof. Pietro Lorenzetti, direttore scientifico del Villa Borghese Institute

In Italia, ogni anno, sono realizzati circa 150.000 interventi di chirurgia plastica. Se si contano anche le iniezioni di botulino, si arriva fino a 250.000. Per l'''American Society of Plastic Surgery'' i dati del 2007 hanno indicato 12 milioni di interventi chirurgici per una spesa di 8.3 miliardi di dollari e di 4.7 miliardi per ritocchi che vanno dalla tossina botulinica ai filler. Un variegato scenario di realtà, esigenze, successi e insoddisfazioni, fra donne e uomini, giovani e persone mature, estrazioni sociali diverse, con cui un professionista della chirurgia estetica si deve necessariamente confrontare. Da osservatore privilegiato di tutte le problematiche che la bellezza genera, un Chirurgo rischia a volte di perdere il contatto con la vita dei molti individui che aspettano un intervento in grado di soddisfare il proprio senso estetico. ''Quando il medico si spoglia, per tante storture organizzative, delle qualità dell'ascolto e del dialogo, il suo è quasi un ruolo che si avvicina a quello di un ingegnere del corpo '' dice il dott. Pietro Lorenzetti, direttore scientifico e Chirurgo Plastica del Villa Borghese Institute di Roma, parlandoci del suo libro: Intelligenza Estetica (Il Filo Edizioni 2009) . Una raccolta di storie emblematiche che contengono emozioni e motivazioni che fondano la decisione di ricorrere alla chirurgia estetica: storie che partono dall'insoddisfazione di sè, dai confronti con modelli reali e immaginari, sino alle richieste motivate dalla speranza di fare carriera o rimettere insieme un matrimonio logorato dal tempo. Un panorama complesso che mostra come gli interventi non possano essere considerati emplici abbellimenti: il medico si deve confrontare con il paziente, deve formulare una diagnosi e scavare dietro le sue richieste per coglierne le intime motivazioni. Le riflessioni del dott. Lorenzetti, proposte sotto forma di pensieri ad alta voce, partono dal vissuto concreto della sua esperienza e dalle persone che si rivolgono alla chirurgia. Il percorso si dipana, così, su tutti i passaggi che conducono alla scelta di sottoporsi a un intervento, ovvero tutti i tasselli di un puzzle che il medico deve affrontare con la pazienza e la sagacia del saggio giocatore. In primo luogo, i motivi di insicurezza che spingono il paziente a rivolgersi al chirurgo per rispondere al desiderio di sentirsi a posto con se stessi, per valorizzare la voglia di migliorarsi, occuparsi di sè, crescere: l'insoddisfazione è un elemento positivo, da non trascurare, ma da gestire attentamente con il paziente. Anche per scongiurare le frequenti storie, come quella descritta nel libro, di ''Anna e Giovannì'', in cui sembra essere il compagno a pretendere un intervento di mastoplastica additiva, mentre lei accetta le altrui esigenze, quasi vittima di una forma sottile e subdola di violenza. Senza dimenticare il ruolo del confronto, una dinamica che si alimenta all'interno del circolo delle amicizie, sul mondo del lavoro o persino in famiglia, come nel caso di ''Cristina'', che a 22 anni, decide di intervenire sul proprio seno anche per risolvere un complesso di inferiorità rispetto alla madre. Situazioni che pretendono una risposta valida, fatta di misura e ragionevolezza, con cui la paziente può considerare il proprio problema e il professionista deve proporre soluzioni chirurgiche in armonia con le esperienze vissute, con le forme e con la personalità. La sala di aspetto di Lorenzetti racconta storie diverse, che mettono in luce dubbi e ostacoli, trend chirurgici e reinterventi su precedenti sbagliati. Il tutto per offrire uno spaccato serio e obiettivo sul mondo della chirurgia plastica, l'unica branca della medicina che opera persone sane. Ma cosa è l'intelligenza estetica? ''Quella che si oppone alla chirurgia plastica cafona - scrive nella prefazione la giornalista Margherita De Bac - quella che rende ridicoli, che offende anzichè ridicoli, che offende la bellezza anzichè tutelarla e che a volte procura danni irreparabilì'. Intelligenza non vuol dire assecondare tutte le aspettative ma aiutare a far corrispondere l'immagine a quello che si è e si vuole comunicare all'esterno. Intelligenza estetica è conoscere il valore delle proporzioni, studiare l'anatomia e i canoni estetici che ogni epoca propone. ''Per un chirurgo plstico - aggiunge Lorenzetti - è anche sapere non dove spingere la propria abilità ma dove fermarsi. Una qualità in parte innata in parte educabile nel bisogno di cercare l'armonia sempre e comunque''. Ma una dose di intelligenza estetica devono maturarla anche i pazienti, cercando le maggiori rassicurazioni sulla professionalità del medico, diffidando di prezzi troppo bass, diagnosi e preventivi via internet, evitando gli interventi last minute. Per infine pretendere, da se stessi e dal proprio medico, un confronto e un dialogo, che chiarisca un viaggio che non deve per forza trascurare l'intervento dello Stato, istituendo - come suggerisce Lorenzetti -un registro di controllo degli interventi che preveda l'adempimento di due obblighi essenziali: la comunicazione al Ministero della Salute dei dati della paziente sottoposta a intervento con una protesi e l'obbligo anche per le aziende produttrici di comunicare a quale chirurgo plastico hanno venduto le protesi. Un libro come ''Intelligenza Estetica'' rappresenta uno strumento utile, per pazienti e chirurghi, di cogliere le tante sfaccettature di una pratica sempre più diffusa e sostenuta da una totale approvazione scientifica e sociale. 


 



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