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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Donne e malattie parodontali

Variazioni della salute gengivale edella loro suscettibilita’ si manifestanonel corso della vita di ogni donna. E non e’ solo una questione di salute ma anche di estetica, e ne possono risentireanche le relazioni sociali.

Dott. Giuseppe Aronna, odontoiatra e parodontologo

dottor Aronna

Se e’ vero che l’antico detto dice che "La pelle e’ lo specchio dell’organismo" il concetto si puo’ anche applicare alle gengive e alle mucose della bocca. Esse, infatti, proprio come la pelle, subiscono lo stress, le carenze vitaminiche e ormonali mentre gli effetti collaterali dei farmaci vi determinano manifestazioni patologiche come gengiviti e stomatiti. Nella donna, l’espressione della femminilita’ e’ caratterizzata da continue variazioni ormonali, in particolare, in alcune tappe cruciali della sua vita: la puberta’, la gravidanza, il climaterio e la menopausa.

 In questi particolari periodi, le variazioni ormonali e lo stato organico influiscono sul parodonto influenzando e favorendo lo scatenarsi della malattia parodontale. Il parodonto e’ "tutto cio’" che sta attorno al dente. E’ costituito da un rivestimento, proprio come la pelle, la gengiva, e da un tessuto che sostiene il dente, l’osso alveolare che con un legamento si attacca a se consentendo la funzione masticatoria. Per cui potremmo dire: le gengive proteggono i denti e ne abbelliscono l’estetica, l’osso e il legamento ne sono

gengivite
Giovane donna: 
gengivite in fase mestruale
recessione gengivale
Recessione
 gengivale esito di paradontite in giovane donna

 il supporto e consentono la funzione. La funzione di protezione delle gengive e’ in prevalenza verso l’infezione dei batteri della placca. La sua infiammazione, la tipica gengivite, che si manifesta con arrossamento, aumento del volume gengivale ed essudazione, e’ la prima manifestazione della risposta immunitaria di difesa all’aggressione dei batteri della placca.
L’osso e il legamento, che sono il sostegno del dente, vengono colpiti successivamente dalla malattia che a tal punto si chiama parodontite. Esistono varie forme di parodontite classificate in base alla loro gravita’: 

la parodontite dell’adulto, che si manifesta dopo i 40 anni, la parodontite a insorgenza precoce, si manifesta tra i 12 e i 35 anni di eta’, prima cioe’ della piu’ frequente insorgenza che e’ dopo i 40 anni; essa interessa una relativa piccola percentuale della popolazione mondiale, circa il 10%. Sembra che sia maggiormente colpito il sesso femminile ed e’ certo che la precocita’ d’insorgenza e la sua aggressivita’ siano dovute a una predisposizione genetica. Tali forme si manifestano, il piu’ delle volte, in maniera subdola e 

parodontite
Paradontite
 aggressiva in giovane donna
infiammazione gengivale

infiammazione gengivale in gravidanza
aspetto di
 evidente infiammazione
gengivale e presenza di epulede in donna al 5° mese di gravidanza

silente senza cioe’ segni clinici eclatanti, ma con una rapida distruzione del tessuto parodontale a dispetto anche di una minima presenza di placca batterica. Cio’ e’ dovuto principalmente a una sorta di "anomalia" del sistema immunitario, sempre geneticamente determinata, che consente ai batteri di diventare aggressivi e distruttivi per il parodonto. Inoltre le tossine batteriche entrano nel circolo sanguigno e possono colpire alcuni organi del corpo, in particolare il cuore e i vasi o il feto nelle donne in gravidanza, quindi la donna e’ particolarmente esposta alla malattia parodontale in quanto le variazioni ormonali a cui e’ sottoposta favoriscono la gengivite e la parodontite. Quello femminile e’ proprio il sesso maggiormente colpito dalla parodontite precoce e aggressiva, che manifestandosi tra i 12 e i 35 - 40 anni di eta’, colpisce la donna nelle fasi cruciali della sua femminilita’: la puberta’, il piu’ intenso periodo della sessualita’ e della maternita’.
Passiamo considerare quindi le varie fasi della femminilita’ nel corso della vita di una donna e le correlazioni con la suscettibilita’ parodontale

Puberta’, Mestruazioni e Malattia Parodontale.

Con la puberta’, nella donna aumenta la produzione di ormoni sessuali quali gli estrogeni e il progesterone. In particolare nel periodo premestruale elevati livelli ormonali possono causare un’aumentata sensibilita’ gengivale ai batteri e all’infiammazione. Le gengive si gonfiano, diventano arrossate, possono essere dolenti e sanguinanti; e’ in atto una gengivite, che si puo’ manifestare 

parodonto ridotto
Paradonto ridotto in donna in menopausa
parodontite e recessione gengivaleparodontite e recessione gengivale
Prima e dopo paradontite con recessione gengivale in donna in menopausa

anche in donne con buona igiene orale e con poca placca batterica. Data la periodicita’ del fenomeno mestruale, se la donna e’ maggiormente suscettibile a questi problemi o e’ gia’ presente una parodontite, dovrebbe rivolgersi preventivamente e periodicamente, anche una settimana prima delle mestruazioni, all’odontoiatra per un controllo e una terapia di 

base, che consiste nella rimozione di placca batterica e tartaro sopra e sottogengivale, nel rinforzo dell’istruzione all’igiene domiciliare con l’ausilio, al bisogno, di prodotti farmacologici. La diagnosi e la terapia dei problemi parodontali diventano maggiormente complesse se la donna nel corso della sua vita fertile, presenta una malattia parodontale a insorgenza precoce o comunque aggressiva. Essa si basa su di una predisposizione genetica. Con il ripetersi ciclico dell’evento mestruale se la parodontite non e’ diagnosticata e curata, si puo’ avere una notevole perdita di tessuto gengivale e osseo da poter causare la perdita dentale, oltre che a presentare un inestetismo del sorriso.

parodontite agressiva
Paradontite aggressiva in giovane donna durante il ciclo mestruale
ricostruzione funzionale ed esteticaricostruzione funzionale ed estetica
Prima e dopo ricostruzione funzionale ed estetica dento-gengivale in donna anziana

Donne, gravidanza e malattia parodontale. I maggiori problemi per le gengive si hanno nel corso della gravidanza e la parodontite puo’ costituire anche un rischio per l’esito della gravidanza stessa. Un vecchio detto dice "un dente perso per ogni figlio"; sembra un proverbio della tradizione popolare ma spesso cio’ corrisponde ai fatti. Come gli altri tessuti dell’organismo, denti e gengive subiscono "influssi negativi". 


L’organismo richiede energie e risorse per la maternita’. Si ha una notevole gengivite, con maggiore frequenza, gia’ dal secondo - terzo mese di gestazione aumentando la sua gravita’ all’ottavo mese. In questo periodo possono verificarsi episodi di ascessi gengivali che si manifestano con la formazione di una sorta di «sacca» della gengiva, piena di pus; oppure si puo’ avere la formazione di "escrescenze" gengivali che presentano il nome di: epulide gravidica. Tali formazioni di proliferazione cellulare della gengiva non devono spaventare, poiche’ non hanno alcuna origine neoplastica e possono essere reversibili o facilmente asportabili chirurgicamente. Le cause predisponenti tali manifestazioni cliniche sono principalmente le alterazioni ormonali e/o di stress, le carenze vitaminiche e immunitarie di difesa dell’organismo che si verificano naturalmente in un periodo in cui il corpo della donna e’ concentrato nella funzione della maternita’. Tuttavia la causa determinante e’ sempre la placca batterica, che quindi deve essere eliminata preventivamente e successivamente controllata con rigorose metodiche di igiene orale: sia mediante una corretta tecnica di spazzolamento, sia con l’ausilio di altri mezzi come il filo interdentale, lo spazzolino interdentale, lo stecchino dentale, semplici strumenti per il controllo della formazione della placca batterica negli spazi tra un dente e l’altro.
Inoltre e’ consigliabile in tali periodi l’ausilio di prodotti per il controllo chimico della placca batterica. I migliori, certamente, sono i colluttori a base di Clorexidina, la piu’ efficace sostanza antiplacca, o sciacqui a base di Triclosan. E’ consigliabile anche l’uso di collutorio al fluoro e l’integrazione dietetica con vitamina C e B-carotene che stimolano le proprieta’ di difesa e di cicatrizzazione gengivale.
E se la donna ha gia’ la malattia parodentale prima della gravidanza?
Questo puo’ essere un problema serio perche’ sicuramente in base anche a quanto descritto fino ad ora, la maternita’ favorisce la progressione della parodontite con l’aumento dell’infiammazione e del sanguinamento e della perdita dell’osso alveolare. Se la donna risultasse geneticamente predisposta alla parodontite oggi lo possiamo accertare con un test di facile esecuzione, poiche’ la concomitante gravidanza condurrebbe a una parodontite aggressiva con postumi permanenti in termini di perdita gengivale e ossea nel futuro. La presenza dell’infezione parodontale, ricerche scientifiche lo dimostrano, e’ un grave fattore di rischio per il feto, infatti, la trasmissione dell’infezione e dei suoi prodotti dalla madre al bambino, fa aumentare notevolmente il rischio che il parto sia prematuro, a basso peso, con un alto rischio di mortalita’. Questo costituisce uno dei maggiori problemi per la salute pubblica dei paesi piu’ socialmente avanzati. Insieme ad altri fattori, come il fumo e l’alcool, l’infezione parodontale e’ infatti entrata a pieno titolo tra i maggiori fattori di rischio per la gravidanza. Per chi ha una parodontite c’e’ una probabilita’ quasi otto volte maggiore di avere un bambino immaturo a basso peso, pertanto, e’ indispensabile una diagnosi precoce della parodontite prima della gravidanza, che idealmente dovrebbe essere effettuata dallo specialista parodontologo prima della pianificazione di una gravidanza. Durante la gravidanza, se vi sono segni di sofferenza gengivale occorre rivolgersi tempestivamente all’odontoiatra per curare l’infezione parodontale. Risulta, in questi casi, determinante l’autodiagnosi da parte della donna che deve essere attenta nel riconoscere sintomi come il sanguinamento e l’arrossamento gengivale, la mobilita’ dentale, la presenza eccessiva di placca e tartaro. Inoltre, in tale contesto, oggi risulta determinante il ruolo del ginecologo o del medico di base come "primo sensore" della malattia parodontale e indirizzarla allo specialista competente.
Donna- menopausa e malattia parodontale
Il climaterio e la menopausa sono fasi della vita molto delicate per la donna sotto il profilo psico-fisico. Le variazioni ormonali e quelle inerenti la sfera micologica influiscono anche sulla bocca. Si puo’ avere una riduzione della secrezioni salivari e una facile secchezza e irritazione delle mucose e delle gengive che porta a un gengivo-stomatite da menopausa. Inoltre, si deve considerare che la donna entra in una nuova stagione della vita, quella che la porta verso l’anzianita’. I tessuti subiscono processi di invecchiamento, c’e’ la tendenza all’osteoporosi che influisce direttamente sul riassorbimento osseo degli alveoli dentari. Da un punto di vista epidemiologico, per quello che riguarda la frequenza di una malattia, con l’aumentare dell’eta’, dai 50 anni in su, aumenta notevolmente la frequenza della malattia parodentale, in particolare la forma medio avanzata, per cui cresce enormemente la possibilita’ di perdere i denti.
Tutto cio’ che importanza ha, in termini di richiesta di benessere psicofisico e di estetica, nella nostra societa’ moderna? Cosa significa in considerazione dell’aumentata eta’ demografica, della popolazione e di una donna che sempre piu’ ritarda il tramonto della propria femminilita’? Il problema di una patologia della bocca e specificamente di una parodontite in stato di avanzamento, acquista un’importanza preponderante e un problema di elevato valore sociale. Qui, da un punto di vista terapeutico, occorre agire con maggiore determinazione per non eliminare solo precocemente l’infezione, ma occorre agire sui postumi lesivi considerati in termini di struttura di sostegno e rivestimento dei denti, della malattia parodontale. Cio’ che e’ sempre piu’ importante nella donna "in eta’", e’ riacquistare la funzione e l’estetica della bocca con un sorriso armonico, con delle belle gengive proporzionate, festonate da bei denti. Ma soprattutto e’ importante avere tutti i denti in bocca. Una bocca e un sorriso sani e belli comunicano giovinezza, cosa positiva nelle relazioni con gli altri. L’odontoiatra, con tecniche sempre piu’ avanzate e prevedibili nei risultati, e’ ormai in grado di ricostruire e rigenerare i tessuti dentoparodontali anche se segnati dal tempo.



 

 

 


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