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La medicina secondo l’Islam
Per conoscere i fondamenti di una delle medicine piu' antiche del mondo,
in libreria un interessante e stimolante volume
a cura di Silvia Altobelli
Da alcuni anni il nostro rapporto con il mondo arabo vive di forti tensioni. Qualcuno parla di crisi delle
piu' normali regole di convivenza e tolleranza, per altri saremmo alle porte di una vera guerra di religioni. Eppure, mai come in questa epoca, le nostre strade si sono riempite di immigrati provenienti da Paesi di religione islamica, e anche le nostre strutture sanitarie sono spesso sotto pressioni, che possono derivare da un diverso modo di intendere le relazioni, anche nell’ambito dei rapporti sanitari professionali, che si istaurano fra i diversi sessi, quando il medico
e' maschio e la paziente e' femmina e musulmana, o viceversa. Inoltre, tradizioni, diete particolari, interpretazioni della malattia del tutto singolari possono determinare incomprensioni e contrasti che hanno come base culture millenarie e diverse, oltre che dettami e principi religiosi che coinvolgono il nostro corpo. La natura di queste
difficolta' relazionali dipende dalla combinazione di diversi elementi, tra cui la quasi assoluta ignoranza che il medico italiano ha dei fondamentali principi di base su cui si fonda la medicina islamica. Una delle
piu' antiche, ma il cui studio e' limitato soltanto a pochi ricercatori di storia della medicina.
Per l’Islam, in circostanze normali, il corpo dovrebbe essere in grado, attivando i propri meccanismi di reazione, di trovare nuovi equilibri e di rispondere efficacemente a qualsiasi situazione. Quando
cio' non accade, si verificano scompensi, disturbi di origine psicologica e fisica, malattie, che sono veri e propri campanelli d’allarme. Spesso le invocazioni d’aiuto del corpo cadono
pero' nel vuoto, oppure vi si risponde con l’utilizzo di antidolorifici e antibiotici.
Questo perche' la moderna scienza medica, avvalendosi dei saperi sugli organi del corpo e sul loro funzionamento, ottenuti nel corso dei secoli, facendo “a pezzi” l’uomo, per studiarne separatamente ogni sua parte, tende a ignorarlo nella sua
globalita'. Ed e' proprio al bisogno di affiancare a questo tipo di sapere una prospettiva totalizzante e unitaria, che risponde la medicina islamica. Essa infatti considera l’uomo nel rapporto che ha con se stesso e con l’ambiente che lo circonda. In questo modo la malattia viene vista come il frutto di uno squilibrio che avviene non solo all’interno dell’organismo, ma anche nelle relazioni con l’esterno, con il contesto sociale e l’ambiente in cui si
e' inseriti.
Secondo la medicina islamica una malattia puo' essere medica, chirurgica, cronica o acuta, a seconda del trattamento che richiede. Per quanto riguarda la sua natura
puo' invece essere classificata come spirituale (la piu' importante), che riguarda disturbi come la schizofrenia, il delirio; funzionale, in riferimento ad alterazioni delle funzioni dell’organismo, come la circolazione, la respirazione; strutturale, che
e' quella malattia che colpisce gli organi, influendo sulla loro grandezza e, per ultima, superficiale, che ha manifestazione sulla pelle, nei capelli o in un’altra area superficiale del corpo. Diversi sono i trattamenti che vengono applicati per la cura di questi disturbi. Si distingue tra Muffradat (medicamento semplice) e Murakkabat (medicamento composto). Per quanto riguarda il
Muffradat, i rimedi utilizzati provengono sia dal regno animale, che da quello vegetale e minerale. Si fa infatti ricorso a un’ampia gamma di preparati: infusi, decotti, tinture, estratti, elisir, creme. Per la preparazione dei rimedi vegetali vengono utilizzate tutte le parti delle piante: radici, rizomi, fusti, cortecce, foglie, fiori ecc... Il rimedio semplice si basa su fondamenti teorici, pur essendo suffragato da osservazioni e sperimentazioni. L’obiettivo del trattamento
e' quello di riuscire a ristabilire l’equilibrio perduto con minimi interventi e cambiamenti nelle abitudini dell’individuo. Il Murakkabat raggruppa invece
piu' rimedi semplici. Viene usato nella medicina islamica soprattutto per il trattamento di malattie croniche o complesse, in cui l’uso di sostanze combinate permette una cura
piu' rapida. Naturalmente prima di prescrivere un qualsiasi medicamento, il medico deve appurare la storia clinica (anamnesi) del paziente e quella della sua famiglia,
nonche' il temperamento dell’organo interessato. Il temperamento e' lo schema energetico dell’organo,
e' la tendenza innata, o predisposizione, a rispondere agli stimoli e fornisce un’informazione di massima importanza per determinare l’entita' dell’anomalia dell’organo colpito e le dosi e la potenza appropriate del rimedio da somministrare. I temperamenti si individuano come il prodotto delle
qualita' primarie degli elementi (simbolicamente identificati come fuoco, aria, acqua e terra). Gli elementi sono i componenti primari di tutti i minerali, le piante, gli animali e gli esseri umani; le loro
qualita' primarie sono: caldo, freddo, secco e umido. Le persone con temperamento caldo hanno un torace ampio, un buon sviluppo muscolare, soprattutto intorno alle articolazioni.
Cio' e' dovuto al fatto che il caldo promuove la crescita. Gli individui con temperamento anormalmente caldo possono presentare vari sintomi: avvertire bruciore o irritazione allo stomaco, sentire un sapore amaro in bocca, avere una sete e una fame eccessiva. Le persone a temperamento freddo presentano segni e sintomi opposti. Il freddo infatti ostacola la crescita e la maturazione,
percio' questi individui avranno un corpo grasso, molle e flaccido. Se il loro temperamento
e' eccezionalmente freddo, vi saranno i sintomi di una digestione debole: mancanza di sete, catarro e raffreddori, articolazioni deboli. Gli individui a temperamento umido, simili a quelli freddi, avranno una salivazione eccessiva, secrezioni nasali, tendenza a gonfiori e sonnolenza. Gli individui con temperamento secco hanno una pelle secca e ruvida, un corpo esile, articolazioni nodose. I sintomi di una secchezza anomala possono essere insonnia, deperimento, intolleranza.
L’obiettivo principale della tradizione medica islamica, piu' che curare, rimane quello di prevenire le malattie attraverso pratiche igieniche, esercizi fisici, a cui si affiancano particolari preghiere,
perche', secondo l’Islam, abbinare dottrina e pratica serve ad armonizzare la coscienza interiore con la
realta' esterna. Questa prospettiva libera l’uomo dalla confusione e dalla dipendenza dagli altri, lo aiuta a dare un significato positivo alla vita e a vincere le emozioni negative che, come abbiamo visto, sono responsabili di molte malattie. In quanto sistema etico e totalitaristico, infatti, l’Islam non si occupa solo dell’aspetto spirituale dell’individuo, ma anche della sua salute psicofisica, e sostiene che l’uomo deve preoccuparsi della propria
integrita' e avere come scopo la longevita'.
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