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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Prof. Dr. Roberto Bassi

Memoria e testimonianza

L’imperativo della memoria guida la penna di uno dei piu' noti dermatologi italiani nel racconto di anni terribili che hanno lasciato milioni di morti senza sepoltura e tanti sopravvissuti condannati a non dimenticare

Prof. Roberto Bassi, dermatologo, docente di psico- somatica, ha fondato e diretto il Centro di documen- tazione Ebraica Contemporanea

Le parole scritte con l’inchiostro possono solo rafforzare la memoria dei fatti scritti con il sangue. e' questa la sintesi che si puo' trarre dai tanti interventi che si sono alternati sui media in occasione del Giorno della memoria. Una giornata, il 27 di gennaio di ogni anno, che coincide con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, e che la Repubblica Italiana, nel luglio del 2000, ha voluto fissare per decreto legge, al fine di ricordare la  (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche' coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. In occasione del Giorno della Memoria sono state organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine su quanto e' accaduto sessantanni fa, per mantenere viva la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinche' simili eventi non possano mai piu' accadere. 

Scaramucce sul lago Ladoga
Anche la nostra rivista vuole unirsi a questa celebrazione e, per farlo, segnala un libro scritto dal Prof. Roberto Bassi, uno piu' noti dermatologi italiani: Scaramucce sul lago La doga (Sellerio Editore, Palermo 2004). “Ogni anno – scrive Bassi – diminuisce il numero di quelli che hanno vissuto nel periodo fascista. I reduci dai lager nazisti sono ormai poche decine. Noi, che non abbiamo fortunatamente conosciuto i campi di sterminio, ma che ricordiamo bene i nostri cari che li' hanno concluso la loro esistenza, abbiamo ormai una eta' avanzata. I fantasmi dei miei zii e dei miei cugini, dei miei compagni di scuola e di giochi, di tanti amici di famiglia, della piccola Sara G., tutti uccisi dai fascisti e dai nazisti, hanno popolato la mia adolescenza e la mia giovinezza, e condizionato tutta la mia vita. Questa storia e' quindi la mia ultima testimonianza scritta”. Il libro, si legge tutto di un fiato e racconta la vita dell’autore, dalla nascita, nel 1931, in una stimata famiglia di professionisti ebrei veneziani, fino alla liberazione di Roma nel giugno del 1944. Una serie di eventi che tengono il lettore con il fiato sospeso, alla presa con fatti quotidiani, che normalmente non entrano nella Storia con la maiuscola, ma rappresentano la singolarita' di ogni esperienza umana. Roberto Bassi e la sua famiglia si sono trovati piu' volte sul punto di essere scoperti e deportati. Hanno visto le persone a loro care scomparire nel buio di una destinazione che, allora, appariva ignota e, solo dopo la guerra hanno fatto i conti con la freddezza dei numeri e delle statistiche, scoprendo quanto di incredibile gli era successo intorno. Il libro sembra un romanzo i cui personaggi passano incredibilmente indenni ai disastri circostanti. Ma che non possono, alla fine dichiararsi felici per cio' che a loro non e' successo, perche' saranno costretti a portare con se', sulle loro spalle e dentro i cuori, tutto il dolore sofferto dagli altri, piu' sfortunati. Una testimonianza tanto umana quanto dolorosa, ma soprattutto dovuta, perche' quanto successo non si dimentichi mai. (G.B.)

 

 



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