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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 


La casualita' di una scoperta 

Sono tanti gli uomini che chiedono consiglio per migliorare le loro prestazioni sessuali. Nel corso della visita, per caso, si scopre una neoplasia 

di Giulio Biagiotti, andrologo


Di recente ha fatto notizia il dato che in Italia ci sono un sacco di ragazzi che soffrono di eiaculazione ultraveloce, oppure che denunciano di soffrire di ansia da prestazione, mentre molti ancora sarebbero fissati sulle dimensioni del loro sesso. Da dove nascono queste preoccupazioni? 
Probabilmente la risposta va cercata nelle modifiche avvenute nella struttura della societa' civile, nell'emancipazione femminile, nei nuovi modelli sociosessuali che i media forniscono e che diventano, per forza di cose e assenza d'altro, dei punti di riferimento. Il risultato e' l'affermarsi di comportamenti nella popolazione maschile che hanno poco a che fare con il vecchio stereotipo maschilista. Era ora - diranno in tanti - ma c'e' da considerare lo scotto che e' stato pagato dagli uomini in termini di sicurezza e autostima. Dopo millenni in cui l'identita' di ruolo sessuale maschile aveva raggiunto una sua completa definizione, i giovani di oggi rischiano di non sapere come comportarsi quando una donna prende l'iniziativa o, peggio, esprime un giudizio poco lusinghiero sulla prestazione sessuale appena vissuta. A essere oggetto di scherno sono spesso proprio la durata e la stabilita' dell'erezione del partner. Tanto ne e' che frequentemente l'uomo si rivolge all'andrologo per avere risposte ai suoi dubbi: come migliorare le prestazioni, come allungare o ingrandire il membro, e, con maggiore insistenza, se e' vero che il Viagra e gli altri farmaci anti-impotenza fanno venire il mal cuore. Ben venga questo timore, ma mai che chiedessero se per esempio la cocaina fa male visto che, per inciso, oltre al cervello corrode dall'interno le arterie peniene. Vale la pena quindi ripetere che ogni maschio ha le sue dimensioni e un tempo per raggiungere l'orgasmo che e' la risultante del caso e delle caratteristiche ereditate da padri e madri. Si obiettera' che il controllo dell'eiaculazione si acquisisce. Magari. Schiere di medici, psicologi e sessuologi, pressati dalla domanda, si sono dati allo studio e alla terapia del fenomeno con i risultati piu' strani, e per lo piu' insoddisfacenti, almeno fino a poco tempo fa. Che diavolo e' poi successo? Un paio di cose, entrambe notevoli. La prima e' una migliore comprensione del fenomeno eiaculatorio, la seconda la presenza sul mercato proprio dei ricordati farmaci che, nati per tutt'altro scopo, si sono rivelato utili, in alcuni casi utilissimi. Ma soffermiamoci un secondo a considerare quella che per alcuni e' apparsa la scoperta del secolo: ovvero che l'eiaculazione e' un riflesso, un meccanismo di risposta automatica di cui e' dotato il corpo umano e che si realizza quando uno stimolo, interno o esterno all'organismo, e' efficace nel far partire la risposta che e' gia' programmata. Alcuni esempi piu' semplici: siamo al sole e fa caldo? Sudiamo e smaltiamo calore con l'evaporazione del sudore. Fa freddo? Rabbrividiamo per produrre piu' calore. Ci scottiamo al fuoco? La mano si ritira prima ancora di aver realizzato cosa e' successo. Tutti eventi cui siamo abituati. Tornando al sesso, il punto e': se e' vero che l'eiaculazione e' un riflesso perche' pretendiamo di acquisire un controllo su di esso? Sarebbe come pretendere di imporre al nostro corpo di non sudare o sudare piu' tardi: semplicemente impossibile. Tuttavia: col caldo ci spostiamo all'ombra e accendiamo il ventilatore, una strategia dovuta all'elaborazione critica del fenomeno e all'esperienza. La cosa e' applicabile anche al rapporto sessuale con risultati che vanno dal disastroso al ridicolo. Il ''fermarsi ogni tanto'', il ''pensare a un'altra cosa'' servono solo ad aumentare il rischio che non ci si lasci andare per godersi il rapporto. Se qualcuno non ci crede tenga presente che nel tempo e' stato provato di tutto, perfino manovre che, inducendo la produzione di dolore al pene avrebbero dovuto posticipare l'evento: non vale la pena provare per credere quanto siano assurde, e in pratica fallimentari. Inoltre esperimenti condotti su volontari sani da persone degne di fede scientifica hanno determinato che se si applica al pene uno stimolo vibratorio continuo (efficace nel determinare il riflesso eiaculatorio indipendentemente da tutto il resto) si verifica l'eiaculazione nel 98% dei casi entro al massimo sei minuti. L'altro due per cento forse aveva venduto l'anima al demonio e poteva dominare il riflesso con strategie personali, ma nella ricerca scientifica non fa testo. E allora? Vediamo di capire un po' meglio come si produce l'evento A, ovvero lo stimolo efficace: semplificando al massimo un sistema che non lo e' per nulla, potremmo definire che l'eiaculazione si verifica quando la somma degli stimoli efficaci fa scattare un relais che determina la fuoriuscita dello sperma. Il relais si trova lungo la colonna vertebrale, piu' o meno all'altezza dei lombi. A questo arrivano stimoli da due fonti: una e', ovviamente, il pene e, per la precisione, il glande; l'altra e' la testa, nel senso che l'insieme dei numerosissimi fattori esterni che vanno dalla vista all'udito, al tatto, alla situazione e all'ambiente passando per il tipo di donna che la sorte ci ha assegnato, finiscono tutti in un unico imbuto finale che sono le aree associative del cervello le quali, essendo collegate da sistemi neurali al relais di cui sopra contribuiscono alla somma degli stimoli di cui stiamo parlando. Nel momento in cui tale somma raggiunge la cifra che determina la risposta, l'evento B, nel nostro caso l'eiaculazione, diventa ineluttabile. Ma la medicina puo' fare veramente qualcosa ? L'uso di creme anestetiche in un certo modo e in certe quantita' diminuisce l'intensita' dello stimolo che viene dal glande. Con farmaci di altro tipo si puo' rallentare lo stimolo che arriva dal cervello. Il risultato e' che personalizzando dosi e metodi, persona per persona, si puo' contribuire a migliorare la prestazione e aiutare il soggetto a far felice se stesso e la propria donna. D'altra parte, come si puo' oggettivizzare questo concetto di soddisfazione? Il parametro di una buona sessualita' non puo' dipendere dai modelli culturali precostituiti ma solo dall'armonia di una determinata coppia per cui ogni caso e' a se stante e va affrontato con i tempi e coi metodi che piu' sembrano adatti. Ovviamente a condizione di non far danni. Parole che non sempre accontentano tutta la popolazione che arriva in ambulatorio per questi motivi. Gente che vorrebbe sempre la soluzione magica, che - credetemi - non c'e'. Una conseguenza positiva di quest'ansia da prestazione pero' esiste. Ci sono molti uomini che nel corso della visita, spesso la prima, ai propri genitali si sentono diagnosticare dei tumori ai testicoli. Una patologia che sta cosi' aumentando che oggi se ne trovano molti di piu' come reperto accidentale durante una ispezione per altro motivo, magari per un varicocele che da' fastidio. La solita storia: di visite se ne fanno di piu' rispetto agli anni passati e forse cio' ha portato a un aumento delle diagnosi ma e' anche vero che la letteratura scientifica conferma un costante aumento dell'incidenza del tumore testicolare. Vent'anni fa su cento pazienti che visitati dall'andrologo se ne trovava uno. Puo' ancora definirsi raro? Raro o no, esiste e merita attenzione. Perche' non ci si fa visitare a sufficienza? Perche' non si tratta di tumori che in generale non fanno male. Solo il 15% dei casi, infatti, provoca dolore, gli altri sono silenziosi ma molto pericolosi. Tutto sta nella diagnosi precoce dato che il tumore dei testicoli, preso per tempo, e' difficile che non si riesca a curare. Il modo migliore e' farsi visitare, non necessariamente un andrologo, per verificare che la situazione testicolare sia normale. Bene anche l'autopalpazione periodica che consiste nel controllare che tutto rimanga nello stesso stato. Variazioni di dimensioni, variazioni nella consistenza, bozze che prima non c'erano vanno riportate immediatamente al medico. Alcune categorie di persone piu' a rischio di altre sono quelle che hanno in famiglia altri casi, le persone che hanno avuto testicoli ritenuti in addome anche se sono poi scesi con la terapia o con l'intervento chirurgico. A queste, di recente se ne e' aggiunta un'altra: i soggetti subfertili. Da qualche anno viene segnalato che nella popolazione che ha difficolta' a procreare i tumori sono in aumento piu' che nelle altre categorie. A questi pazienti si consiglia spesso un'ecografia preventiva.


 

 



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