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Codici e passione della dermatologia
Ottima la partecipazione al VII Congresso Nazionale dei Dermatologi della Magna grecia. Tante le relazioni e i riferimenti storici
di Giorgio Bartolomucci
Se nel passato qualcuno mi avesse detto che Rossano Calabro fu capitale di un Impero lo avrei preso per un giocherellone. E invece
e' proprio vero: fra il 951 e il 952 d.C. la citta' era un importante centro politico-amministrativo nonche' centro militare, fu sede dello Stratego e capitale dei possedimenti bizantini guadagnandosi il titolo, ancor oggi in uso, de "La Bizantina". Le numerose testimonianze artistiche e architettoniche di quel periodo le valsero anche l'appellativo di "Ravenna del Sud".
''Ma non e' per il grande splendore sociale, artistico e culturale raggiunto sotto il dominio dei Bizantini - ci dice il Presidente del Congresso il Prof. Gregorio Cervadoro - che Rossano
e' stata scelta come sede del 7.mo Congresso Nazionale dell'ADMG, bensi' per l'importanza raggiunta fra il VII e il II secolo a.C. nel territorio oggi conosciuto come Magna Grecia, prima di divenire, per la sua straordinaria conformazione di citta' fortezza, avamposto romano nel controllo della Piana di Sibari. A testimonianza della sua origine ci sono i termini greci "rusion" (che salva) e acron (promontorio, altura), ma soprattutto
l'eredita' linguistico e culturale che mantiene un profondo legame con la culla della civilta' occidentale, ancor oggi ricca di testimonianze e reliquie del
passato''. A partire dal Codex Purpureus Rossanensis, il piu' importante e antico testo di riferimento per tutte le religioni monoteiste, conservato proprio a Rossano Calabro. Un documento che ha ispirato il titolo del Congresso di
quest'anno - I codici della dermatologia - cui hanno partecipato oltre 500 dermatologi, provenienti non solo dalla Magna Grecia ma anche da molte altre regioni italiane, accomunati non solo quindi da una provenienza geografica, ma da un comune modo di porsi nei riguardi della propria specialita', basato su un approccio scientifico ma soprattutto sulla volonta' di approfondire il perche' delle manifestazioni cutanee, in un viaggio nella conoscenza in cui a fianco della competenza non puo' mancare la passione e la voglia di condivisione del sapere. Da cio' la volonta', nel corso dei lavori, di raggiungere il massimo
dell'integrazione possibile fra le diverse specialita', a partire da genetica, immunologia, allergologia, oncologia ecc.
''Tornando ai codici della dermatogia - continua il prof. Cervadoro - abbiamo voluto contribuire alla costruzione di una sola lingua dermatologica, sia
nell'ambito dei trattamenti della pelle malata che di quella sana e bella''. In conclusione una manifestazione ricca di contenuti scientifici, di sollecitazioni culturali e sociali, e di una importante iniziativa come la costituzione del Comitato scientifico umanitario per
l'Ulcera del Buruli, perche' l'Associazione nel corso degli anni e' riuscita ad affermare che
l'impegno professionale puo' essere vissuto con gioia e soddisfazione, quasi fosse ancora
un'arte sanitaria, la stessa che s'insegnava da questa parti migliaia di anni orsono.
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