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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

PERICOLO GIOCATTOLI

di Antonello Sacchetti


Una campagna di Greenpeace denuncia la presenza di una sostanza altamente tossica in molti dei giocattoli che si vendono in Italia. L'esperienza tedesca e la reazione delle case produttrici

Si avvicina il Natale e il tempo dei regali. Ma bisogna fare attenzione: il piu' classico e apparentemente innocuo dei doni potrebbe nascondere un pericolo grave per i bambini. In molti giocattoli e' presente infatti il cloruro di polivenile (Pvc), una sostanza altamente tossica. A sostenerlo e' Greenpeace, promotrice da alcuni anni di una campagna mondiale anti Pvc. Il cloruro di polvenile e' usato (insieme ad altre sostanze dette "ftalati") per rendere flessibili i prodotti, fino al 40 % del loro peso. Il Pvc viene pero' rilasciato dai giocattoli soprattutto quando vengono masticati o succhiati. Il che provoca un'ingestione diretta di una sostanza pericolosa per l'organismo. Nel corso di esperimenti di laboratorio, gli agenti ammorbidenti hanno infatti dimostrato di poter provocare disturbi a fegato e reni e di provocare addirittura alterazioni delle capacita' riproduttive. Recentemente, i governi danese e olandese hanno fatto esperimenti sulla capacita' degli ftalati nei giocattoli in PVC morbido di migrare e calcolato che, in alcuni casi, possono rilasciare dosi superiori ai livelli ammissibili, secondo i limiti stabiliti dalla Commissione sulla Salute Alimentare dell'Unione Europea. 

E' possibile riconoscere quali giocattoli contengono PVC? 

Non esiste l'obbligo dell'etichettatura ed e' percio' difficilissimo riconoscere il tipo di plastica con cui e' fatto un giocattolo. Secondo Greenpeace i consumatori dovrebbero avere il diritto di sapere quello che comprano. Alcuni prodotti in PVC portano il simbolo "3", una "V", oppure sono indicate dal termine "in vinile". Se manca l'etichettatura adeguata, sarebbe opportuno contattare direttamente la ditta produttrice del giocattolo. Quelli di legno o di stoffa sono l'unica alternativa sicura al 100%.

ftalati


Va comunque detto che la maggioranza dei giocattoli ha solo un 5% di PVC. Massima attenzione per i giocattoli gonfiabili e per gli stimolatori della dentizione per neonati. 

I sintomi dell'ingestione di Pvc 

Nausea, vomito e diarrea, se l'ingestione capita piu' volte. Gli effetti cronici di questi prodotti sulla salute non sono stati completamente accertati. C'e' chi sospetta che il Pvc possa avere addirittura effetti cancerogeni. 


Non solo giocattoli. Altri usi del Pvc 

Il Pvc e' contenuto negli imballaggi, in attrezzature sanitarie come guanti e provette, in indumenti, mobili, carta da parati, pavimentazioni e materiali da costruzione come condutture e infissi per finestre. Greenpeace si oppone al Pvc perche' non e' biodegradabile, e genera rifiuti tossici, persistenti e clorurati. Sarebbe percio' opportuno ideare uno smaltimento dei rifiuti o dei prodotti in Pvc, una volta terminato il loro utilizzo. 

L'esempio della Germania 

In Germania la comunita' medica ha sconsigliato l'uso del Pvc per pazienti dializzati a causa della "migrazione" degli ftalati dai tubi delle macchine per dialisi. Si stanno ancora raccogliendo nuove prove sulla pericolosita' degli ftalati e i rischi non sono completamente conosciuti. Per la maggior parte degli utilizzi del Pvc, esistono gia' delle alternative, comprese quelle per i prodotti medici di primo soccorso. 

La reazione delle case produttrici 

Greenpeace ha sottoposto le preoccupazioni relative agli ftalati all'attenzione dell'industria dei giocattoli. La Chicco ha ritirato alcuni modelli di stimolatori gengivali in Italia, Spagna, Danimarca, Grecia e Argentina. Greenpeace ha incontrato due volte l'International Council of Toy Industries (ICTI), l'associazione di commercio che rappresenta le compagnie di giocattoli di tutto il mondo che ha promesso di esaminare il problema, ma non ha intrapreso ancora nessuna azione per affrontare il pericolo potenziale dei giocattoli in Pvc.


GREENPEACE

Il movimento nasce nel 1969, per protestare contro la decisione del governo Usa di effettuare un test atomico sotterraneo ad Amchitka, nelle Isole Aleutine, (Pacifico Settentrionale). Poi il movimento assume il nome di Greenpeace ("pace verde") e continua la sua lotta ai test nucleari. I primi eroici attivisti sono studenti statunitensi e canadesi. Nel 1975 Greenpeace lancia la sua campagna piu' famosa: "Salvate le balene". 

ftalati

Negli anni seguenti, Greenpeace conduce molte altre azioni contro le flotte baleniere di diversi paesi (Giappone, Norvegia, Islanda, Spagna, Australia, Unione Sovietica e Peru'), su tutti i mari del mondo, dal Mediterraneo all'Antartide. L'episodio piu' tragico della storia di Greenpeace avviene nel 1985. La nave Rainbow Warrior decide di andare nelle Isole Moruroa (situate nel Pacifico e appartenenti alla Francia) per protestare contro i test nucleari decisi da Parigi. Ma il 10 Luglio 1985, due esplosioni squassano lo scafo mentre la nave e' ferma nel porto di Auckland. La "Rainbow Warrior" affonda e un fotografo di Greenpeace, Fernando Pereira, rimane ucciso. Due agenti sospetti dei Servizi Segreti francesi vengono rapidamente catturati dalla polizia di Auckland e nelle settimane successive e' provato il coinvolgimento dei piu' alti livelli del Governo francese. In settembre il Ministro della Difesa Charles Hernu rassegna le dimissioni, ammettendo implicitamente la propria complicita'. Greenpeace ha oggi il suo quartier generale ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e piu' di 60 uffici in 33 paesi, arrivando anche in America Latina, Asia, Nordafrica, ed Europa Orientale. Nel 1987 Greenpeace e' stata la prima ed e' ancora l'unica Organizzazione non Governativa a stabilire una base in Antartide.



 

 

 


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