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PERICOLO GIOCATTOLI
di Antonello Sacchetti |
Una campagna di Greenpeace denuncia la presenza di una sostanza
altamente tossica in molti dei giocattoli che si vendono in Italia.
L'esperienza tedesca e la reazione delle case produttrici
Si avvicina il Natale e il tempo dei regali. Ma bisogna fare attenzione: il
piu' classico e apparentemente innocuo dei doni potrebbe nascondere un pericolo
grave per i bambini. In molti giocattoli e' presente infatti il cloruro di
polivenile (Pvc), una sostanza altamente tossica. A sostenerlo e' Greenpeace,
promotrice da alcuni anni di una campagna mondiale anti Pvc. Il cloruro di
polvenile e' usato (insieme ad altre sostanze dette "ftalati") per
rendere flessibili i prodotti, fino al 40 % del loro peso. Il Pvc viene pero'
rilasciato dai giocattoli soprattutto quando vengono masticati o succhiati. Il
che provoca un'ingestione diretta di una sostanza pericolosa per l'organismo.
Nel corso di esperimenti di laboratorio, gli agenti ammorbidenti hanno infatti
dimostrato di poter provocare disturbi a fegato e reni e di provocare
addirittura alterazioni delle capacita' riproduttive. Recentemente, i governi
danese e olandese hanno fatto esperimenti sulla capacita' degli ftalati nei
giocattoli in PVC morbido di migrare e calcolato che, in alcuni casi, possono
rilasciare dosi superiori ai livelli ammissibili, secondo i limiti stabiliti
dalla Commissione sulla Salute Alimentare dell'Unione Europea.
E' possibile
riconoscere quali giocattoli contengono PVC?
Non esiste l'obbligo
dell'etichettatura ed e' percio' difficilissimo riconoscere il tipo di plastica
con cui e' fatto un giocattolo. Secondo Greenpeace i consumatori dovrebbero
avere il diritto di sapere quello che comprano. Alcuni prodotti in PVC portano
il simbolo "3", una "V", oppure sono indicate dal termine
"in vinile". Se manca l'etichettatura adeguata, sarebbe opportuno
contattare direttamente la ditta produttrice del giocattolo. Quelli di legno o
di stoffa sono l'unica alternativa sicura al 100%. |
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Va comunque detto che la
maggioranza dei giocattoli ha solo un 5% di PVC. Massima attenzione per i
giocattoli gonfiabili e per gli stimolatori della dentizione per neonati.
I
sintomi dell'ingestione di Pvc
Nausea, vomito e diarrea, se l'ingestione capita piu' volte.
Gli effetti cronici di questi prodotti sulla salute non sono stati
completamente accertati. C'e' chi sospetta che il Pvc possa avere addirittura
effetti cancerogeni. |
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Non solo giocattoli. Altri usi del Pvc
Il Pvc e' contenuto
negli imballaggi, in attrezzature sanitarie come guanti e provette, in
indumenti, mobili, carta da parati, pavimentazioni e materiali da costruzione
come condutture e infissi per finestre. Greenpeace si oppone al Pvc perche' non e'
biodegradabile, e genera rifiuti tossici, persistenti e clorurati. Sarebbe
percio' opportuno ideare uno smaltimento dei rifiuti o dei prodotti in
Pvc, una
volta terminato il loro utilizzo.
L'esempio della Germania
In Germania la comunita' medica ha sconsigliato l'uso del Pvc per pazienti dializzati a causa
della "migrazione" degli ftalati dai tubi delle macchine per dialisi.
Si stanno ancora raccogliendo nuove prove sulla pericolosita' degli ftalati e i
rischi non sono completamente conosciuti. Per la maggior parte degli utilizzi
del Pvc, esistono gia' delle alternative, comprese quelle per i prodotti medici
di primo soccorso.
La reazione delle case produttrici
Greenpeace ha sottoposto
le preoccupazioni relative agli ftalati all'attenzione dell'industria dei
giocattoli. La Chicco ha ritirato alcuni modelli di stimolatori gengivali in
Italia, Spagna, Danimarca, Grecia e Argentina. Greenpeace ha incontrato due
volte l'International Council of Toy Industries (ICTI), l'associazione di
commercio che rappresenta le compagnie di giocattoli di tutto il mondo che ha
promesso di esaminare il problema, ma non ha intrapreso ancora nessuna azione
per affrontare il pericolo potenziale dei giocattoli in Pvc.
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GREENPEACE
Il movimento nasce nel 1969, per protestare contro la decisione del governo
Usa di effettuare un test atomico sotterraneo ad Amchitka, nelle Isole Aleutine,
(Pacifico Settentrionale). Poi il movimento assume il nome di Greenpeace
("pace verde") e continua la sua lotta ai test nucleari. I primi
eroici attivisti sono studenti statunitensi e canadesi. Nel 1975 Greenpeace
lancia la sua campagna piu' famosa: "Salvate le balene".
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Negli anni
seguenti, Greenpeace conduce molte altre azioni contro le flotte baleniere di
diversi paesi (Giappone, Norvegia, Islanda, Spagna, Australia, Unione Sovietica
e Peru'), su tutti i mari del mondo, dal Mediterraneo all'Antartide. L'episodio
piu' tragico della storia di Greenpeace avviene nel 1985. La nave Rainbow
Warrior decide di andare nelle Isole Moruroa (situate nel Pacifico e
appartenenti alla Francia) per protestare contro i test nucleari decisi da
Parigi. Ma il 10 Luglio 1985, due esplosioni squassano lo scafo mentre la nave e'
ferma nel porto di Auckland. La "Rainbow Warrior" affonda e un
fotografo di Greenpeace, Fernando Pereira, rimane ucciso. Due agenti sospetti
dei Servizi Segreti francesi vengono rapidamente catturati dalla polizia di
Auckland e nelle settimane successive e' provato il coinvolgimento dei piu' alti
livelli del Governo francese. In settembre il Ministro della Difesa Charles
Hernu rassegna le dimissioni, ammettendo implicitamente la propria complicita'.
Greenpeace ha oggi il suo quartier generale ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e piu' di 60 uffici in 33 paesi, arrivando anche in America Latina, Asia,
Nordafrica, ed Europa Orientale. Nel 1987 Greenpeace e' stata la prima ed
e' ancora l'unica Organizzazione non Governativa a stabilire una base in Antartide. |
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