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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Profumi

Le, fragranze hanno una grande influenza sui nostri sensi. Ci avvolgono in maniera rnorbída ma penetrante. Gli affari vanno a gonfie vele, e si cercano le novita' nel profondo delle foreste aniazzoniche. Eppure nei profumi molte sono sintetiche e la Comunita' Europea lancia l'allarme.

Di Agnese Ferrara

 Profumi ed odori hanno da sempre accompagnato la vita dell'uomo. Dai riti religiosi alle attivita' pagane, alla vita quotidiana. In passato, fu l'Ottocento a segnare il trionfo dei profumieri francesi. Piene Francois Paul Guerlain, "naso" famoso, si installo' in Rue de Rivoli per vendere fragranze e aceti aromatici. Offriva le delizie di profumi e acque profumate a un pubblico piu' vasto della solita e'lite. Comincio' cosi' il epoca d'oro della profumeria. Nel nostro secolo, a cominciare dagli anni '20, furono soprattutto i sarti a far esplodere la voglia di profumarsi. Moda e profumi: Poiret, Coco Chanel, jeanne La~ vin, vennero poi i pellicciai e i pellettieri, come Weil, Re'villon ed He'rmes' e fiutarono il business e l'eccellente binomio moda e profumi. Il restio conosciamo. Ai giorni nostri il consumo dei profumi e delle eau de toilette e' in continua crescita e l'anno scorso e' aumentato di circa il dieci per cento. Il fatturato dei prodotti di profumeria alcolica ha raggiunto i mille e trecentodieci miliardi di lire nel 1999. Un settore che sembra godere di ottima salute. Rispetto al passato le formule attuali sono radicalmente cambiate, anche se molte scoperte sui processi for~ murativi dei profumi risalgono a diversi anni fa. Anche se c'e' una riscoperta nell'uso di oli essenziali originali, i profumi moderni contengono ben poco di naturale, e gran parte delle fragranze, compresi i profumi classici piu' famosi, sono formulate con basi odorose sintetiche. Foglie, fiori, rizomi, radici, bucce, semi, resine e cortecce sono stati in gran parte sostituiti con formulazioni chimiche che ricalcano fedelmente il profumo naturale di riferimento. Il cambiamento e' avvenuto soprattutto per una questione di costi, troppo elevati per le essenze naturali, difficili da reperire o coltivare. Cosi' come altri ingredienti profumati, che una volta si ricavavano dalle ghiandole di alcuni (poveri) animaletti, oggi sono completamente ricostruiti in laboratorio, senza dover disturbare piu' esseri viventi come gli zibetti ed i castori, i cervi tibetiani e cinesi, i moschi appunto.  E ancora i capodogli, dai quali per lungo tempo e' stata ricavata l'ambra grigia che, una volta filtrata e fatta decantare nell'alcool, e' fortemente aromatica. Nei laboratori super attrezzati oggi si creano fragranze nuove e di successo ed i "nasi" piu' esperti, indovinano quelle piu' adatte al target di riferimento. Profumi per la stagione estiva o invernale, per gli sportivi o i pigri, per i bambini, i giovani e gli anziani, per l'amore, l'ufficio ed il relax. Per il giorno e per la notte, per i ricordi ed i sentimenti. Per i nostri abiti e perfino per rendere piu' invitanti le nostre case. E' sulla scia di fragranze conosciute e il desiderio/bisogno delle industrie essenziere di scoprirne di nuove, da usare per creare profumi, ma anche medicinali o a scopo alimentare, che esperti "nasi" botanici e chimici, cacciatori di profumi originali e sconosciuti, si sono inoltrati in quest'ultimo decennio nelle foreste brasiliane alla ricerca di odori mai annusati prima, nei luoghi ancora non selvaggiamente trasformati dall'opera umana. E per trovarli sono dovuti finire in uno strato della foresta ancora poco conosciuto dal naso umano: le cime degli alberi che delimitano il limite fra la fitta foresta, l'oceano all'orizzonte ed il cielo: un ambiente sconosciuto fatto di fogliame in alcuni punti umido, brezza marina e raggi solari, quasi assenti al suolo: la "canopea tropicale". Difficilissima da raggiungere fino a ieri, se non con difficoltose arrampicate sugli alberi, ma oggi resa piu' facile dagli studiosi di botanica tropicale, tecnici specializzati dell'Universita' di Montpellier sponsorizzati da importanti aziende leader nella profumeria. Gli scienziati si sono serviti di una zattera appesa ad un dirigibile che, posata sulle cime della foresta, ha permesso loro di annusare e raccogliere campioni di foglie e fiori comodamente, catturando fragranze naturali nei momenti diversi del giorno e della notte. Dalla raccolta alla corsa in laboratorio per analizzare gli oli essenziali e gli assoluti floreali, ricostruirli chimicamente e trasformarli in nuove fragranze di successo il passo e' sempre piu' breve.

PROFUMO E PELLE: LEGAME INDISSOLUBILE"

Una donna che non si profuma non ha avvenire" dichiarava H poeta francese Paul Vale'ry. Che pero' non considerava le sfortunate che soffrono di allergie ai' profumi. Sfortunate e sfortunati che, ai giorni nostri, hanno raggi'unto la quota dei 2% di tutta la popolazione. Il profumo, che deve amalgamarsi con il film idrolipídico della pelle e la sua acidita', "tenere" almeno per alcune ore e rimanere immutato ed avvertibile, dal punto di' vista dermatologico non e' sempre il Momento ideale per la cute e gli annessi. Irritazioni ed eczemi allergjci' possono comparire nei punti in cui si applicano abitualmente una infinita' di cosmetici contenenti profumi. In particolar modo alcune fragranze ed essenze di base sembrano essere le responsabili di tali fastidiose reazioni cutanee che si evidenziano soprattutto su viso, collo, de'collete', mani ed ascelle. Tanto che, in occasione della riunione plenaria svolta a Bruxelles il 3 maggio 2000, il Comitato scientifico europeo per i prodotti cosmetici' (SCCNFP), organo scientifico consultivo della Commissione Europea in materia di protezione dei consumatori, * presentato un elenco contenente ben 36 sostanze profumate di derivazione chimica e naturale, usate nei cosmetici e nella medicina orientale, considete le principali responsabili di' arrossamenti, eritemi e reazioni allergiche sulla Ile. Attenzione. non si tratta di un elenco di sostanze proibite, ma lo potrebe di'ventare ben presto. Per adesso l'opini'one della Commissione Europea e' che queste sostanze non dovrebbero essere usate piu' come ingredienti dei smetici profumati. I piu' conosciuti: essenza di ciclamino, muschio ambrato, essenza di verbena. Ma l'elenco ne contiene molti' altri che possiedono nomi chimici' riconoscibili solo dalle industrie. Soprattutto perche' la normativa attuale in corso riguardante i prodotti' cosmetici, che obbliga tutte le societa' produttrici a dichiarare sulle etichette le formule complete, ha "salvato" i componentí delle fragranze, consentendo il segreto industriale con la semplice dicititura "parfum" . L'Unipro e gli industriali mínímizzano il problema sottolineando che le fragranze sono sottoposta a precisi controlli chi'mici e che tutte le industrie essenziere, rappresentate dall'international Fragrance Association (IFRA), hanno adottato un codice di autocondotta ed effettuano gi'a' a monte tutte le prove allergiche necessarie. Ma la responsabilita' nei confronti di buona parte dei consumatori gi'a' "allergici" ignari di cosa applicano sulla pelle, resta. Soprattutto perche' testare le fragranza su soggetti sani' ha poco valore in questo caso e l'unica soluzione e' la prevenzione secondaria. (A.F.)


 

 



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