| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
   

articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

La doppia vita del dottor Barry

Mentre nel mondo le donne conquistano ruoli politici di primo piano in Italia si continua a discutere di quote rosa

della dott.ssa Gabriella La Rovere

Nel mondo le donne in politica stanno vivendo un momento magico. Dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Norvegia alla Germania, sembra che il non piu' sesso debole stia entrando definitivamente, e a pieno titolo, nelle stanze dei bottoni. Non sembra che questa ondata al femminile stia ancora scuotendo l’Italia, dove si continua, in maniera quasi stucchevole, a parlare di quote rosa come se la rappresentanza femminile possa essere riconosciuta solo per una concessione che i maschietti, che costituiscono la gran parte degli eletti che siedono in Parlamento, sara' prima o poi costretta a riconoscere sotto la pressione di una societa' che si sta sempre piu' requilibrando al femminile. Puo' essere, infatti, sfuggito a qualcuno che nelle professioni, in particolare in quella medica, a breve le donne saranno piu' degli uomini, e che molte industrie sono oggi dirette da abili manager in gonnella. Eppure non sembra bastare che le universita' siano sempre piu' piene di studentesse, che le classifiche dei libri piu' venduti abbondino di nomi femminili, che fra le grandi firme dei giornali le donne non siano piu' una eccezione. Forse a non crederci abbastanza siamo proprio noi donne, da secoli abituate a vivere un ruolo secondario, all’ombra dell’uomo di turno, padre, marito o capoufficio che sia. E allora, in barba alle discussioni sulla inutilita' o meno delle quote rosa, voglio raccontare a favore di tutte le colleghe che mi leggono la storia di James Barry, lasciando a ognuna la propria riflessione finale. Il signor Barry era l’Ispettore Generale del Dipartimento della Sanita' dell’Esercito Britannico e quando passava in rassegna gli ospedali da campo, i suoi sottoposti spesso lo sbeffeggiavano alle spalle e gli davano dell’effeminato. Effettivamente il piccolo dottore dai capelli rossi non si faceva crescere la barba e aveva atteggiamenti delicati, ma per questo non c’e' permessa nessuna meraviglia dal momento che il dottor James Barry era in realta' Miranda Barry, una donna che aveva scelto di travestirsi da maschio in modo da realizzare il suo sogno: quello di diventare un chirurgo dell’Esercito Britannico. Potra' anche essere sconosciuta ai piu', ma la dottoressa Barry verra' sempre ricordata come il primo medico donna uscito da una universita' nella storia della medicina moderna. Poco si sa della sua vita. Sembra sia nata a Londra nel 1795 con il nome di Miranda Stuart e sembra anche che sia stata la nipote di un conte scozzese. Probabilmente era il frutto di un amore clandestino tra la figlia di un conte e un membro della Famiglia Reale. Si dice che la madre di Miranda, sapendo delle scarse opportunita' riservate alle donne in quel periodo, abbia cresciuto la figlia come un ragazzo e che le abbia fatto frequentare l’Universita' di Edinburgo sempre travestita da cadetto. Qui si laureo' nel 1812 per entrare subito dopo, realizzando il suo sogno originale, nell’Esercito Britannico, dove presto divenne assistente presso un ospedale militare, poi assistente chirurgo e chirurgo capo nel 1827. Per continuare ad affermarsi fu sempre costretta a mantenere il suo travestimento maschile e, per i suoi meriti accademici e professionali, nel 1858 raggiunse il piu' alto grado gerarchico all’interno del Corpo Militare Sanitario.Il dottor Barry trascorse parte della carriera militare con le truppe coloniali. Presto' servizio a Malta e nell’attuale Sud Africa. Fu mandato in missione in Giamaica, Trinidad, Sant’Elena, Mauritius e Canada. Nel 1859 il dottor Barry si congedo' dall’esercito trascorrendo il resto della vita in alloggi in affitto a Londra, accudito da un cameriere di colore che rimase con lui per moltissimi anni. Mori' il 25 luglio 1865. Alla constatazione del decesso, la sorpresa del medico di famiglia nello scoprire che James Barry non era altro che una donna. Il caso ebbe una forte risonanza in Gran Bretagna e in tutto il mondo ma realta' simili si sono spesso ripresentate nella storia sociale. Si calcola che le donne che presero servizio travestite da uomini durante la Guerra Civile Americana furono oltre 400 e ben 80 di loro persero la vita. Particolare fu la storia del tenente Harry Buford, in realta' Loreta Janeta Velazquez che, allo scoppio della guerra, segui' il marito travestendosi da uomo. Si racconta che in 4 giorni riusci' ad arruolare ben 236 uomini e a condurli dall’Arkansas in Florida in modo da aiutare il marito nella battaglia. Quando lui mori' lei continuo' a servire la Confederazione come spia, rivestendo pero' i propri panni di donna, per poi ritornare a travestirsi e ad essere nuovamente un soldato. La sua vita fu estremamente avventurosa, fino a rifugiarsi in Venezuela dove scrisse le sue memorie. Mori' nel 1897 e ancora rappresenta un’icona nella letteratura dell’emancipazione femminile. Tante altre storie potrebbero essere raccontate alle nostre figlie per rassicurarle che il loro futuro e' ricco di promesse e di traguardi raggiungibili se non si fermeranno davanti al primo ostacolo che la nostra societa' prima o poi gli proporra' in quante donne. Ma la domande che potrebbero farci sono tante: perche' una donna deve faticare di piu' per raggiungere gli stessi obiettivi di un maschio? Perche' il potere si declina troppo spesso solo al maschile? Perche' per una donna ogni faticosa conquista sembra avere il sapore di una concessione? Ma soprattutto: ne vale veramente la pena?


 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore