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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011 |
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Giovedi' 20 giugno 2007 Ringiovanire. Quanto mi costa? Piu' metodiche usate in sequenza agiscono a livello dell'epidermide e del derma per correggere e trattare i segni del tempo sulla microesfoliazione, cute del viso della Dr.ssa Clara Rigo, specialista in dermatologia e venereologia Come gia' piu' volte ricordato l'invecchiamento cervico-facciale non e' dovuto solo a una causa, ma vi concorrono piu' fattori. Non basta parlare, infatti, semplicemente del rilassamento cutaneo, come superficialmente spesso si fa, ma vanno considerati anche l'atrofia e al cedimento, per caduta gravitazionale, di tutti i tessuti che compongono l'unita': osso; muscolo; tessuto adiposo; tessuto connettivo; derma ed epidermide. Se occorre percio' valutare attentamente un riposizionamento dei piani dislocati mediante un intervento di lifting, va considerato che fare solo un buon lifting in un paziente che presenta una cute macchiata e molto sfruttata e' come ristrutturare una casa d'epoca, senza tener conto della facciata. La pelle e' un organo dinamico. Ogni giorno nuove cellule si generano e si sostituiscono alle vecchie dello strato corneo piu' superficiale, questa microesfoliazione che avviene in maniera impercettibile - noi non vediamo le squame che si staccano dalla nostra cute, se non in casi di pelle molto secca - gia' dai 30 anni comincia a rallentare portando piano, piano alla formazione di rughe, pelle ispessita, photoaging e tutti i danni da invecchiamento. Dal momento che la cute e' un organo straordinario e mantiene la capacita' rigenerativa, a differenza di altri che non si rigenerano , ma continuano solo a invecchiare, noi abbiamo la possibilita' con adatte terapie di agire stimolando questa caratteristica, mantenendola viva e anzi potenziandone la velocita' di rigenerazione per eliminare eventuali danni presenti. Per questa molteplicita' di condizioni, occorre agire con tecniche combinate dermocosmetologiche, le cui indicazioni principali sono: photoaging da minimo a marcato; presenza di cheratosi anche in fase leggermente ipercheratosica; disidratazione; collasso della trama dermica con comparsa di rugosita' sottile in particolare alle guance e alla zona perioculare; colorito spento grigiastro da cute asfittica; presenza di rughe o pieghe; cute irregolare nella trama, anche con pori dilatati; alterazioni del microcircolo con presenza o meno di teleangectasie evidenti. In questo articolo riferisco della potenzialita' di tre differenti trattamenti, con finalita' uguale e quindi anche con triplice risultato finale, e cioe': Peeling combinato ai retinoidi; Rivitalizzazione con CRM- soft; Applicazione di Radiofrequenza - laser. Sappiamo che l'acido retinico, principio utilizzato per produrre un forte ricambio dell'epidermide, soprattutto nelle cuti spesse e con problemi dermatologici, combinato con altre molecole ad alta capacita' anti-radicalica, e' un ottimo rigenerante cutaneo, in grado di stimolare il ricambio epidermico, in maniera tale da riportare la cute da uno stato di riposo funzionale, come e' appunto nell'invecchiamento, a uno di attivita', proprio degli organismi giovani. Eseguo la rivitalizzazione utilizzando la nuova generazione e formulazione degli idrogeli, nello specifico la variante ''CRM- soft '', una soluzione di acido jaluronico semplice, non reticolato a viscosita' stabilizzata. La sua azione principale e' reidratare la matrice extracellulare, ma anche umettarla per aumentare il metabolismo tissutale, favorire gli scambi bio-umorali e migliorare quindi il nutrimento del tessuto. Un tessuto ben idratato e ricostruito nella sua trama di sostegno e' il primo passo per riparare i danni dovuti all'usura degli anni che passano, ma anche a quegli eventi negativi che ci siamo procurati nel tempo. Per un effetto a tutto spessore cutaneo manca, pero', l'azione sulla componente dermica su cui poggia da una parte l'involucro piu' superficiale che ci protegge dal mondo esterno e dall'altra il sottocutaneo con cui siamo in relazione con il nostro mondo interno. Il rimodellamento dermico si ottiene con tecnica non ablativa, mediante l'utilizzo di un'apparecchiatura che emette due energie, unendo la radiofrequenza bipolare all'energia fototermica di una fonte laser a diodo 910 nm: sinergia elettro-termo-ottica. La debole energia ottica utilizzata per i trattamenti e' potenziata dalla corrente radiofrequenza. Il manipolo dell'apparecchio e' dotato di un sistema interno di raffreddamento ad acqua, per cui appoggiato sulla cute si avverte solo un lieve calore e cio' evita possibili ustioni. Inoltre i due elettrodi che si trovano a diretto contatto della pelle erogano esattamente uguale energia, tenendo conto che la distanza tra i due determina la profondita' di penetrazione della radiofrequenza nel tessuto ed e' pari in media alla meta' di questa, cio' significa che l'onda penetra circa 7-9 millimetri; esattamente li', a livello dermico dove e' necessaria per ristrutturare le fibre presenti usurate dall'invecchiamento. Raffreddato il contatto diretto del manipolo con la superficie e preriscaldati i tessuti target da trattare: vasi, lesioni pigmentate e collagene dermico, si rendono i tessuti bersagliati piu' permissivi a ricevere l'energia rilasciata dall'onda di RF su di loro. Si riesce quindi ad agire sulle strutture dermiche, senza dolore e senza effetti collaterali visibili, come arrossamenti, crosticine o altro, ma con un duplice risultato: da un lato una modifica della struttura e della lunghezza totale delle fibre collagene, dall'altra una stimolazione dei fibroblasti che producono nuovo collagene e quindi pelle rinnovata. Ho sottoposto al trattamento combinato con le tre metodiche il viso o il collo o il decollete' di diverse pazienti. Nella prima seduta eseguo il peeling ai retinoidi, secondo modalita' e steps variabili in base al grado di invecchiamento proprio per cercare di eliminare al massimo la cute invecchiata e ispessita. Nella seconda seduta, a distanza di una settimana, eseguo la rivitalizzazione con l'acido jaluronico per ricostituire l'eventuale idratazione persa con il peeling precedente. Questa applicazione viene eseguita con due metodiche diverse: 1) a microponfi dispersi sulle zone da trattare per una generale idratazione del derma, 2) con tecnica lineare retrograda nelle linee cutanee, iniettando superficialmente tutte le varie rughe visibili, se e' presente un collasso della trama cutanea. Nella terza seduta, a distanza di un'altra settimana, eseguo infine l'applicazione della Radiofrequenza-Laser erogata dall'apposita apparecchiatura. Secondo la mia esperienza, i trattamenti nel complesso sono molto ben sopportati, con minimi disagi legati al senso di secchezza e alla microesfoliazione transitoria del peeling, ma proprio quest'ultima, comunque, ci induce una migliore efficacia dei trattamenti successi che risultano praticamente indolore e senza effetti collaterali. L'obiettivo di questo protocollo e' ottenere una diminuzione dello spessore dello strato corneo, un'attenuazione delle cheratosi e delle macchie pigmentarie, un recupero del microcircolo e quindi una scomparsa dei capillari visibili, oltre a una stimolazione con neoformazione di collagene e una reidratazione profonda. Il risultato e' un ringiovanimento della cute e del derma, in particolare in caso di photoaging. La pelle da un punto di vista superficiale risulta qualitativamente migliorata: piu' luminosa, piu' turgida, piu' compatta per miglioramento della texture. |
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