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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 


Dermatologia nascita e sviluppo di una scienza

Fino all'ultimo quarto del XVIII secolo ogni lavoro dedicato allo studio delle malattie della pelle dava l'idea di un profondo caos. Infatti, fino a quel momento, lo studio di tali malattie non era stato altro che un esercizio filosofico, mentre intorno al 1776 cominciava a prendere forma la Dermatologia, vera disciplina medica, basata su una rigorosa metodologia clinica e sulla comprensione dei meccanismi e delle cause delle malattie.

di Claudio romano

 Grazie al nuovo spirito scientifico, che si diffondeva dall'Europa, specialmente Francia, Inghilterra e Austria, fino agli Stati Uniti d'America, la neonata Dermatologia si arricchiva in breve tempo di una cinquantina di nuove patologie. Grande impulso agli studi, come in tutti gli altri campi dello scibile, venne dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione; in passato i ricercatori, infatti, potevano basarsi solo su testi manoscritti, rari e dispendiosi, spesso scritti in latino o mal tradotti. Adesso, finalmente, potevano disporre di un gran numero di pubblicazioni ben curate, redatte nella lingua dei lettori ed edite in numero sufficiente per renderle accessibili a tutti. Grazie a questi trattati le opere di Willan e Bateman, di Cazenave e Sche'del, di Unna, Hebra e Kaposi segnarono delle tappe fondamentali per l'evoluzione della dermatologia del XIX secolo. Da notare che tali lavori privilegiavano, di volta in volta, la morfologia, l'istopatologia e lo studio dei meccanismi patogenetici evidenziando la necessita' di collocare la dermatologia nel contesto della patologia generale, tendenza chiaramente espressa negli studi piu' moderni. Altri elementi favorevoli alla diffusione del sapere e del confronto delle idee, nel XIX secolo, furono le associazioni dei medici dermatologi e le loro pubblicazioni. Inoltre, le scuole dermatologiche di Parigi, di Vienna e di Londra, con l'istituzione ufficiale delle cattedre d'insegnamento, assicurarono l'istruzione permanente degli studenti di medicina. A fronte, poi, dei perfezionamenti tecnici dell'ottica, dell'istochimica e della batteriologia, fondamentali per la comprensione delle patologie cutanee, merita di essere sottolineata l'importanza di un elemento innovatore per la letteratura medica dell'epoca: l'introduzione e lo sviluppo dell'iconografia dermatologica. Il XIX secolo fu anche l'epoca dello sviluppo dei modelli in cera, nonche' della fotografia, tutt'oggi mezzo insostituibile nella pratica dermatologica. Infine, la dermatologia intorno al 1880 era ancora molto impregnata di dogmatismi che definivano a priori quadri nosologici spesso restrittivi, previsti per contamplare la quasi totalita' delle affezioni cutanee. Fu, dunque, merito dei primi dermatologi del XX secolo essersi liberati progressivamente di tale spirito dogmatico e di aver integrato gradualmente le acquisizioni ricavate dai nuovi metodi di ricerca.  

La statua malata

Normalmente le antiche statue greche rappresentano figure di grande bellezza. In un libro d'arte pubblicato in Germania nel 1921 appariva, invece ,un torso ellenico, di circa 2.000 anni fa , senza testa e gambe, la cui pelle era coperta da noduli e lesioni cutanee perfettamente riprodotti . Il fatto ha suscitato la curiosita' di due ricercatori, Nicolas Ragge e Francis Munier che dopo attente analisi hanno concluso che la statua , andata perduta durante la seconda guerra mondiale, non poteva essere una offerta votiva ad Esculapio perche' di regola questi doni mostravano la parte del corpo guarita mentre una rappresentazione della patologia era invece inusuale. I due medici ipotizzano pertanto che essa potesse servire come strumento didattico in una scuola di medicina e che le lesioni cutanee servivano per le esercitazioni degli studenti. Il problema rimane aperto per la diagnosi della patologia riprodotta sulla statua. Ragge e Munier sono propensi ad escludere malattie come la lebbra e la sifilide e propendono per una malattia ereditaria, la neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) , patologia abbastanza comune e considerata molto antica da accurati studi genetici. La statua di Smirne potrebbe essere ritenuta la prima rappresentazione iconografica ad uso didattico.

 

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