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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 


La talidomide

A 40 anni dalla tragedia che coinvolse migliaia di neonati, il farmaco piu' temuto al mondo stimola nuovi importanti interessi terapeutici 

Sono passati poco piu' di quarant’anni da quando la talidomide fu ritirata dal commercio. La N-ftalimido-glutarimide, derivato dell’acido glutammico, sostanza a effetto sedativo ipnotico, era stato scoperta in Germania negli anni ’50, e registrata come pura formalita', in base a una legge del novembre 1958 che non richiedeva che i farmaci specializzati venissero sperimentati per accertare la loro efficacia terapeutica. La talidomide, commercializzata con il nome di Contergan, fu lanciata sul mercato internazionale negli USA, in undici paesi europei, tra cui l'Italia, in sette paesi africani, in diciassette paesi asiatici e undici dell'emisfero australe. In base all’indicazione originaria, veniva somministrata alle gestanti per contrastare il vomito dei primi mesi di gravidanza, sulla convinzione di un’assoluta atossicita', sia nei riguardi del feto che della madre. Eppure, oggi si sa che il primo caso registrato di focomelia causata dal talidomide risaliva al 25 dicembre 1956 e che, ciononostante, in una circolare inviata a tutti i medici tedeschi liberi professionisti, durante la primavera del 1959, si poteva leggere che "anche con dosi eccessive e un consumo prolungato l'efficacia del farmaco non viene ridotta da effetti collaterali indesiderati". L'aumento delle vendite fece crescere anche il numero di rapporti critici sugli effetti del farmaco, inviati da medici e farmacisti, in cui si riferivano casi di grave costipazione, vertigini, malessere, perdita della memoria, diminuzione della pressione arteriosa. Effetti collaterali che all’inizio furono minimizzati e attribuiti all'assunzione del farmaco in dosi eccessive e per un periodo prolungato. Risale al settembre 1958, la prima segnalazione di una intensa reazione allergica sotto forma di un grave caso di porpora. Un caso molto piu' serio collegabile dall'assunzione di Contergan fu segnalato nel 1959: si trattava di una neurite multipla tossica con gravi dolori muscolari e crampi alle estremita', debolezza degli arti, disturbi dei riflessi e della coordinazione degli arti. Nel frattempo, mentre le vendite continuavano a salire, verso la fine dello stesso anno erano ben 1.600 rapporti su vari effetti collaterali collegabili al farmaco, fra cui oltre 100 casi gravi di neurite multipla, che salirono a 400 nel febbraio 1961 e a 1.300 nel maggio dello stesso anno. Durante un congresso di pediatria tenuto a Düsseldorf il 18 novembre 1961 si parlo' di una misteriosa esplosione di focomelia (dal greco phoke = pinna e melos = arto), cioe' di bambini che nascevano con le braccia cosi' corte che le mani sembravano spuntare quasi direttamente dalle spalle, e per la prima volta si avanzo' il sospetto che queste malformazioni fossero dovute alla somministrazione del diffusissimo farmaco, da poco introdotto sul mercato. Si disse che ogni mese di ritardo nel prendere una decisione poteva significare che sarebbero nati da cinquanta a cento bambini orribilmente mutilati. Il ritardo del ritiro del farmaco dal mercato fu dovuto principalmente al fatto che gli scienziati cercavano di riprodurre negli animali la prova, ma nessuno degli animali da laboratorio trattati col medicinale produsse feti focomelici. Cosi', solo il 27 novembre del 1961 il Contergan, su pressione di alcuni medici, avvocati e giornalisti il farmaco venne definitivamente ritirato su richiesta del Ministero degli Interni del Nordrhein-Westfalen. Stime successive valutarono che nel frattempo, nella disperazione delle famiglie, erano nati 6.000 focomelici nella Germania Occidentale, 400 in Gran Bretagna, circa 150 in Svezia, probabilmente altrettanti in Italia, per un totale tra gli 8.000 e i 10.000 casi al mondo. Il disastro del talidomide mise in moto anche la revisione dell'FDA e del precedente atto che regolava la commercializzazione dei farmaci, inasprendo i controlli e gli studi necessari per immettere una nuova sostanza in commercio, e suggerendo approfondite riflessioni sui problemi etici connessi alla ricerca farmacologica. Dagli anni ’60, la talidomide e' considerata il prototipo dei teratogeni (dal greco teratos = mostro) con un rischio di teratogenicita' massimo tra il 34° e il 50° giorno di gestazione. I principali effetti indesiderati del farmaco sono, oltre la focomelia, amelia, difetti cardiaci, malformazioni renali e gastrointestinali, sordita', ritardo mentale e autismo. Nonostante cio', attualmente, la talidomide sta vivendo un momento d’interesse da parte della comunita' scientifica, in particolare fra i dermatologi egli immunologi. Il farmaco sembra utile nella cura dell’eritema nodoso leproso, il lupus eritematoso, le afosi, la graft-versus host disease, la prurigo nodulare e quella attinica. Viene studiata come possibile immunosoppressore in pazienti con trapianto di midollo e nel trattamento della cachessia di pazienti AIDS. Ma anche per la tubercolosi, la sindrome di Behcet e il morbo di Crohn. Il farmaco ha proprieta' anti-infiammatorie (inibisce il TNFa), anti-angiogenetiche (inibisce il basic fibroblast growth factor) e immunomodulanti (inibisce le cellule mononucleate e la loro capacita' di chemiotassi e fagocitosi). Da alcuni anni si studia un uso topico nei soggetti psoriasici. Nel 1998 la FDA ha approvato l'uso della talidomide per le forme cutanee della lebbra. Dopo anni di buio il futuro apparirebbe sempre piu' roseo per la Talidomide, ma va detto che in Brasile sono stati riportati 33 nuovi casi di embriopatia probabilmente imputabili alla talidomide. E' stato quindi istituito un programma noto come System for Thalidomide Education and Prescribing Safety (STEPS) allo scopo di informare la gente sul farmaco ed evitare i drammi del passato.


 

 

 


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