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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

La tintarella e' una droga

Unipro e ISS lanciano un progetto pilota sui prodotti solari. Mentre gli USA accusano: gli UV danno dipendenza 

del dott. Franco Gasparri

L’Istituto Superiore di Sanita' e l’Unipro hanno congiuntamente organizzato a Roma un workshop sul tema “Raggi UV e protezione solare”. Tante le relazioni e le conferme relative ai potenziali danni imputabili al sole. A partire dai dati secondo cui l’esposizione alle radiazioni solari e' la causa di numerosi effetti nocivi sulla pelle dell’uomo. Da un punto di vista biologico gli effetti piu' conosciuti e studiati della luce solare sono rappresentati da eritema e fotodermatosi (effetti acuti), fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi (effetti cronici). Numerose ricerche fotodermatologiche hanno evidenziato che l’effetto eritemigeno, prevalentemente provocato dall’UVB intorno ai 330nm, e' solo uno dei tanti esercitati dalle radiazioni solari sulla cute che, in realta', subisce l’influenza di altre parti dell’UV anche a dosi sub-eritemigene. Gli UVA, anche se molto meno eritemigeni, sono anch’essi capaci di indurre alterazioni a carico del sistema immunitario cute-associato, di provocare fotocarcinogenesi e fotoinvecchiamento. Secondo le moderne valutazioni, la fotoprotezione per via topica andrebbe realizzata con l’uso di prodotti definibili ad “ampio spettro di azione”, in quanto contenenti sistemi di sostanze, in grado di ridurre la quantita' di radiazioni sia UVA che UVB che raggiungono la cute. Il moderno fotoprotettivo solare topico deve, pero', essere in grado di attenuare in maniera equilibrata tutte le componenti della radiazione UV in modo da modificare la quantita' di radiazione che colpisce la superficie cutanea senza tuttavia modificarne la qualita' (attenuazione equilibrata di tutte le componenti dello spettro UV). Nel convegno si e' ricordato che le radiazioni UV penetrano con facilita' la cute: l’UVB si esaurisce nell’epidermide, l’UVA penetra fino al derma, entrambi sono molto efficaci nel determinare effetti a carico della cellule cutanee. Studi recenti hanno rilevato come le radiazioni UV siano un potente stimolatore di stress ossidativo cutaneo e possano avere una profonda influenza sul sistema immunitario della cute. La cute, infatti, e' esposta ad uno stress ossidativo provocato da un’enorme varieta' di stimoli ambientali: radiazioni UV, ozono, radiazioni ionizzanti, che attraverso diversi meccanismi, aumentano la produzione di ROS. L’immunosoppressione si evidenzierebbe anche per basse dosi d’irradiazione UV. Infatti, anche piccole dosi cumulative, inferiori alla MED, possono indurre immunosoppressione. E’ noto come i filtri solari siano in grado di offrire una adeguata protezione nei confronti dei danni acuti ma non siano sempre, con altrettanta certezza, in grado di offrire una protezione completa nei confronti del danno biologico causato dalle radiazioni solari. Da tali evidenze si evince come la fotoprotezione topica cutanea debba porsi come obiettivo la protezione globale della cute dagli effetti biologici piu' conosciuti e studiati della luce solare sia di tipo acuto ch)e di tipo cronico. Il moderno fotoprotettivo solare topico deve essere sviluppato attraverso una strategia formulativa che garantisca una globalita' di azioni necessarie, associando sistemi in grado di filtrare in modo adeguato, equilibrato e ad ampio spettro tutte le radiazioni UV, a sistemi in grado di garantire un’adeguata protezione delle cellule cutanee dallo stress ossidativo e dall’immunosoppressione UV indotta. Ulteriori caratteristiche sono la fotostabilita', atossicita', ridotta o nulla capacita' allergizzante. 
Uno studio pilota Unipro e ISS valutera' la compliance, attribuibile in massima parte alla gradevolezza cosmetica del prodotto, che deve essere facilmente spalmabile per garantirne l’uniforme distribuzione senza che cio' vada a discapito della sua sostantivita' (persistenza nel tempo e resistenza al dilavamento). In relazione alle aree corporee e per tipologia di individuo per meglio rispondere alle differenti esigenze applicative. 
Da registrare che proprio in concomitanza del Workshop dell’ISS, e' rimbalzata in Italia la notizia della pubblicazione sull’American Academy of Dermatology di una ricerca realizzata da Antony Liguori della Wake Forest University, secondo cui i maniaci dell’abbronzatura sarebbero come dei drogati che non possono fare a meno della loro dose di raggi UV nonostante siano a conoscenza dei rischi cui vanno incontro. I raggi solari stimolerebbero endorfine capaci di provocare e di spiegare il miglioramento dell’umore. Oltre che di protezione dovremo presto parlare di disintossicazione dal sole?


 

 

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