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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Come preparare la cute per l'intervento

Ecco il protocollo e la metodica che consiglio ai colleghi prima di procedere a trattamenti dermatologici, chirurgici o di medicina estetica

del Prof. Maurizio Cavallini, Specialista in Chirurgia Plastica, Microchirurgia e Chirurgia e Sperimentale - Milano

Nel considerare la correzione chirurgica dei segni dell'invecchiamento e per prevenire la loro evoluzione e' opportuno, e certamente non superfluo, partire dalla individuazione di quali dovrebbero essere le condizioni ideali cutanee. A questo riguardo in una ipotetica lista delle priorita' possiamo elencare: una buona idratazione (dovuta a una maggiore presenza di acqua), elasticita' (per presenza di elastina), resistenza a stress meccanici (acido jaluronico) e alla trazione (collagene e fibronectina) e una buona ossigenazione tessutale (aumento del flusso ematico). Come conseguenza, ne deriva il quesito: esiste una possibilita' sicura, efficace e dimostrata scientificamente a livello biochimico, farmacologico e clinico per portare il tessuto che dovremo trattare il piu' vicino possibile alle condizioni ideali cutanee sopra descritte? Nella mia personale esperienza clinica, da molti anni utilizzo un prodotto che risponde positivamente a tale obiettivo e' il PoliDesissi- RiboNucleotide, conosciuto con l'acronimo PDRN, (Placentex Integro - Mastelli) costituito da frazioni di DNA di peso molecolare inferiori a 2000 pb. Il PDRN e' di origine naturale ottenuto da pesci a uso alimentare e non essendo di natura proteica non necessita di test allergici. In pratica esso esplica tre azioni fondamentali:
a) Innesca una stimolazione metabolica dei fibroblasti che si traduce sia in un incremento del numero di fibroblasti stessi (35%) che della produzione di tutte le componenti della matrice dermica (30%): proteine collageniche e non, acido jaluronico, elastina, fibronectina, ecc. (1). Tale secrezione e' mediata dalla stimolazione da parte del PDRN di quelli che sono considerati gli interruttori di attivazione metabolica cellulare cioe' i ricettori purinergici (2). In tal modo il tessuto trattato con PDRN viene a disporre di sostanze autologhe, fisiologicamente bilanciate sotto ogni punto di vista: qualitativo, quantitativo e osmolare. Al riguardo esistono piu' di 50 pubblicazioni internazionali su riviste specialistiche. 
b) Attiva le vie di salvataggio degli acidi nucleici, o di ''Salvage''. Questa via metabolica consiste nel riutilizzo di nucleotidi preformati, che sono fondamentali per la sintesi di nuovo DNA tappa fondamentale per il raddoppio del corredo cromosomico necessario alla duplicazione cellulare (3-4). e' una via metabolica che consente un notevole risparmio energetico rispetto alla via alternativa: la via ''ex novo'' che arriva a sintetizzare i nuovi nucleotidi partendo da aminoacidi e utilizzando una quantita' di energia molto maggiore. 
c) Aumenta la produzione e la presenza nella cute del VEGF (fattore di crescita endoteliale) (5). Questo si riflette in un aumento della vascolarizzazione locale, con conseguente incremento del flusso circolatorio e dell'ossigenazione distrettuale. Tale effetto riveste particolare importanza in tutti gli stati di stress tessutale, come, per esempio, nel trattamento delle alopecie reattive. 
L'insieme delle citate azioni risulta funzionale al recupero della ortodermia fattore molto utile nel campo applicativo dopo interventi chirurgici estetici facciali (minilifting, lifting, blefaroplastiche (6) laser resurfacing, peeling profondi) ma anche in riparazione di ferite, decubiti, ulcere, ragadi, espianti cutanei, ecc. (7-12). 
La tecnica di infiltrazione puo' essere lineare o a microponfi con inserimento di una quantita' di Placentex Integro che differisce dai casi specifici ma che puo' variare da 3 a 15 mg (da 1 a 5 fiale) per seduta. Il livello d'infiltrazione deve essere intradermico e il ciclo di sedute prevede trattamenti settimanali per 6- 10 sedute seguite poi da mantenimenti mensili. 
Le sedi trattabili sono ubiquitarie potendosi intervenire sul viso (per rivitalizzazione del collo, sottomento, decollete', 3° medio e inferiore del viso, contorno orbitario e palpebrale, area perilabiale), cuoio capelluto (alopecie), zone di cedimento tissutale (interno braccia, interno cosce, sottoglutei) anche in associazione nei cocktail mesoterapici per aumentare l'effetto di rassodamento e tonificazione, corpo (rivitalizzazione del dorso delle mani, pieghe a cedimento addominale). Recentemente, nella mia pratica clinica, applico in particolare una preparazione con Placentex a 2 procedure (6): Minilifting facciale: in questo caso un mese prima dell'intervento eseguo 4 sedute a distanza di una settimana una dall'altra per preparare i tessuti all'intervento, in maniera che siano ben ossigenati (scarsa o nulla sofferenza cutanea postoperatoria, suture e lembi affidabili), piu' elastici (maggiore trazione), piu' idratati (minor possibilita' di secchezza postoperatoria). Nell'intervento con radiofrequenze si agisce sulle molecole di collagene la cui contrazione porta a uno stiramento del tessuto. Una maggiore presenza di collagene (+30-35%) indotta delle infiltrazioni locali con PDNR (4 sedute, una alla settimana nel mese prima) aumenta i risultati ottenibili: tanto piu' e' elevato il collagene, tanto piu' intensa sara' la loro contrazione e quindi lo stiramento tessutale. 
Per i motivi sopra esposti: 1) la facilita' e la sicurezza d'uso, 2) i bassi costi di gestione, 3) l'assenza di complicanze e di necessita' di test allergici 4) la certezza scientifica dimostrata di attivita' rivitalizzante dovuta a un maggior lavoro dei fibroblasti, considero tale prodotto di grande ausilio nella pratica clinica in medicina estetica, dermatologia e di chirurgia plastica.

BIBLIOGRAFIA  
1) Sini P., Denti A., Cattarini G., Daglio M., Tira M.E., Balduini C. Effect of Polydeoxyribonucleotides on Human Fibroblasts in Primary Culture Cell Biochem.Funct. 17, 107-114, 1999  
2) Thellung S., Florio T., Maragliano A., Cattarini G., Schettini G. Polydeoxyribonucleotides Enhance the Proliferation of Human Skin Fibroblasts: Involvement of A2 Purinergic Receptor Subtypes. Life Sciences, Vol.64, 18, 1661-1674, 1999  
3) Adams R.L.P., Knowler J.T., Leader D.P. The biochemistry of the nucleic acids Chapman and Hall Ed., 10° Ed., 1986; 120-135  
4) Rawn J.D. Biochimica Mc Graw-Hill Libri Italia srl Ed., 1989, 639, 644, 655  
5) Bitto A., Minutoli L., Altavilla D., Cattarini O., Squadrito F. Polideoxyribonucleotide (PDRN) stimulates angiogenesis and wound healing in the genetically diabetic mouse. Progress in Purinergic Receptor Pharmacology and Function, Chieti September 18-20 2005, Abstract Book 40  6) Cavallini M. Biorevitalization and Cosmetic Surgery of the Face: Synergies of Action. J Appl Cosmetol 22, July/September 2004, 125-132  
7) Vigano' M. et al. Utilizzo di un polidesossiribonucleotide (PDRN) nelle ustioni di grado intermedio. Giorn Ital Ric Clin Terap 1990; 11: 158  
8) Magi G. et al. Valutazione clinica dell'effetto del polidesossiribonucleotide nelle lesioni trofiche degli arti inferiori di soggetti vasculopatici cronici. Min Angiol 1991; 16: 32  
9) Giordano M., Rebesco B., Blanco G., Torelli I. Le lesioni anali e perianali nel morbo di Crohn Minerva Chir 2001; 56 (6): 599  
10) Valdatta L., Thione A., Mortarino C., Buoro M., Tuinder S. Evaluation of the efficacy of polydeoxyribonucleotide (PDRN) in the healing process of autologus skin grafts donor sites Curr Med Res Opin. 2004 Mar;20(3):403-8  
11) Rubegni P. et al. Clinical evaluation of the trophic effect of polydeoxyribonucleotide (PDRN) in patients undergoing skin explants. Apilot study. Curr Med Res Op 2001; 17 (2): 128  
12) De Aloe G., Rubegni P., Biagioli M., Taddeucci P., Fimiani M. Skin Graft Donor Site and Use of Polydeoxyribonucleotide as a Treatment for Skin Regeneration: A Randomized, Controlled, Double-Blind, Clinical Trial. Wounds 16(8):258- 263, 2004



 

 

 


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