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Come preparare la cute per l'intervento
Ecco il protocollo e la metodica che consiglio ai colleghi prima di
procedere a trattamenti dermatologici, chirurgici o di medicina estetica
del Prof. Maurizio Cavallini, Specialista in Chirurgia Plastica,
Microchirurgia e Chirurgia e Sperimentale - Milano
Nel considerare la correzione chirurgica dei segni dell'invecchiamento e
per prevenire la loro evoluzione e' opportuno, e certamente non superfluo,
partire dalla individuazione di quali dovrebbero essere le condizioni ideali
cutanee. A questo riguardo in una ipotetica lista delle priorita' possiamo
elencare: una buona idratazione (dovuta a una maggiore presenza di acqua),
elasticita' (per presenza di elastina), resistenza a stress meccanici (acido
jaluronico) e alla trazione (collagene e fibronectina) e una buona ossigenazione
tessutale (aumento del flusso ematico). Come conseguenza, ne deriva il quesito:
esiste una possibilita' sicura, efficace e dimostrata scientificamente a livello
biochimico, farmacologico e clinico per portare il tessuto che dovremo trattare
il piu' vicino possibile alle condizioni ideali cutanee sopra descritte? Nella
mia personale esperienza clinica, da molti anni utilizzo un prodotto che
risponde positivamente a tale obiettivo e' il PoliDesissi- RiboNucleotide,
conosciuto con l'acronimo PDRN, (Placentex Integro - Mastelli) costituito da
frazioni di DNA di peso molecolare inferiori a 2000 pb. Il PDRN e' di origine
naturale ottenuto da pesci a uso alimentare e non essendo di natura proteica non
necessita di test allergici. In pratica esso esplica tre azioni fondamentali:
a) Innesca una stimolazione metabolica dei fibroblasti che si traduce sia in un
incremento del numero di fibroblasti stessi (35%) che della produzione di tutte
le componenti della matrice dermica (30%): proteine collageniche e non, acido
jaluronico, elastina, fibronectina, ecc. (1). Tale secrezione e' mediata dalla
stimolazione da parte del PDRN di quelli che sono considerati gli interruttori
di attivazione metabolica cellulare cioe' i ricettori purinergici (2). In tal
modo il tessuto trattato con PDRN viene a disporre di sostanze autologhe,
fisiologicamente bilanciate sotto ogni punto di vista: qualitativo, quantitativo
e osmolare. Al riguardo esistono piu' di 50 pubblicazioni internazionali su
riviste specialistiche.
b) Attiva le vie di salvataggio degli acidi nucleici, o di ''Salvage''. Questa
via metabolica consiste nel riutilizzo di nucleotidi preformati, che sono
fondamentali per la sintesi di nuovo DNA tappa fondamentale per il raddoppio del
corredo cromosomico necessario alla duplicazione cellulare (3-4). e' una via
metabolica che consente un notevole risparmio energetico rispetto alla via
alternativa: la via ''ex novo'' che arriva a sintetizzare i nuovi nucleotidi
partendo da aminoacidi e utilizzando una quantita' di energia molto
maggiore.
c) Aumenta la produzione e la presenza nella cute del VEGF (fattore di crescita
endoteliale) (5). Questo si riflette in un aumento della vascolarizzazione
locale, con conseguente incremento del flusso circolatorio e dell'ossigenazione
distrettuale. Tale effetto riveste particolare importanza in tutti gli stati di
stress tessutale, come, per esempio, nel trattamento delle alopecie
reattive.
L'insieme delle citate azioni risulta funzionale al recupero della ortodermia
fattore molto utile nel campo applicativo dopo interventi chirurgici estetici
facciali (minilifting, lifting, blefaroplastiche (6) laser resurfacing, peeling
profondi) ma anche in riparazione di ferite, decubiti, ulcere, ragadi, espianti
cutanei, ecc. (7-12).
La tecnica di infiltrazione puo' essere lineare o a microponfi con inserimento
di una quantita' di Placentex Integro che differisce dai casi specifici ma che
puo' variare da 3 a 15 mg (da 1 a 5 fiale) per seduta. Il livello d'infiltrazione
deve essere intradermico e il ciclo di sedute prevede trattamenti settimanali
per 6- 10 sedute seguite poi da mantenimenti mensili.
Le sedi trattabili sono ubiquitarie potendosi intervenire sul viso (per
rivitalizzazione del collo, sottomento, decollete', 3° medio e inferiore del
viso, contorno orbitario e palpebrale, area perilabiale), cuoio capelluto (alopecie),
zone di cedimento tissutale (interno braccia, interno cosce, sottoglutei) anche
in associazione nei cocktail mesoterapici per aumentare l'effetto di
rassodamento e tonificazione, corpo (rivitalizzazione del dorso delle mani,
pieghe a cedimento addominale). Recentemente, nella mia pratica clinica, applico
in particolare una preparazione con Placentex a 2 procedure (6): Minilifting
facciale: in questo caso un mese prima dell'intervento eseguo 4 sedute a
distanza di una settimana una dall'altra per preparare i tessuti all'intervento,
in maniera che siano ben ossigenati (scarsa o nulla sofferenza cutanea
postoperatoria, suture e lembi affidabili), piu' elastici (maggiore trazione),
piu' idratati (minor possibilita' di secchezza postoperatoria). Nell'intervento
con radiofrequenze si agisce sulle molecole di collagene la cui contrazione
porta a uno stiramento del tessuto. Una maggiore presenza di collagene (+30-35%)
indotta delle infiltrazioni locali con PDNR (4 sedute, una alla settimana nel
mese prima) aumenta i risultati ottenibili: tanto piu' e' elevato il collagene,
tanto piu' intensa sara' la loro contrazione e quindi lo stiramento
tessutale.
Per i motivi sopra esposti: 1) la facilita' e la sicurezza d'uso, 2) i bassi
costi di gestione, 3) l'assenza di complicanze e di necessita' di test
allergici 4) la certezza scientifica dimostrata di attivita' rivitalizzante
dovuta a un maggior lavoro dei fibroblasti, considero tale prodotto di grande
ausilio nella pratica clinica in medicina estetica, dermatologia e di chirurgia
plastica.
BIBLIOGRAFIA
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