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Una mostra sulla vita e la morte
Una straordinaria esposizione anatomica di oltre 200 veri corpi umani plastinati
che offre ai visitatori spunti di riflessione sulla salute e sulla malattia
di Danilo Panicali
Il dualismo fra la vita e la morte da sempre esercita un grande fascino sugli esseri umani. E' questo, certamente, uno dei motivi che ha spinto oltre 30 milioni di persone in 15 diversi Paesi a visitare una delle piu' ingredibili esibizioni che si potessero immaginare. Body Worlds, infatti, e' un viaggio all'interno dell'anatomia umana, fra organi singoli e corpi interi in pose estremamente realistiche
(A Roma, Officine Farneto, dal 14 settembre fino al febbraio 2012). Non semplici riproduzioni ma corpi umani veri, da esplorare al loro interno, per ottenerne informazioni anatomiche, per conoscerne la struttura e la forma. L'esposizione mette i visitatori di fronte a salute e malattia, vita e morte, forza e debolezza, peculiarita' e vulnerabilita', poverta' e grandezza dell'esistenza umana. Ideata da un medico tedesco, Gunther von Hagens, inventore della plastinazione, una forma d'imbalsamazione la cui tecnica prevede l'impregnazione forzata dei preparati anatomici con materie plastiche poi polimerizzate, che ha reso possibile la trasformazione di cadaveri di donatori in ''rappresentazioni simboliche in pose realistiche a scopo estetico didattico''. Un omaggio, quindi, all'arte anatomica che ha origini antichissime. Anatomia, dal greco anatome, e' una voce dotta del latino tardo, il cui significato e' ''dissezione''. Le prime tracce sicure delle sue basi empiriche risalgono al 3600 aC e ci conducono in Cina dove gia' in quei tempi si era sviluppata una medicina affrancata da una visione magico-religiosa della realta' e basata al contrario su una conoscenza oggettiva e sperimentale. Anche il primo testo in cui sono contenute nozioni sull'anatomia e fisiologia umana e' cinese, il Nei Ching, risalente al 2800 a C. Furono gli Egizi i primi a sviluppare le tecniche di
imbalsamazione e di mummificazione, la cui arte raggiunse il culmine fra il 1700 e il 1100 a.C, ma la loro opera si limitava all'involucro mortale delle salme perche' gli organi, estratti dal corpo, erano soggetti a deterioramento e a una conservazione limitata. I primi passi dello studio dell'anatomia in Grecia e in Egitto sono attorno al 500 a.C, a Crotone e a Cirene, ma erano ancora solo gli animali a essere sezionati. Il primo anatomista di fama fu il filosofo Aristotele (384-322 a.C.) discepolo di Platone e precettore di Alessandro il Grande. Egli era gia' in grado di distinguere i nervi dai tendini e di descrivere le ramificazioni dell'aorta nei vasi minori. Piu' nota l'attivita' di anatomista di Galeno di Pergamo (131-201 d.C.) le cui scoperte inflenzarono il pensiero anatomico e la medicina fino a oltre il XIV secolo. La storia dell'anatomia, infatti, e' parte integrante della storia della medicina: la lotta dell'uomo contro la sofferenza, la menomazione e la morte. E la sfida che l'uomo lancia a questa dura realta' muove la sua mossa vincente proprio a partire dalla morte: saranno infatti gli studi compiuti su migliaia e migliaia di di anonimi cadaveri a consentire gli attuali traguardi raggiunti dalla medicina e andrebbe aggiunto, dell'arte. Leonardo da Vinci (1452-1519) esegui' privatamente numerosi sezionamenti di cadaveri umani che furono alla base dei suoi notissimi e dettagliati disegni anatomici che rappresentarono una fra le prime rappresentazioni del corpo umano in forma realistica. Il suo lavoro fu idealmente continuato da Andrea Vesalio (1514-1564), il vero fondatore della scienza dell'anatomia, che nel suo manuale ''De humani corporis fabrica'' riporta le osservazioni fatte durante i sezionamenti pubblici condotti all'inerto di un Teatro anatomico. E' nel XVI secolo che l'uomo diventa il centro d'attenzione per gli artisti del Rinascimento che elevano la bellezza del corpo umano a ideale estetico. Le statue di questo periodo nascono dallo studio anatomico della muscolatura e dell'ossatura di modelli preparati sistemati in pose realistiche che ne accentuavano l'armonia e le proporzioni. Nell'ulteriore sviluppo della scienza dell'anatomia, l'importanza dell'artista ando' lentamente scemando lasciando il campo alla funzione formativa medica all'interno delle Universita' dove rapidamente si diffusero i corsi e la pratica delle dissezioni didattiche. Ma torniamo a Body Worlds e all'opera di quello che in molti oggi definiscono un genio dell'arte, e tanti altri denigrano alla stregua di una Iena: Gunther von Hagens. Per lui, ''sia la dissezione che la plastinazione sono espressioni artistico-artigianali. La plastinazione di un corpo intero e' una performance intellettuale e la modellazione e' un processo estetico simile a quello che compie uno scultore creando una statua. La donna in stato interessante plastinata protegge con il braccio il pubee l'utero contenente il feto, mentre se fosse priva di questa gestualita' sarebbe percepita come una specie di bambola. L'impressione estetica trasmessa dai corpi in posa plastica e' talmente dominante per il visitatore da fargli considerare i plastinati come opere d'arte. Un giudizio che io non condivido perche' mentre l'arte e' priva di scopi, il mio obiettivo invece e' fornire approfondimenti di anatomia rendendoci consapevoli della nostra fisicita''' . Per comprendere se i visitatori fossero piu' colpiti dai dettagli anatomici o o dall'impatto estetico e dal peso emotivo propri dei plastinati in posa plastica, uno studio condotto dall'Istituto di Psicologia dell'universita' di Kassel, ha dimostrato che il pubblico si divide in due gruppi in cui prevale da un canto la percezione sensoriale e nell'altro quella razionale. La prima e' mediata dal senso estetico e dall'emozione, la seconda dall'intelletto e dall'istruzione. In entrambe le situazioni pero', all'entrata della mostra i visitatori sembrano quasi temere cio' che li aspettera' all'interno. Una paura e un disagio che portano a un atteggiamento calmo, serio e disciplinato. Le persone guardano all'interno di un corpo estraneo, riscoprendo il loro stesso corpo in un modo del tutto nuovo. Il silenzio e la serieta' che aleggiano all'interno della mostra sono risultati di rifessioni profonde e dell'autoconsapevolezza che porta le persone a pensare inevitabilmente anche alla propria mortalita'. In molti, l'interesse verso il corpo umano va ben oltre l'anatomia e il funzionamento degli organi. L'autenticita' dei preparati e il ricorso ai cadaverinon rafforza solo il senso di fugacita' della vita ma piuttosto spinge a dedicarsi a essa in modo piu' consapevole per cio' che riguarda la salute e uno stile di vita piu' consapevole. Non si puo' infatti non vivere una profonda ammirazione quando si ha davanti ai propri occhi la raffinata organizzazione e complessita', i confini e le possibilita' del proprio corpo. Ma da dove arrivano i defunti che oggi fanno parte dell'esposizione? Gli anatomisti del Rinascimento dissezionavano i corpi dei condannati a morte ma ben presto l'offerta di cadaveri per le universita' e i Teatri anatomici non fu piu' sufficiente al punto che essi venivano sottratti dai cosiddetti ''resurrezionisti'' ai cimiteri e rivenduti agli anatomisti. Diversi scandali e processi famosi, soprattutto in Inghilterra, portarono alla emanazione di leggi e decreti che assegnavano i cadaveri di persone non identificate o senza parenti agli Istituti di Anatomia delle Universita'. Oggi l'approviggionamento dei cadaveri a fini anatomici e' affrontato con approcci molto diversi da paese a paes, ma si sta affermando la cultura della donazione del proprio corpo. Questo e' quello che succede per la plastinazionne e che ha dato origine alla mostra Body Worlds.Ci sono persone che rinunciano espressamente alla sepolturae si mettono a disposizionne, da defunti, per la formazione dei medici e della divulgazione scientifica. Fra tutte le motivazioni valga la seguente: ''preferisco pensarmi cosi' dopo la morte , piuttosto che divorato e metabolizzato da vermi e microrganismi''.
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