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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Gabriella Larovere Credere allo Yoga? Questione di fede

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo si avverte prepotente il bisogno di credere ma le ideologie di un tempo cedono il passo a vecchi e nuovi miti 

Dott.ssa Gabriella Larovere

Per chi ha il privilegio di credere, rivolgersi a Dio può essere d'aiuto per superare momenti particolarmente duri della propria vita. E' quanto traspare dai racconti delle nostre mamme che nella propria fede riponevano la speranza per superare gli orrori dell'ultima guerra e le terribili incertezze della ricostruzione. Ma credere in una entità superiore, può veramente portare la serenità o la guarigione cercate? è quello che si è chiesto un gruppo di ricercatori dell'Università di Toronto che in un periodo di crisi globale, non solo economica ma anche di valori e identità, hanno pensato bene di impiegare le loro risorse mentali alla risoluzione del millenario problema. La risposta è stata quanto meno scioccante per i sostenitori del duro materialismo, visto che dai test e dalle analisi eseguiti è uscito fuori che chi crede ha effettivamente una diversa attività corticale rispetto ai non credenti. Insomma la fede avrebbe un effetto positivo reale sulla nostra percezione della realtà e sui nostri stati d'animo, agendo in modo più profondo di qualsiasi pasticca di antidepressivo. Certo avere fede oggi è forse più difficile di ieri. Questo perchè nel mondo attuale le religioni subiscono continui attacchi non solo come 80 anni fa da un certo tipo di ideologia politico economica, ma soprattutto da una sorta di terrorismo mediatico che nel tentativo di offrire una visione della realtà quanto più generale possibile, non fa che aggiungere incertezze nella valutazione etica delle circostanze di vita che affrontiamo quotidianamente. Questa forse la motivazione che sta alla base del grande successo che negli ultimi anni sembrano riscuotere le pratiche orientali che si propongono come discipline fisico sensoriali atte a ripristinare il benessere dell'uomo. Dalla meditazione allo yoga passando per una miriade di rituali definiti olistici, sembra che ogni SPA, centro estetico e palestra non possa fare a meno per essere ritenuta competitiva di dotarsi di corsi e trattamenti a tema. Solo per lo yoga esistono miriadi di varianti: dalle versioni classiche al boga, in cui si mescola lo yoga con la boxe, fino al famigerato laugher-yoga o yoga della risata. Tutto ciò perchè il mercato è ampio, interessando circa 1,2 milioni di persone, e in continua crescita. Una nuova spiritualità, insomma, che porta con sè una quantità indefinita di libri e testi sacri da consultare per essere informati sugli ultimi e più misteriosi dettami, tutti di origine antichissima, di questa o quella disciplina; e un mare di audiovisivi da guardare per eseguire bene esercizi che ci permettano finalmente di mangiare, dormire e persino pensare nel mo­do più corretto. Il praticante tipo, quello che insomma ci crede e prova a diffondere il verbo nel mondo è di solito una donna, intorno ai 40 anni, che due volte alla settimana frequenta lezioni impartite da un maestro dalla preparazione quasi mai verificabile, che è definita spirituale ma non religiosa, attenta all'alimentazione se non snobbisticamente vegetariana. La nostra praticante tipo predica la pace e la tolleranza ma è capace di sbraitare per delle ore per un pezzo di carne inavvertitamente finito nel suo piatto o per una lumachina schiacciata dal piede di un maldestro passante. Ritenete quella che avete appena letto sia solo la descrizione comica di uno stereotipo occidentale da commediola americana di serie b? In parte è così ma non del tutto. Qualcuna di voi si riconoscerà nell'abominevole personaggio dipinto con note tanto demenziali, altri magari gli staranno dando il volto di una amica o di una moglie. Ciò che importa è chiedersi perchè si arrivi ad assomigliare a questo stereotipo. Quali sono cioè le cause e i disagi alla base di simili scelte di vita. Il motivo principale è purtroppo spesso la depressione, sia essa causata da un amore finito, dalla mancanza o perdita di lavoro o dalla malattia. Di ben altra portata l'interrogativo se questo stile di comportamento danneggi in qualche modo chi lo pratica. Ancora una volta è la scienza a fornirci una risposta. Un recente studio pubblicato su Psycho Oncology afferma che lo yoga può aiutare le donne ad affrontare meglio il tumore al seno, riducendo lo stress e favorendo la ripresa dell'organismo. Alcune sue posizioni sembrano infatti apportare gli stessi benefici che si riscontrerebbero effettuando un massaggio direttamente sugli organi interni, aumentando o riducendo il flusso ematico in modo da provvedere all'ossigenazione e all'eliminazione delle tossine. Lo stesso movimento è in grado di stimolare il rilascio di alcuni ormoni e neurotrasmettitori, tra cui il GABA. Questo spiegherebbe il senso di grande serenità che pervade ogni praticante e che si mantiene per un tempo sempre maggiore, man mano che ci si impadronisce di ciò che è più una tecnica che altro. In fondo una sana alimentazione e un pò di attività motoria non possono che fare bene al fisico, mentre qualche lettura non può che arricchire la mente e ampliare i nostri orizzonti spalancandoci le porte di un nuovo universo. Magari non sensoriale, come ci si vorrebbe far credere, ma di sicuro salutare e che abbraccia tutti gli aspetti della vita quotidiana, dal respirare, al mangiare, al fare l'amore


 

 


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