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Alopecia femminile
Ormoni, puberta', diete dimagranti, gravidanza, stress, allattamento carenza
di ferro possono essere causa di una caduta di capelli
della prof.ssa Antonella Tosti e della dott.ssa Michela Storace Clinica
Dermatologica, Univ. di Bologna
L'alopecia androgenetica non colpisce solo il maschio ma affligge circa il
50% delle donne. Nella donna, nel corso della vita, la malattia puo' avere tre
modalita' principali di esordio: piu' spesso compare dopo la menopausa quando
gli ormoni estrogeni si riducono e proporzionatamente quindi aumentano gli
ormoni maschili; talvolta insorge precocemente, alla puberta', spesso
precipitata da una dieta dimagrante; infine, in alcune donne compare subito dopo
una gravidanza, precipitata dallo stress e dalla carenza di ferro che spesso
insorgono durante l'allattamento Nella donna la calvizie si manifesta con un
progressivo diradamento dei capelli nella regione centrale della testa: i
capelli appaiono diradati, soprattutto in corrispondenza della scriminatura
centrale, per cui il cuoio capelluto diviene visibile. Soprattutto nelle donne
giovani il diradamento e' spesso piu' evidente in corrispondenza della fronte.
Un sintomo iniziale di questa malattia nella donna e' il cosidetto ''segno dell'albero
di natale'': effettuando la discriminatura centrale si osserva un'area di
diradamento a base anteriore che ha appunto la forma di un albero di natale.
Nella donna in menopausa e' invece fraquente notare anche una stempiatura,
simile a quella che si osserva nel maschio Anche nei casi piu' gravi pero' non
si osserva mai una calvizie completa ma solo un grave diradamento.
Osservando ad
alto ingrandimento il cuoio capelluto di una donna affetta da calvizie e' frequente evidenziare piccole zone completamente prive di capelli che
corrispondono ai follicoli temporaneamente vuoti. Normalmente il follicolo non e'
mai del tutto vuoto, in quanto produce un nuovo capello prima che il capello
vecchio sia caduto. Nella calvizie la produzione del nuovo capello e' solo
ritardata, per cui il follicolo puo' rimanere vuoto per settimane o talvolta
mesi. Stimolando con lozioni o massaggi il cuoio capelluto e' possibile attivare
i follicoli temporaneamente vuoti a produrre un nuovo pelo. e' noto che anche la
donna produce ormoni maschili, ma l'alopecia androgenetica femminile non e' sempre segno di un eccesso di ormoni. Nella donna la calvizie
puo' essere,
infatti, conseguenza di un eccesso di ormoni maschili ma anche di una eccessiva
sensibilita' del capello a livelli di androgeni assolutamente normali. Per
questo l'alopecia androgenetica non e' esclusiva del sesso maschile ma si
osserva anche nelle donne. La normalita' degli esami ormonali non esclude la
diagnosi di alopecia androgenetica; il 50% delle donne affette da calvizie hanno
infatti esami ormonali assolutamente normali. Da diverso tempo, nella donna la
gravita' della malattia viene comunemente valutata utilizzando la scala di
Ludwig che divide la calvizie femminile in 3 gradi: lieve, moderato e grave. Il
trattamento medico della calvizie deve impedire agli ormoni androgeni di
esercitare i loro effetti sul follicolo e nel contempo stimolare il follicolo a
produrre capelli piu' grossi e piu' lunghi. Ridurre o bloccare l'azione degli
ormoni androgeni sul follicolo e' un obiettivo che puo' essere raggiunto
utilizzando farmaci antiandrogeni I piu' noti sono il ciproterone acetato (
contenuto a esempio nella pillola anticoncezionale Diane) la flutamide, lo
spironolattone. Studi recenti indicano che la finasteride, in commercio al
dosaggio di 1 mg per il trattamento della calvizie maschile, e', a un dosaggio
piu' alto di 2,5 mg, efficace per trattare la malattia nella donna. e' comunque
sempre indispensabile che il trattamento con finasteride nella donna sia
associato a terapia anticoncezionale.
La pillola anticoncezionale puo' essere
utile in quanto riduce la produzione di androgeni da parte dell'ovaio, e' importante
pero' scegliere una pillola adatta al problema in quanto alcuni
anticoncezionali contengono invece progestinici che possono aggravare l'alopecia
androgenetica.
Indurre i follicoli in riposo a produrre un nuovo pelo e
prolungare la fase di crescita dei follicoli gia' in attivita' sono invece
obiettivi che possono essere raggiunti utilizzando farmaci che inducono l'anagen,
in particolare Minoxid in lozione. Il farmaco e' in commercio da molti anni ma
non per questo e' un trattamento sorpassato o poco efficace. Il farmaco stimola
la crescita dei follicoli con un meccanismo d'azione ancora sconosciuto ma
comunque non legato alle sue proprieta' vasodilatatorie. Il minoxidil nella
donna e' utilizzato alla concentrazione del 2%, va applicato regolarmente tutti
i giorni, 2 volte al giorno. e' assolutamente sbagliato effettuare delle
sospensioni anche brevi in quanto, non appena si interrompe il trattamento, gli
effetti del farmaco svaniscono ed i capelli riprendono a cadere. Va sottolineato
che il minoxidil e' un principio attivo delicato, che si inattiva facilmente se
introdotto in lozioni artigianali che contengono altri principi attivi. Non si
dovrebbe mai quindi associare il minoxidil ad altri preparati anticaduta nella
stessa lozione; si rischia in questo modo di non avere alcun effetto benefico.
Spesso ci viene chiesto se e' possibile ricorrere nelle donne a un trapianto di
capelli? La risposta e' positiva. L'autotrapianto di capelli e' molto efficace
anche nella donna; e' importante rivolgersi a mani esperte perche' si tratta
comunque di un intervento non semplice e non indicato in tutti i casi. Le
tecniche di autotrapianto si sono perfezionate nel corso degli anni e oggi e' possibile ottenere risultati estetici eccellenti utilizzando le tecniche dei
mini e dei microinnesti. Alcuni chirurghi trapiantano i capelli lunghi, senza
tagliarli; questo fa si' che i segni chirurgici dell'intervento siano
scarsamente visibile anche nella donna. Viene oggi spesso pubblicizzato l'uso
del laser nell'effettuazione dei trapianti: non e' affatto dimostrato che
questa tecnica offra dei reali vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale. I
follicoli trapiantati mantengono la loro attivita' ciclica e quindi alternano
periodi di attivita' in cui producono il capello a periodi di riposo. Subito
dopo il trapianto i follicoli trapiantati vanno in riposo a causa dello
"stress" dovuto all'intervento chirurgico. I capelli trapiantati
cadono quindi circa 2-3 mesi dopo il trapianto quando i follicoli riprendono l'attivita' e producono capelli nuovi. I risultati del trapianto sono ottimali
circa 6 mesi - 1 anno dopo l'intervento.
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