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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 


Gli esami del tricologo

del Dott. Daniele Campo, medico tricologo

Dal libro Calvizie comune: istruzioni per l’uso del dottor Daniele Campo pubblichiamo un interessante capitolo 

 

Gli esami di laboratorio sono spesso utili per chiarire le cause di una alopecia di non chiara patogenesi. Ad esempio, di fronte a una alopecia cicatriziale il laboratorio potra' orientare il medico verso una collagenopatia; in presenza di un telogen effluvium verso una malattia infettiva; il rilievo di una alopecia femminile in telogen, accompagnata da segni di virilizzazione, verso la diagnosi di una patologia endocrina, etc.
Screening non ormonali
Si utilizzano per valutare genericamente lo stato di benessere del paziente, nonche' a verificare la corretta funzionalita' epatica e renale per un giusto 
dott. Daniele campo medico tricologo
  Valori normali in Medicina Valori normali in Tricologia
albumina  
calcemia  
ferritina  
sideremia  
folati  
magnesio  
proteine totali  
rame  
vitamina B12  
zinco 
3,5-5 gr/dl 
8,5-10 mg
12-200 ng/ml
40-160 mcg/dl
1,8-12 ng/ml
1,3-2,1 mEq/l
6-8 g/dl o 60-80 g/L
70-160 µg/dl
220-940 pg/ml
70-150 µg/dl 
>4,5 gr/dl o 45 gr/L
9-10 mg/dl o 2,2-2,5 mmol/L
>30 ng/ml o 30 mcg/L
>60 mcg/dl o 10 µmol/L
>3 ng/ml o 6 nmol/L
>1,8 mEq/l o 0,8 mmol/L
>6,5 g/dl o 65 g/L
80-120 µg/dl 12,5-20 µmol/L
>300 pg /ml o 300 pmol/L 
>80 µg/dl o 13 µmol/L


catabolismo di eventuali farmaci da usare in terapia; possono servire, inoltre, a evidenziare una sindrome carenziale causata da dieta inappropriata oppure da malassorbimento grave, larvato, selettivo e/o inapparente. In tricologia i margini di normalita' relativi alla concentrazione di proteine, vitamine e oligoelementi nel sangue sono piu' ristretti di quanto indicato in medicina generale (riportiamo in tabella alcuni esempi significativi). A questo proposito va sottolineato come uno stato carenziale possa far precipitare irreparabilmente un defluvio androgenetico. Di fronte a un’alopecia cicatriziale occorre sempre valutare la possibilita' di una collagenopatia (Ra test, profilo ANA etc.) per cui si rende necessaria una biopsia del cuoio capelluto.
Dosaggio degli ormoni nel plasma Cortisolo Concentrazioni elevate, specie alla sera, orientano per una sindrome di Cushing. Nella sindrome di Cushing il cortisolo di base e' aumentato e il ritmo circadiano e' scomparso. I valori normali alle ore 8 sono compresi fra 0,14-0,63 micromoli/L; alle ore 16 fra 0,083-0,42 micromoli/L; alle ore 20 sono inferiori al 50% del valore delle ore 8.
Nelle donne, indici di cortisolo bassi, o normali, associati a concentrazioni aumentate di deidroepiandrosterone (DHEA) e di 17-idrossiprogesterone (17-OHP), sono patognomonici di deficit enzimatico surrenalico (21 o 11 idrossilasi) con sindrome di virilizzazione.
Deidroepiandrosterone (DHEA)
Il deidroepiandrosterone e' un debole androgeno secreto quasi esclusivamente dal surrene (95%), sia in forma libera (DHEA) sia come solfato (DHEA-S), nella quantita' di 7 mg/die e 10-20 mg/die rispettivamente. Circola nel sangue soprattutto come DHEA-S legato all’albumina. Nella donna i valori plasmatici normali di DHEA-S sono compresi fra 2,1-8,8 micromoli/L e diminuiscono dopo la menopausa scendendo nettamente sotto 0,3-1,6 micromoli/L. Tassi plasmatici di DHEA compresi fra 15-30 micromoli/L orientano verso una diagnosi di iperandrogenismo normosurrenalico; se associati a ipercortisolemia indirizzano a una sindrome di Cushing; se superiori a 50-100 micromoli/L verso una patologia tumorale; se associati, invece, ad aumento dei tassi di 17-OH progesterone e ipocortisolemia verso una carenza enzimatica congenita. 
delta-4-androstenedione
Questo ormone e' il piu' importante androgeno nella donna ed e' il principale responsabile del defluvio androgenetico e dell’acne nel sesso femminile. Deriva per il 50% dalla secrezione ovarica, per il 30% dalla secrezione surrenalica e per la quota restante dalla trasformazione periferica di precursori. L’ovaio secerne androstenedione soprattutto nel periodo intermedio e luteinico del ciclo e cio' spiega i periodici peggioramenti dell’acne femminile in fase ovulatoria e premestruale.
La produzione di androstenedione puo' aumentare in premenopausa con conseguente lieve virilizzazione. Dall’androstenedione si forma testosterone ad opera dell’enzima 17ß -idrossisteroido-ossido-reduttasi.
L’androstenedione e il testosterone rappresentano tappe intermedie verso la biosintesi degli estrogeni. I valori normali di androstenedione nella donna sono normalmente compresi fra 1,33 e 5,27 nanomoli/L e sono piu' bassi nell’uomo. Valori compresi tra 10 e 20 nanomoli/L, associati a gonadotropina luteinizzante (LH) elevata, orientano verso una possibile diagnosi di ovaio policistico. Valori al di sopra di 30 nanomoli/L possono far supporre, invece, un tumore surrenalico o ovarico ormonosecernente.
17-idrossiprogesterone (17-OHP)
L’aumento plasmatico di questo ormone al di sopra di 15 nanomo-li/L nella donna in fase follicolare, specie se questi tassi elevati si accompagnano a valori alti di DHEAS e valori bassi o normali di cortisolo, orienta verso la diagnosi di deficit enzimatico surrenalico di 21 o 11 idrossilasi.
Testosterone (T)
I valori normali sono compresi tra 5 - 10 ng/ml (10,4-34,6 nanomoli/L) nell’uomo e 0,02 - 0,8 ng/ml (0,3 - 3 nanomoli/L) nella donna. 
Il testosterone si trova nel plasma legato, per il 99% circa, ad una‚ ß-globulina specifica (SHBG). Solo la quota libera e' metabolicamente attiva. Vale, ancora una volta, puntualizzare che la capacita' di legame della SHBG per il testosterone e' superiore alla testosteronemia (intorno a 14 ng/ml). Pertanto, il dosaggio, dell’ormone libero e' un esame praticamente inutile e, in soggetti normoproteici, sara' sempre frazione costante dell’ormone totale.
Diidrotestosterone (DHT)
Valori normali plasmatici sono nell’uomo 1-3 nanomoli/L e nella donna 0,5-0,75 nanomoli/L. Per il 25%, nel maschio, l’ormone circolante e' prodotto come tale dai testicoli e per il restante 75% deri-va dalla trasformazione del testosterone a opera della 5đ-reduttasi. 
Studi metabolici condotti mediante infusione di steroidi radioattivi hanno dimostrato come tale metabolizzazione provenga solo in piccola parte dal metabolismo tissutale dell’ormone, mentre la maggior parte proviene da conversione nel fegato e nell’epididimo. Il suo dosaggio non puo' quindi (come talvolta si e' voluto fare) essere preso a parametro della attivita' periferica della 5alfa-reduttasi follicolare inoltre, questo dosaggio e' possibile solo in pochi laboratori e, pertanto, non puo' essere routinario.
3alfa -androstanediolo-glicuronide (3alfa-diol-G) Il dosaggio plasmatico di questo metabolita coniugato del DHT e' uno dei piu' sensibili marcatori della stimolazione androgena del follicolo pilifero; puo' essere misurato sia nelle urine che nel sangue.
I valori fisiologici ematici nelle donne sono compresi tra 0,5 e 5,4 ng/ml prima della menopausa e tra 0,1 e 6 ng/ml nella postmenopausa.
Il beta-androstanediolo-glicuronide risulta aumentato nell’irsutismo (e, quindi, probabilmente in corso di calvizie, specie se femminile) e, pertanto, il suo dosaggio e' indicativo.
Gonadotropine (FSH -LH)
I valori normali plasmatici di FSH nell’uomo variano da 1,5 a 12 U/L; nella donna in fase follicolare da 5 a 20 U/L, al picco ovarico da 15 a 30 U/L, in fase luteinica da 5 a 15 U/L. I valori normali plasmatici di LH nell’uomo sono compresi fra 4 e 20 U/L; nella donna, in fase follicolare, fra 5 e 25 U/L, al picco ovulatorio fra 30 e 60 U/L, in fase luteinica fra 5 e 15 U/L. L’aumento della concentrazione plasmatica di entrambe le gonadotropine orienta verso una sindrome climaterica o, comunque, verso un ipogonadismo primitivo. Elevati tassi plasmatici di gonadotropina luteinizzante (LH) in presenza di livelli di ormone follicolostimolante (FSH) normali o diminuiti, congiuntamente a elevata concentrazione di androstenedione, orienta verso la sindrome dell’ovaio policistico e impongono la richiesta di una ecografia pelvica.
Prolattina (PRL)
I valori normali nella donna sono intorno a 9-20 ng/ml o 75-504 mU/L e salgono nel corso della gravidanza a 150-200 ng/ml o 3000-4000 mU/L. Nell’uomo i valori normali sono intorno a 6-7 ng/ml o 75-288 mU/L. In corso di iperprolattinemia, qualunque ne sia l’origine, e' frequente un defluvio in telogen, probabilmente per attivazione da parte della prolattina della 5đ -reduttasi. L’iperprolattinemia puo' essere iatrogena (da estrogeni, da psicolettici etc.), funzionale (da stress, da allattamento etc), da adenoma ipofisario oppure da ipofunzione tiroidea. La probabilita' di un adenoma ipofisario e' direttamente correlata con l’entita' della iperprolattinemia. Valori di pro-lattina >200 ng/ml o 5.000 mU/L, al di fuori della gravidanza e del-l’allattamento, sono quasi invariabilmente associati alla presenza di un adenoma ipofisario e valori fra 100 e 200 ng/ml o 2.000 - 5.000 mU/L sono da ritenere assai sospetti. Una iperprolattinemia anamnesticamente non chiara richiede sempre ulteriori accertamenti diagnostici.
Ormoni tiroidei
Si puo' porre diagnosi di ipotiroidismo dosando l’ormone tireotropo (TSH) e gli ormoni tiroidei, in particolare la tiroxina (T4). Un ipotiroidismo primitivo e' caratterizzato da alti valori plasmatici di TSH e bassi o normali di T4. I valori plasmatici normali di T4 sono compresi fra 5 e 12 mg/dl o 65-155 nanomoli/L; i valori normali di triiodotironina (T3) sono compresi fra 115 e 190 ng/dl o 3,54-10,16 picomoli/L; i valori normali dell’indice di tiroxina libera (FT4) oscillano fra 3 e 9; i valori normali di TSH sono compresi fra 0,5 e 4 mU/L. Non e' chiaro come un ipotiroidismo si ripercuota sull’apparato pilifero, ma e' comunque certo che gli ormoni tiroidei modulano la concentrazione plasmatica della proteina vettrice del testosterone e degli estrogeni (SHBG) e che questa diminuisce in caso di ipotiroidismo anche latente (alti valori di TSH e valori bassi o normali di T4), potendo provocare un androgenismo cutaneo per aumento plasmatico del testosterone libero. Inoltre la tiroxina e' uno dei principali stimolatori della produzione di fattore di crescita epidermico (EGF) che certamente in alcuni animali, e forse anche nell’uomo, modula la crescita dei peli. 


 

 

 


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