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Una ragione per non piangere
di Loredana Molise
L’alone che segna lo sguardo di molte persone e' spesso dovuto ad abitudini di vita poco salutari. A stress o forti emozioni.
Come si fa a ridurre il problema? Ecco il parere di un vecchio saggio
indiano e della nostra esperta in trucco
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Mi hanno raccontato una piccola storia che mi ha fatto pensare. In un povero villaggio indiano l’alunno chiede al saggio quanti siano, nella nostra vita, i motivi per ridere. Il vecchio ci riflette e, in maniera enigmatica, risponde: tanti, ma molto meno di quelli che potrai trovare per non piangere. Certamente lo sciamano aveva in mente molte nobili ragioni che dovrebbero condurci a dare il giusto valore alle cose e, quindi, a non sprecare inutilmente le nostre preziose lacrime. A me basta aggiungerne una,
piu' semplice, ma sufficientemente valida per ogni donna: piangere mette in evidenza le proprie occhiaie. Quel terribile alone scuro che in momenti di particolare stanchezza, stato emotivo, stress e affaticamento, segna in maniera fastidiosa e inestetica il volto, al di sotto della palpebra inferiore, dando l’impressione degli occhi infossati.
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Quello delle occhiaie e' un problema molto comune, sia fra le donne che fra i maschi. Generalmente si dice che insorgano dopo i quarant’anni, ma non
e' raro che compaiano anche fra i piu' giovani a seguito di malattia, dopo una notte insonne, per la tensione psicologica o dopo un lungo e irrefrenabile pianto. In
realta', e' assodato che questa condizione, in soggetti predisposti, puo' essere di origine costituzionale: causata da una particolare conformazione anatomica della regione sottopalpebrale, caratterizzata da pelle sottile, mancanza di pienezza della palpebra inferiore e tipica conformazione dell’osso che costituisce il bordo dell’orbita inferiore. A mettere in evidenza il colorito grigio bluastro
e' la presenza di un solco che, per effetto di luce incidente, crea l’ombra, ma
piu' in profondita' cio' e' dovuto a un rallentamento, piu' o meno transitorio, del microcircolo e a un accumulo di melanina che ne determina il colorito.
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Questo processo si accentua con l’invecchiamento e con il conseguente rilassamento della pelle e del tessuto adiposo
sotto-orbitario. Se la persona e' pallida, poi, l’aspetto negativo che ne risulta
e' particolarmente accentuato.
Per un truccatore e' importante conoscere questi rudimenti della fisiopatologia delle occhiaie
perche' e' da qui che bisogna partire per un corretto camouflage.
Iniziamo col dire che tutto il contorno occhi e' estremamente sensibile e vulnerabile, per cui una scelta accurata dei cosmetici da usare
e' oltremodo importante. Dopo i 25-30 anni di eta', andrebbe preso in considerazione l’uso regolare di una buona crema in grado di nutrire e prevenire la disidratazione che, se trascurata,
puo' dar luogo a rughe e solchi. Il prodotto si applica generalmente prima di dormire, ma anche prima del ricorso a un correttore cosmetico del colore.
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Quest’intervento non e' fra i
piu' facili e prima dell’arrivo sul mercato degli attuali prodotti, maneggevoli e affidabili e con un’ampio spettro di colorazioni, spesso si assisteva a un risultato insufficiente, il cosiddetto “effetto maschera”. Si sbagliava infatti a cercare di ridurre il colore scuro usando colori chiari, che invece, paradossalmente mettevano in risalto l’inestetismo.
Il correttore, infatti, non e' altro che una formulazione facile da stendere sia con le dita che con un pennellino, ma quello che rende tutto
piu' complesso e' la varieta' della colorazione delle occhiaie, cui va contrapposta, secondo il concetto di
complementarieta', una tonalita' che le si oppone sulla ruota dei colori, e in grado quindi di contrastarlo.
Cosi' per ridurre le occhiaie piu' diffuse, il cui colore tende al blu, bisogna ricorrere a colorazioni di tipo giallo e arancio. Se c’e' una componente di viola, tipica delle occhiaie
piu' profonde, si deve aggiungere un minimo di verde, picchiettando sulla parte fino a ottenere un effetto soddisfacente. Se il colore delle occhiaie tende al rosso, bisogna trovare la giusta combinazione giallo-verde, mentre per quelle in cui domina una linea di grigio, l’obiettivo
e' di riuscire a anteporgli una colorazione simile alla pesca.
La correzione e' pero' solo la prima tappa del procedimento. Dopo che si e' creato l’effetto coprente che si avvicina alla carnagione naturale, si ricorre al fondotinta, preferibilmente in base grassa, non fluida, adatto alla
tonalita' dell’incarnato del soggetto che state truccando. Per non eliminare o ridurre il risultato creato con il correttore bisogna fare attenzione a tamponare la zona e a fissarla con della cipria in polvere, sparsa in modo da ottenere una maggiore
uniformita'.
Il ruolo del trucco correttivo finisce qui, ma per concludere torniamo al nostro saggio indiano e proviamo a immaginare cosa risponderebbe al suo allievo se gli chiedesse cosa fare per evitare le occhiaie. Probabilmente che il modo migliore per liberarsene
e' cambiare abitudini di vita: astenersi dal fumo, ridurre la fatica, le tensioni, lo stress. Dormire di
piu', e riuscire a trovare dentro di se' sempre una buona ragione per vedere l’aspetto positivo delle cose: in modo da non piangere inutilmente.
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