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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

Quanti conoscono il termine PAO?

Il rischio e' che la confusione di sigle annulli la validita' delle buone intenzioni di chi voleva proteggere il consumatore

di Loredana Molise

Il tempo e' un fattore essenziale per la nostra vita. Nulla vi sfugge, tanto la pelle quanto quei prodotti che servono a nutrirla e a mantenerla giovane. Tutto invecchia, e anche i cosmetici non si sottraggono a questa dura legge della natura. A noi estetiste, che in realta' siamo le prime persone cui ricorrono le donne preoccupate per gli inevitabili segni che l'eta' manifesta sulla cute, e' stato segnalato dalle Associazioni di Categoria che da qualche tempo sulle etichette dei prodotti di bellezza compare un nuovo simbolo: PAO (dall'inglese: Period After Opening). Come sempre avviene, anche le cose piu' semplici, nelle mani dei legislatori (questa volta Europei) possono dimostrarsi piu' complesse di quello che apparentemente si potrebbe pensare. Questa dicitura dovrebbe indicare il periodo massimo nell'arco del quale il prodotto, una volta aperto, si conserva inalterato. Erroneamente, pero', si e' spinti a confondere il PAO con la semplice data di scadenza della confezione che siamo, di norma, abituati a trovare sugli alimenti. Approfondendo l'argomento si scopre pero' tale dicitura non viene applicata su tutti i cosmetici: riguarda infatti solo quei prodotti che, da sigillati, hanno comunque una durata inferiore ai 30 mesi. Inoltre, la data PAO, seppur obbligatoria dall'11 Marzo 2005, non sara' aggiunta su quelli che presentano la dicitura ‘'da consumarsi preferibilmente entro''; quelli monodose (a esempio i campioncini gratuiti); i prodotti confezionati in modo da evitare il contatto tra il principio attivo e l'ambiente circostante (a esempio l'aereosol), quei prodotti per i quali sia certificata l'inalterabilita' nel tempo della formula e per finire i cosmetici per il quale il produttore ha accertato che la formula e' tale da impedire qualsiasi rischio di deterioramento sulla composizione nel corso del tempo. Spontanea e' stata quindi la domanda di una mia cliente, e di tante altre colleghe estetiste che si servono dei prodotti cosmetici come loro primario strumento di lavoro: dopo la data riportata dal PAO si puo' continuare a usare il cosmetico in questione o il termine e' solo indicativo? E' sconfortante ma purtroppo obbligatorio rispondere che il tutto varia da caso a caso e, come sempre, si dovra' porre particolare attenzione alle manifestazioni di degrado del prodotto quali: cambiamento di odore, colore e consistenza. Quella del PAO e' una delle nuove norme di sicurezza relative alla legislazione sui cosmetici conseguente al varo della direttiva europea 2003/15, nota come VII emendamento o PAO. Per completare il nostro quadro informativo, riguardante le indicazioni apportate sui cosmetici, troveremo tra le altre specifiche che dovranno apparire sull'etichetta del cosmetico: l'elenco di tutti gli ingredienti in ordine decrescente di peso e il consumatore potra' richiedere al produttore o al distributore (indicato dall'etichetta) tutte le informazioni sugli eventuali ‘'effetti indesiderati'' di cui l'azienda e' a conoscenza. E guai a nasconderli, una volta scoperto l'inganno le sanzioni potrebbero essere molto pesanti. Purtroppo pero', vista la complessita' della materia, appare quasi impossibile per il consumatore desumere la qualita' del prodotto dalle indicazioni riportate in etichetta. Troppo spesso ci si affida cosi' alla pubblicita', alla marca, al canale di vendita specialistico (magari la farmacia o l'erboristeria, per l'estetista l'ingrosso). Questi elementi, pero', non possono risultare indicatori affidabili poiche', le promesse miracolistiche della pubblicita' sono spesso mendaci e, la notorieta' della marca e' costituita dal marketing. Un prezzo eccessivamente basso, per esempio, non potra' garantirci materie prime pregiate, ma non e' necessariamente vero il contrario. Le differenze di prezzo sono spesso dovute a qualita' come: gradevolezza al tatto, packaging piu' elegante e complesso, ma soprattutto alla pubblicita' e al margine di profitto riservato al canale di vendita. Spesso sulle confezioni sono riportati marchi e diciture come ''raccomandato dall'associazione dei medici'' oppure ''testato dermatologicamente'' o ''non testato sugli animali''. Queste diciture risultano in difficilissima verifica e non si sa se le prove siano state condotte sui vari ingredienti o sul prodotto finito. Ma torniamo al PAO, basta osservare poche regole di base per aumentare la durata del cosmetico quali: aprire la confezione solo prima dell'impiego, evitare di lasciare i prodotti aperti e inutilizzati, richiudere il cosmetico con cura, sospenderne l'uso se si nota cambiamento di odore e colore, conservare i prodotti in luoghi freschi, asciutti e a riparo dalla luce. Non sono novita' ma trattandosi di un mercato in forte espansione e con consumi decisamente in crescita e' richiesta una costante attenzione alla qualita' del prodotto finito e alla sicurezza di chi ne fa uso.


 



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