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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

La luce falsa il trucco

Luci e ombre. Spesso basta poco per aggiungere alla concreta esteriorita' fascino e mistero. E tutto si tinge delle irreali forme del chiaroscuro...

di Loredana Molise

Durante una cena con alcuni conoscenti, ho ascoltato da un giovane professore di storia dell’arte una storia sul pittore francese Monet. Chiamato nella citta' di Rouen per una eredita', l’artista prese alloggio di fronte alla cattedrale e, osservandola, decise di dipingerla in varie ore del giorno e mettere in evidenza gli effetti di luce che modificavano, di ora in ora, l’apparenza e i colori dell’edificio. Monet si dedico' a questa serie, oggi conosciuta come “Le cattedrali di Rouen”, creando 20 diverse tele fra febbraio e marzo del 1892, regolando i suoi ritmi di vita in base alla luminosita' della facciata, seguendo con attenzione i giochi di ombra e di luce che determinavano interessanti modificazioni, quasi in ogni singola pietra. Secondo il pittore, pero', la gamma di colori espressa dal grande edificio gotico, e registrati dalla sua retina, al passaggio delle ore, delle stagioni e delle condizioni atmosferiche, gli dava la sensazione che egli avrebbe potuto dipingere cento, mille quadri differenti, tanti quanti i secondi della sua vita. Innegabilmente, una storia affascinante e che fa pensare a come l’intreccio di luce e ombra costituiscano elementi essenziali, opposti e complementari, da cui emerge la forma, l’immagine, l’aspetto, non solo delle cose inanimate, ma anche di ogni individuo. Che variano, come la Cattedrale di Rouen, a seconda della luce, al passare delle ore, delle stagioni, delle condizioni atmosferiche e, nel caso dell’uomo, delle emozioni. E quella sera a cena, ho ripensato a quante volte mi e' successo che la stessa donna, truccata nel primo pomeriggio, con mia e sua completa soddisfazione, mi era apparsa diversa, e talvolta meno bella, qualche ora piu' tardi, sotto i riflettori, a lume di candela oppure se colpita da una luce fluorescente. Cio' porta il discorso sul complicato rapporto che c’e' fra i colori del make-up e la luce, naturale e artificiale, presente nei diversi ambienti. Un discorso diverso dal ricorso al chiaroscuro come tecnica correttiva a disposizione del truccatore esperto. Perche' qui stiamo parlando dell’effetto, proprio della luce, che si verifica quando essa colpisce i colori usati per vivacizzare labbra e incarnati spenti, o per dare intensita' a uno sguardo. Ma vediamo qualche esempio, cominciando dalla mattina, quando ci si trucca nel proprio bagno. Spesso, la luce, se arriva direttamente dall’alto, si trasforma in un riflettore che evidenzia nello specchio, impietosamente, ogni piccolo inestetismo, portando a esagerare nell’uso del trucco. Se proprio ci si sveglia quando e' ancora notte, o si possiede un bagno senza finestre, il consiglio e' di arredarlo, quindi, con piu' fonti luminose, creando una condizione di illuminazione quasi tridimensionale, come quella proposta da una postazione professionale per trucco, illuminata sui tre lati. Se possibile, invece, meglio spegnere e posizionarsi con la finestra aperta davanti, optando per la luce naturale, piu' fredda e dura. Il rischio e' che i colori di un trucco realizzato con una fonte forte, all’esterno appariranno piu' brillanti di quello che era nella vostra intenzione. e' infatti risaputo che qualsiasi luce artificiale tende a diminuire l’intensita' dei colori, e cio' appare piu' evidente in ambienti con luci fluorescenti al neon, tipiche di uffici e supermarkets, o davanti a un computer: l’incarnato appare pallido, spento e verdastro. Da cio' il bisogno di un tocco di fard in piu' sul volto di cassiere e impiegate che non vogliano apparire malaticce. Ma cio' e' vero anche con una intensa luce del giorno, con la consapevolezza, pero', che un eccesso di make-up verra' notato maggiormente se utilizzato per contrastare un colorito che puo' apparire smorto. Ecco allora cosa fare: applicare prima un fondotinta naturale e successivamente uno piu' luminoso. Preoccupandosi che la base penetri a fondo nella cute per evitare che una cattiva luce metta in evidenza la linea di demarcazione del trucco. Le persone con una pelle secca non dovrebbero usare troppa cipria quando sanno che saranno esposte a una luce brillante. Ma in generale ogni prodotto che contiene del bianco fa apparire il trucco eccessivo. Meglio colori caldi, vicini all’incarnato. Passiamo alla sera. Se le luci brillanti spengono i colori cosa succede con le illuminazioni soffuse, di ambientazione? Anche le luci basse possono “lavare” il colore del trucco ma, nella maggior parte dei casi, per una serata al chiuso, ristorante o discoteca che sia, e' meglio lavorare con ombre e chiaroscuri piu' che aumentare la quantita' di make-up. Ci sono prodotti che, per i pigmenti che contengono, promettono di assorbire la luce e altri in grado di rifletterla. Cosi', in caso di occhiaie scure va scelto quello in grado di assorbirla, mentre per coprire una ruga e' meglio quello che la deflette. Comprensibile la difficolta' per chi presenta entrambi i problemi. Alcune dritte che vengono dal mondo del cinema. La luce migliore per apparire giovani e belli e' quella che viene da dietro la testa e le spalle. Chi ha un volto con bei zigomi si avvantaggi delle luci che arrivano dall’alto. Per chi ha rughe o un naso grosso, una luce frontale, soffice e diffusa, evita le ombre e migliora l’effetto. Dovendo scegliere un orario per un primo appuntamento, optare per il tramonto, presentarsi con il sole alle spalle e, possibilmente, sotto l’ombra di un albero. Gli inestetismi sembrano scomparire. Un ultimo consiglio: se per truccarsi si ricorre a uno specchietto, attenzione a metterlo piu' in alto degli occhi, per evitare che, guardando in basso, si formino delle ombre sul volto e si commettano errori.


 

 

 



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