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IL TRUCCO DEGLI OCCHI (seconda parte)
di Stefania D'Alessandro |
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L'applicazione della matita per impostare e creare la sfumatura per il trucco
degli occhi, e il conseguente fissaggio con gli ombretti, garantisce
caratteristiche di durata e qualita' eccezionali. Come abbiamo visto nei
precedenti articoli, la pasta della matita, composta di sostanze grasse, quindi
idrorepellente, permette la totale resistenza all'acqua e massima aderenza alla
superficie cutanea. Il colore stesso della sfumatura della matita fissata con
gli ombretti risultera' piu' intenso rispetto al trucco realizzato
esclusivamente con ombretti, indubbiamente piu' trasparenti e volatili. La
tecnica di trucco con ombretti sciolti con acqua, applicati e sfumati
direttamente sulla palpebra, porta a un risultato accettabile, senza pero'
alcuna resistenza all'acqua e al sudore. Non tutti gli ombretti possono essere
utilizzati con questa tecnica, indicativamente troveremo scritto sulla
confezione "wet o dry" letteralmente "bagnato o secco" a
indicare il possibile utilizzo con acqua. Dopo aver impostato le linee
fondamentali di costruzione della sfumatura (rima ciliare sup.- rima ciliare
inf.- piega palpebrale)come illustrato nel numero precedente, si procede
intensificando con la matita l'angolo esterno della palpebra mobile nel punto di
congiunzione tra la piega palpebrale e la rima ciliare sup. creando una zona di
intensita' fondamentale del trucco (fig. a). |
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L'ombra che si crea in questo punto
da profondita' all'occhio per effetto ottico, e le sfumature delle varie linee
partiranno da questa zona nelle varie direzioni. Le varie inclinazioni
dell'impostazione della matita (fig. b1, b2 e b3) danno vita a differenti
sfumature cambiando la forma e l'aspetto di uno stesso occhio. Per la sfumatura
della matita interveniamo principalmente con i pennelli di taglio diagonale
sfumando i bordi delle zone campite con la matita. |
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Successivamente con i
pennelli lingua di gatto ammorbidiamo le sfumature e, ancora con i lingua di
gatto fissiamo con gli ombretti. e' sconsigliato utilizzare durante il trucco lo
stesso pennello sia per la matita sia per l'ombretto, poiche' la pasta grassa
della prima potrebbe creare una patina sulla superficie della pasticca
dell'ombretto rendendolo, a lungo andare, inutilizzabile. Un interrogativo che
mi viene posto frequentemente e' se mettere o no la matita all'interno
dell'occhio sulla congiuntiva inferiore. L'effetto che otteniamo e' indubbiamente di un trucco etnico di ispirazione orientale vista la consuetudine
delle donne indiane o arabe di applicare il kajal all'interno dell'occhio. La
scelta rimane del truccatore secondo l'effetto che vuole ottenere. Per quanto
riguarda i colori da utilizzare per il trucco e' bene fare una precisazione
sulla differenza tra tono e colore. Il colore e' la percezione sensoriale della
riflessione della luce sulla superficie di un corpo, formato da una serie di
radiazioni dello spettro solare in cui distinguiamo dei colori primari (rosso,
giallo, blu) detti puri perche' indivisibili, e altri secondari prodotti dalla
miscelazione dei primari (rosso+giallo=arancio, rosso+blu=viola, giallo+blu=verde).
Ne consegue un'infinita' di colori risultanti dalle differenti proporzioni di
miscelazione dei primari. Il tono e' strettamente legato al colore e rappresenta
la differente intensita' di luce del colore stesso. A esempio prendiamo in
considerazione il colore rosso: aumentando la quantita' di luce (bianco)
otteniamo le varie tonalita' di rosa, viceversa diminuendo la quantita' di luce
abbiamo i toni bordeaux. Per correttezza il rosa dovrebbe essere indicato come
tono chiaro del colore rosso. Il tono piu' chiaro di ogni colore e' quindi per
estremo il bianco e quello piu' scuro e' il nero. Il colore della nostra pelle
si ottiene dalla miscelazione, in differenti proporzioni, dei tre fondamentali,
risultando un tono molto chiaro del marrone. Ne consegue che tutte le tonalita'
dei differenti tipi del colore marrone siano estremamente adatti ad ogni tipo di
pelle e per ogni trucco perche' simili alle ombre del viso. |
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Tutti gli altri
colori possono essere usati secondo il gusto del truccatore, delle preferenze
della persona che viene truccata, o delle influenze della moda, ma, a
dimostrazione la storia del trucco e di come i colori siano stati usati in ogni
modo e con ogni accostamento, non e' a mio giudizio possibile schematizzare
l'utilizzazione del colore. Una regola cui si puo' far riferimento e' il
"contrasto di complementarieta'" per cui, per effetto ottico, due
colori complementari, accostati, si intensificano vicendevolmente. Ne deduciamo
che se occhi di colore blu vengono truccati con colori arancio (miscela di
giallo e rosso - complementare del blu) risulteranno molto piu' intensi ed
evidenti. Cosi per gli occhi verdi con il colore rosso. Non penso ci siano
accostamenti di colore non proponibili, ne sono testimoni millenni di arte e di
pittura. I prodotti perlati per il trucco degli occhi vanno utilizzati
attentamente tenendo presente la loro caratteristica fondamentale: la notevole
capacita' di riflessione della luce. Per ottenere l'effetto perlato alla
composizione del prodotto in genere, sia esso ombretto, fondo di base,
rossetto ecc., viene aggiunta la Mica (inci name Mica N C.I. 77019) un
pigmento inorganico derivato del silicio, di aspetto perlescente.
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Quando il prodotto
perlato, estremamente luminoso, viene applicato su zone d'ombra del trucco, come
l'intensita' nell'angolo esterno, tende ad eliminare l'effetto chiaroscuro
appiattendo ogni volume creato. E' importante stendere i prodotti perlati solo
in zone che vogliamo mettere in risalto o zone chiare del trucco come l'arcata
palpebrale o l'angolo interno dell'occhio, lasciando opache le ombreggiature. Un
altro elemento fondamentale per il make-up dell'occhio e' senza dubbio il
mascara. La sua funzione e' quella di ispessire le ciglia e di intensificarne la
colorazione al fine di rendere piu' grande l'occhio e profondo lo sguardo. Di
origine antichissima come gran parte dei cosmetici da trucco, gia' gli antichi
egizi ne facevano uso sotto forma di tavolette composte da solfuro di antimonio
di colore nero, grasso animale e sapone. Quest'ultimo svolgendo una funzione
tensioattiva, permetteva lo scioglimento del prodotto con l'acqua e
l'applicazione per mezzo di uno spazzolino. Il mascara in tavoletta solida,
utilizzato fino a pochi decenni fa, e' stato sostituito dal piu' comodo e
igienico mascara in crema contenuto in confezione completa di scovolino
applicatore. I moderni mascara presentano una composizione ben piu' complessa ma
piuttosto simile a quella egizia. Alla base pigmenti inorganici come ossido di
ferro, diossido di titanio, ultramarines, cere, umettanti, talco come agente
opacizzante, e derivati del PVP (polivinilpirrolidone) sostanze filmogene che
creano una pellicola rigida sul pelo con l'evaporare dell'acqua. Per la
realizzazione di mascara idrorepellenti chiamati "waterproof" vengono
utilizzati copolimeri liposolubili come il PVP/decene. Risultano sicuramente piu' resistenti, ma attenzione, non insolubili in acqua! Per essere sicuri che
il mascara non sciolga e coli durate le riprese di una scena acquatica di un
film la cosa migliore e' non mettere nessun mascara e ovviare applicando delle
ciglia finte per infoltire le ciglia naturali. Indispensabili i conservanti,
quanto mai presenti per la facile inquinabilita' microbiologica del mascara che
dovrebbe essere sostituito frequentemente soprattutto dal truccatore. |
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Consiglio
sempre a chi si sottopone di sovente al trucco di proporre il proprio mascara
personale. Si leggono spesso consigli assurdi di truccatori su come fluidificare
il mascara quando si indurisce nella confezione: con acqua semplice o
distillata, olio di ricino o di oliva, addirittura gocce di profumo! L'unica
cosa da fare e gettarlo per acquistarne un altro. |
Addizionare arbitrariamente
sostanze a una preparazione cosmetica puo' risultare dannoso data la completa
mancanza di purezza microbiologica dei componenti aggiunti e la impossibilita'
di verificare le probabili interazioni della nuova miscela ottenuta con la
nostra pelle.Le leggi per la fabbricazione di un cosmetico prevedono regole
rigide sulla purificazione delle materie prime utilizzate, sulla loro atossicita' e caratteristiche ipoallergeniche,
nonche' le varie procedure di
miscelazione e confezionamento in ambienti microbiologicamente controllati.
Risulta presuntuoso voler eludere queste regole, frutto di anni di progresso
cosmetologico. Una curiosita': erroneamente, anche se di frequente, il mascara
viene comunemente chiamato rimmel. Questo nasce dalla grande diffusione del
mascara automatico creato della omonima casa cosmetica che rivoluziono'
l'utilizzo di questo prodotto differenziandosi dal comune mascara in
tavoletta.L'accezione diffusa del termine rimmel indicava la nuova concezione
del prodotto cosmetico, e con il passar degli anni, si e' trasformata in
sostantivo sinonimo di mascara, anche se personalmente non ne condivido
l'utilizzo. L'applicazione del mascara sulle ciglia risulta piuttosto semplice.
Da preferire di colore nero, piu' naturale, si tende uno strato sulla parte
superiore ed inferiore del pelo senza eccedere creando grumi di prodotto. Al
termine dell'applicazione si consiglia di pettinare le ciglia con uno scovolino
o uno spazzolino nel loro verso naturale di crescita per eliminare eventuali
eccessi.
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