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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

IL TRUCCO DEGLI OCCHI (seconda parte)

di Stefania D'Alessandro


il trucco degli occhi


L'applicazione della matita per impostare e creare la sfumatura per il trucco degli occhi, e il conseguente fissaggio con gli ombretti, garantisce caratteristiche di durata e qualita' eccezionali. Come abbiamo visto nei precedenti articoli, la pasta della matita, composta di sostanze grasse, quindi idrorepellente, permette la totale resistenza all'acqua e massima aderenza alla superficie cutanea. Il colore stesso della sfumatura della matita fissata con gli ombretti risultera' piu' intenso rispetto al trucco realizzato esclusivamente con ombretti, indubbiamente piu' trasparenti e volatili. La tecnica di trucco con ombretti sciolti con acqua, applicati e sfumati direttamente sulla palpebra, porta a un risultato accettabile, senza pero' alcuna resistenza all'acqua e al sudore. Non tutti gli ombretti possono essere utilizzati con questa tecnica, indicativamente troveremo scritto sulla confezione "wet o dry" letteralmente "bagnato o secco" a indicare il possibile utilizzo con acqua. Dopo aver impostato le linee fondamentali di costruzione della sfumatura (rima ciliare sup.- rima ciliare inf.- piega palpebrale)come illustrato nel numero precedente, si procede intensificando con la matita l'angolo esterno della palpebra mobile nel punto di congiunzione tra la piega palpebrale e la rima ciliare sup. creando una zona di intensita' fondamentale del trucco (fig. a). 

il trucco degli occhi

L'ombra che si crea in questo punto da profondita' all'occhio per effetto ottico, e le sfumature delle varie linee partiranno da questa zona nelle varie direzioni. Le varie inclinazioni dell'impostazione della matita (fig. b1, b2 e b3) danno vita a differenti sfumature cambiando la forma e l'aspetto di uno stesso occhio. Per la sfumatura della matita interveniamo principalmente con i pennelli di taglio diagonale sfumando i bordi delle zone campite con la matita.

Successivamente con i pennelli lingua di gatto ammorbidiamo le sfumature e, ancora con i lingua di gatto fissiamo con gli ombretti. e' sconsigliato utilizzare durante il trucco lo stesso pennello sia per la matita sia per l'ombretto, poiche' la pasta grassa della prima potrebbe creare una patina sulla superficie della pasticca dell'ombretto rendendolo, a lungo andare, inutilizzabile. Un interrogativo che mi viene posto frequentemente e' se mettere o no la matita all'interno dell'occhio sulla congiuntiva inferiore. L'effetto che otteniamo e' indubbiamente di un trucco etnico di ispirazione orientale vista la consuetudine delle donne indiane o arabe di applicare il kajal all'interno dell'occhio. La scelta rimane del truccatore secondo l'effetto che vuole ottenere. Per quanto riguarda i colori da utilizzare per il trucco e' bene fare una precisazione sulla differenza tra tono e colore. Il colore e' la percezione sensoriale della riflessione della luce sulla superficie di un corpo, formato da una serie di radiazioni dello spettro solare in cui distinguiamo dei colori primari (rosso, giallo, blu) detti puri perche' indivisibili, e altri secondari prodotti dalla miscelazione dei primari (rosso+giallo=arancio, rosso+blu=viola, giallo+blu=verde). Ne consegue un'infinita' di colori risultanti dalle differenti proporzioni di miscelazione dei primari. Il tono e' strettamente legato al colore e rappresenta la differente intensita' di luce del colore stesso. A esempio prendiamo in considerazione il colore rosso: aumentando la quantita' di luce (bianco) otteniamo le varie tonalita' di rosa, viceversa diminuendo la quantita' di luce abbiamo i toni bordeaux. Per correttezza il rosa dovrebbe essere indicato come tono chiaro del colore rosso. Il tono piu' chiaro di ogni colore e' quindi per estremo il bianco e quello piu' scuro e' il nero. Il colore della nostra pelle si ottiene dalla miscelazione, in differenti proporzioni, dei tre fondamentali, risultando un tono molto chiaro del marrone. Ne consegue che tutte le tonalita' dei differenti tipi del colore marrone siano estremamente adatti ad ogni tipo di pelle e per ogni trucco perche' simili alle ombre del viso.


Tutti gli altri colori possono essere usati secondo il gusto del truccatore, delle preferenze della persona che viene truccata, o delle influenze della moda, ma, a dimostrazione la storia del trucco e di come i colori siano stati usati in ogni modo e con ogni accostamento, non e' a mio giudizio possibile schematizzare l'utilizzazione del colore. Una regola cui si puo' far riferimento e' il "contrasto di complementarieta'" per cui, per effetto ottico, due colori complementari, accostati, si intensificano vicendevolmente. Ne deduciamo che se occhi di colore blu vengono truccati con colori arancio (miscela di giallo e rosso - complementare del blu) risulteranno molto piu' intensi ed evidenti. Cosi per gli occhi verdi con il colore rosso. Non penso ci siano accostamenti di colore non proponibili, ne sono testimoni millenni di arte e di pittura. I prodotti perlati per il trucco degli occhi vanno utilizzati attentamente tenendo presente la loro caratteristica fondamentale: la notevole capacita' di riflessione della luce. Per ottenere l'effetto perlato alla composizione del prodotto in genere, sia esso ombretto, fondo di base, rossetto ecc., viene aggiunta la Mica (inci name Mica N C.I. 77019) un pigmento inorganico derivato del silicio, di aspetto perlescente. 

il trucco degli occhi

Quando il prodotto perlato, estremamente luminoso, viene applicato su zone d'ombra del trucco, come l'intensita' nell'angolo esterno, tende ad eliminare l'effetto chiaroscuro appiattendo ogni volume creato. E' importante stendere i prodotti perlati solo in zone che vogliamo mettere in risalto o zone chiare del trucco come l'arcata palpebrale o l'angolo interno dell'occhio, lasciando opache le ombreggiature. Un altro elemento fondamentale per il make-up dell'occhio e' senza dubbio il mascara. La sua funzione e' quella di ispessire le ciglia e di intensificarne la colorazione al fine di rendere piu' grande l'occhio e profondo lo sguardo. Di origine antichissima come gran parte dei cosmetici da trucco, gia' gli antichi egizi ne facevano uso sotto forma di tavolette composte da solfuro di antimonio di colore nero, grasso animale e sapone. Quest'ultimo svolgendo una funzione tensioattiva, permetteva lo scioglimento del prodotto con l'acqua e l'applicazione per mezzo di uno spazzolino. Il mascara in tavoletta solida, utilizzato fino a pochi decenni fa, e' stato sostituito dal piu' comodo e igienico mascara in crema contenuto in confezione completa di scovolino applicatore. I moderni mascara presentano una composizione ben piu' complessa ma piuttosto simile a quella egizia. Alla base pigmenti inorganici come ossido di ferro, diossido di titanio, ultramarines, cere, umettanti, talco come agente opacizzante, e derivati del PVP (polivinilpirrolidone) sostanze filmogene che creano una pellicola rigida sul pelo con l'evaporare dell'acqua. Per la realizzazione di mascara idrorepellenti chiamati "waterproof" vengono utilizzati copolimeri liposolubili come il PVP/decene. Risultano sicuramente piu' resistenti, ma attenzione, non insolubili in acqua! Per essere sicuri che il mascara non sciolga e coli durate le riprese di una scena acquatica di un film la cosa migliore e' non mettere nessun mascara e ovviare applicando delle ciglia finte per infoltire le ciglia naturali. Indispensabili i conservanti, quanto mai presenti per la facile inquinabilita' microbiologica del mascara che dovrebbe essere sostituito frequentemente soprattutto dal truccatore.

il trucco degli occhi


Consiglio sempre a chi si sottopone di sovente al trucco di proporre il proprio mascara personale. Si leggono spesso consigli assurdi di truccatori su come fluidificare il mascara quando si indurisce nella confezione: con acqua semplice o distillata, olio di ricino o di oliva, addirittura gocce di profumo! L'unica cosa da fare e gettarlo per acquistarne un altro. 

Addizionare arbitrariamente sostanze a una preparazione cosmetica puo' risultare dannoso data la completa mancanza di purezza microbiologica dei componenti aggiunti e la impossibilita' di verificare le probabili interazioni della nuova miscela ottenuta con la nostra pelle.Le leggi per la fabbricazione di un cosmetico prevedono regole rigide sulla purificazione delle materie prime utilizzate, sulla loro atossicita' e caratteristiche ipoallergeniche, nonche' le varie procedure di miscelazione e confezionamento in ambienti microbiologicamente controllati. Risulta presuntuoso voler eludere queste regole, frutto di anni di progresso cosmetologico. Una curiosita': erroneamente, anche se di frequente, il mascara viene comunemente chiamato rimmel. Questo nasce dalla grande diffusione del mascara automatico creato della omonima casa cosmetica che rivoluziono' l'utilizzo di questo prodotto differenziandosi dal comune mascara in tavoletta.L'accezione diffusa del termine rimmel indicava la nuova concezione del prodotto cosmetico, e con il passar degli anni, si e' trasformata in sostantivo sinonimo di mascara, anche se personalmente non ne condivido l'utilizzo. L'applicazione del mascara sulle ciglia risulta piuttosto semplice. Da preferire di colore nero, piu' naturale, si tende uno strato sulla parte superiore ed inferiore del pelo senza eccedere creando grumi di prodotto. Al termine dell'applicazione si consiglia di pettinare le ciglia con uno scovolino o uno spazzolino nel loro verso naturale di crescita per eliminare eventuali eccessi.



     
 

 

 

 


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