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Trucco primavera
Pelle secca e opaca, colorito spento, perdita di tono.
Questi alcuni dei ricordi che l'inverno lascia sulla nostra pelle. Come
ridare splendore e ridurre i problemi in maniera professionale e con l'aiuto
del trucco
di Loredana Molise
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Ci
risiamo. Il caldo e' tornato all'improvviso a conferma che probabilmente
e' proprio vero che non esistono piu' le mezze stagioni, primavera
inclusa. Guai pero' a fidarsi del tutto e a riporre maglioni e cappotti
nei guardaroba, fra giornate piovose e abbassamenti di temperatura,
avremo ancora brutto tempo prima che si possa definitivamente dire che
la brutta stagione e' completamente passata.
Questo percio' e' il momento di fare i conti con i danni che freddo,
inquinamento, diete ipercaloriche, sedentarieta', riscaldamenti al
massimo, hanno lasciato su volto e corpo, e di chiedere all'estetista di
preparare la pelle all'arrivo del sole, del caldo, della stagione dei
viaggi e delle vacanze. Partiamo con il dire che dopo l'inverno la pelle
e' quasi sempre piu' o meno disidratata. Non sempre nello strato corneo
c'e' quella percentuale di acqua, intorno al 13%, che garantisce
turgore, luminosita' e compatezza alla cute. E sicuramente questo si
riflettera' in una sensazione di aridita', e una maggiore sensibilita'
all'applicazione di qualsiasi cosmetico. Qualunque tipo di pelle, e
maggiormente con l'aumento dell'eta', mostrera' piccoli segni che
potranno variare da righe molto sottili fino a rughe ben visibili sul
contorno occhi o ai lati delle labbra. Il primo obiettivo
dell'intervento estetico sara' allora quello di reidratare la cute della
cliente per ridonarle l'elasticita' e il tono in parte perduti.
Una rapida analisi ci fara' orientare verso i tipi di prodotti piu'
adatti per la tipologia di pelle che abbiamo di fronte. |
| Per
il viso vale la regola generale che una specifica formulazione e'
essenziale per raggiungere l'obiettivo prefissato: cosi' per una pelle
piu' secca e' meglio ricorrere a trattamenti con una texture piu' ricca,
mentre per le pelli normali o tendenti al grasso sono preferibili
prodotti meno ricchi di grassi. Diverso e' il discorso del corpo e in
particolare e' differente la situazione che si riscontra a livello delle
estremita' o del tronco. L'esposizione di quest'ultimo agli agenti
atmosferici e' molto minore che in estate a causa dei vestiti e in piu'
esso si disidrata di meno per la ricchezza in ghiandole sebacee. Le
gambe invece subiscono il freddo e lo strofinio continuo con le fibre
sintetiche, di cui sono fatte le calze di nylon, e tendono a subire una
efoliazione continua che si accentua nelle zone delle ginocchia dove con
gli anni si accentuano i segni di rugosita'. |
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Anche
le mani si presentano piu' screpolate, ruvide e arrossate e, con gli
anni, mostrano segni di discromie senili. Un programma di trattamento
che inizia in Istituto e poi continua a casa, come abbiamo scritto piu'
volte su questa rivista deve tener conto di una buona detersione, mai
aggressiva e sempre delicata, di una fase di tonificazione, una di
normalizzazione e soprattutto del modo in cui fornire alla pelle una
efficace idratazione.
Non staremo quindi a ripeterci ma vorremmo concentrare l'attenzione su
due aspetti meno usuali per chi non si occupa direttamente di estetica
professionale: l'uso del vaporizzatore e rapporto fra trucco e
idratazione. Come e' noto, l'allegato della legge del gennaio 1990, che
disciplina l'attivita' dell'estetista, prevede fra gli apparecchi
elettromeccanici per uso estetico il vaporizzatore con vapore normale e
ionizzato non riscaldato. Uno strumento che ha come principio base
l'erogazione di vapore acqueo nei trattamenti per il viso, sia per una
migliore pulizia che in quelli normalizzanti. |
Il
calore che arriva sulla pelle determina un maggiore afflusso di sangue a
livello cutaneo e una dilatazione dei pori che sara' essenziale quando
successivamente si passera' a rimuovere impurita' e sebo. Il
vaporizzatore va applicato subito dopo una detersione con latte
detergente e la durata della seduta va decisa in considerazione delle
condizioni oggettive della pelle della cliente, considerando che, in
generale, essa sara' piu' lunga se la pelle e' asfittica e molto meno
prolungata e meno calda se si sta trattando una pelle gia' congestionata
o con problemi di couperose.
In altre parole, la vaporizzazione con vapore normale non e' di per se'
un trattamento specifico ma piu' un modo di ottimizzare alcuni
interventi estetici. Difficile infatti pretendere che il vapore possa
apporare una idratazione piu' che transitoria, piu' veritiero invece
ritenere che dopo la vaporizzazione risulta migliore l'assorbimento di
qualsiasi cosmetico e piu' facile eliminare, oltre che lo sporco e il
sebo, anche gli strati superficiali del corneo. Basta provare sulla cute
di gomiti e ginocchia che normalmente appare piu' ispessita, o in altre
parti del corpo che mostrano segni di rugosita', dopo l'applicazione del
vapore qualsiasi trattamento levigante sara' piu' rapido e efficace e la
pelle apparira' piu' morbida e luminosa.
Piu' facile anche massaggiare il corpo o il viso in corso di una seduta
di vaporizzazione. Come gia' accennato, quando la pelle e' couperosica,
piu' sensibile e in genere meno ricca di sebo e impurita', un pur rapido
ricorso al vapore potrebbe accentuare il rossore tanto da preoccupare la
cliente oltre che per il suo aspetto anche per un eventuale danno.
Bastera' tranquillizzarla spiegandole che si tratta di un fenomeno
destinato a ridursi nell'arco di poche ore ma si puo' ridurre l'effetto
vasodilatatore del calore ricordandosi di applicare, sulle aree gia'
normalmente arrossate, delle compresse di ovatta imbevute con tonico
decongestionante o completando il trattamento con una maschera
decongestionante. L'indicazione alla vaporizzazione in caso di pelli
grasse e acneiche e' invece ottimale. Meglio ancora se a essere
vaporizzato e' l'ozono che puo' svolgere un'ulteriore e benefica azione
antisettica.
Abbiamo iniziato dicendo che la pelle appare piu' giovane e bella se e'
detersa con cura e ben idratata. Da cio' il normale ricorso a latti
detergenti, tonici, creme esfolianti, maschere calmanti e rifrescanti,
ma non dovremmo utilizzare la stessa attenzione quando parliamo di
trucco? Dando per scontato che bisogna sempre scegliere prodotti
ipoallergenici perche' non utilizzare fondotinta, ciprie, rossetti
arricchiti di sostanze idratanti, emollienti e ristrutturanti?
Sembrerebbe la piu' logica e valida continuazione dell'azione richiesta
alle creme usate per i trattamenti. Fino a poco tempo fa c'era il
rischio di dover rinunciare alle nuove tendenze della moda, ai toni
brillanti e sensuali che le aziende presenti in profumeria propongono a
ogni stagione per dare una diversa personalita' a ogni donna.
Oggi non e' piu' cosi' difficile trovare anche in Farmacia linee di
trucco testate clinicamente e ricche di quelle tonalita' necessarie a
interpretare l'esplosione di luce e colori che con la primavera avviene
intorno a noi. Trucchi con sfumature naturali, dolci, capaci di
ammorbidire l'espressione del viso in un misto di creativita' e
freschezza. Ma anche di coprire piccoli brufoli o inestetismi secondo la
piu' volte ricordata teoria per cui, a primavera il colore del
fondotinta deve essere pesca o rosa se la carnagione e' chiara e piu'
vicino al sabbia o al miele se invece e' scura. Il tutto tamponato con
una cipria opaca e un leggero tocco finale di fard. |
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